Rai News. Improvvisamente l’anonimo e probabilmente raccomandato giornalista si interrompe, il palinsesto vacilla, da qualche parte Mentana ha un’erezione. L’incredulo omino farfuglia, si capisce che è appena avvenuto qualcosa di grosso, qualcosa destinato a scombussolare il regolare flusso dell’internez per giorni interi, forse settimane. Il pensiero algido vola subito a Pippebaude, a Siffredi, a Trapattoni, a uno dei due papi a caso, forse entrambi. Ciao angeli. Ciao Sic. E invece no, si tratta proprio del Poco Umano, di colui che la leggenda sosteneva avrebbe seppellito anche la Regina Elisabetta, Cirino Pomicino e l’acconciatura di Justin Bieber con la vanga magica gelosamente custodita all’interno del suo prestigioso profilo internazionale. Che un giorno sarebbe tornato nella pienezza dei suoi poteri accompagnato da sottosegretari alati e dalla salma aromatizzata al mentolo di Salvo Lima per giudicare i resti della Terza Repubblica, e forse anche della Quarta e della Quinta e della Sesta e della Settima, indicando ai mortali la strada verso la democristianità eterna.
Alla fine, se levi le volte che premi F5 e vai a vedere se hanno risposto a una discussione che segui, i socialnè non ti rubano molto tempo.
Sputtana i soldi al gioco -> “Uaaargh politicimaledetti!1!1″. Più o meno è il modo di pensare di un sacco di italiani, dov’è lo squilibrio?
Punti a favore di Enrico Letta, finora (spezziamo una lancia): 1) È pro-OGM 2) Gilioli ne parla male 3) Non è Giuliano Amato.
Se l’attuale classe politica vuole sopravvivere deve cooptare cantanti power metal e lavandaie per mandarli a combattere a Piazzapulita & C.
Bastava mettere Ro-do-tà e l’economia sarebbe ripartita da sola grazie al potente impulso dato dai matrimoni gay.
Internet un mese fa: “Rodotà? Mi pare di averlo sentito nominare”. Ora: “Ah, grande uomo stimato difensore dei diritti icona gay indiscussa”.
Buongiorno (applausi scroscianti). Buonasera (ovazione). Buon pranzo (pubblico in visibilio che fa la ola). Tante discussioni sulla gente che perde la fede, le chiese sempre più vuote e il crollo delle vocazioni, e poi stai a vedere che gli bastava fare Papa Lina Sotis.
L’Asilo Mariuccia Cruciani fa rimpiangere i tempi in cui per capire l’andazzo toccava affidarsi al sano giornalismo d’inchiesta del Gabibbo.
L’estate si avvicina. Urge una manifestazione nazionale contro le infradito, i tormentoni di Shakira e gli inestetismi della cellulite.
Uno che pensa si possa votare il Presidente della Repubblica online secondo me lo convinci anche che si possa fare sesso con Stoya, online.
Amazon, solo perché l’altra volta ho ordinato un aspirapolvere, mi ha scambiato per una massaia. Mi manda robe tipo “Luigi, organizza il tuo bucato”…
Non ho mai capito come faccia la Bignardi a restare sveglia mentre conduce Le invasioni barbariche.
Ho viaggiato nel futuro e ho visto cose che voi umani. L’albo d’oro della Serie A, per esempio. Che ho prontamente scrinsciottato.
Un intenso primo piano di Franco Marini sorpreso mentre volge lo sguardo alle complesse sfide della modernità globalizzata e riflette sulle possibili risoluzioni ai nodi dell’ingorgo istituzionale.
Tizia a programma nazionalpopulista sul tre: “La Costituzione garantisce la salute per tutti”. No, Ciccia, guarda che quella è Lourdes.
Se continua così, Papa Francesco supererà il traguardo psicologico dei trentatré giorni di pontificato.
Ok, priorità a Flavia Vento, ai ciclisti e a quelli che erano in piazza coi cartelli tipo “Viva Silvio onnipotente”. Ma fossi l’Antidroga una controllatina poi la farei anche a casa degli sviluppatori Firefox che hanno impostato attiva di default l’opzione “Mostra la finestra dei download quando si scarica un file”.
Anna Tatangelo che fa la Beyoncé italiana è credibile quanto Pedobear ambasciatore dell’Unicef.
“Sgarbi, cosa vuol dire all’operaio sul tetto?” “Lo sai che se ti sfracelli le vibrazioni dell’urto rovineranno l’affresco di Osvaldo della Puttanesca a trenta metri da lì? Capra!”
Google, 13 marzo: “Chiudiamo Reader perché vogliamo concentrare gli sforzi su meno progetti”. 20 marzo, ecco il nuovo servizio Google Keep.
Battiato non ha la colpa di essere volgare (chi se ne frega) o sessista (non lo è), ma solo quella di star diventando terribilmente banale.
De Sanctis, Dino Baggio e il vicecuoco Ubaldo hanno annunciato il loro addio irrevocabile alla Nazionale.
La cronaca mi cattura al punto che per me la Kercher potrebbe averla fatta fuori Alberto Stasi in combutta con la sua ex Annamaria Franzoni.
Decrescita felice. Ovvero: “Prevedo che, zappando zappando, prima o poi mi darò l’arnese sui piedi. Quindi provvedo a farlo subito intenzionalmente, simulando giuoia, così non ci penso più”.
Nel dream team di governo, grazie alla preziosa spinta del M5S, pare ci saranno figure come Petrini, Saviano e la Marzano, si vocifera anche di Tiramolla all’Economia.
Referendum online sulla moneta unica. Il destino di Eurolandia aggrappato ai fake.
Tweet di ByoBlu. Appello di Jovanotti. Vaffa di Peppe. Contrappello di Celentano. Supercazzola di Bersy. Controcontrappello di Lapo Elkann.
Commento più gettonato in internetz sulla morte di Manganelli: “Evviva, così ora risparmieremo i millemila euri dello stipendio”. Essì, perché (a parte la reversibilità alla moglie) il prossimo capo della Polizia lavorerà gratis per la gloria, sicuro.
Settantasei anni + polmone stiantato + ruolo del Papa come vescovo di Roma (cor cazzo che me metto a viaggia’ come GP2) = tra un po’ nuovo conclave.
Papa tedesco -> nazista. Papa argentino -> colluso. Magari ‘sto Verbitsky c’avrà ragione, ma prendere per un attimo in considerazione l’idea che, sotto feroci dittature, se tieni un basso profilo sopravvivi (forse) mentre se voi fa’ Superman al 99% finisci nelle polpette dell’ipermercato al posto della carne di cavallo, no, eh?
Scilipoti si è responsabilmente autovotato.
Il Papa che piglia l’autobus e se ne va a zonzo senza scarpe firmate, la Boldrini che mangia alla mensa e non al ristorante… Se Silvio fiuta l’andazzo e comincia a farsi vedere in giro con la barba incolta coperto di stracci entro qualche mese ce lo ritroviamo al 40%.
Gli perdono tutto, il periodo repubblichino, il complottismo, il premio Nobel un po’ rubacchiato, ecc. Ma non l’aver generato Jacopo Fo.
Un bel po’ di genti di sinistra adorerebbero acriticamente Il Segretario anche se su quella poltrona sedesse un palo della luce preso a caso. Basta che si tratti di un palo della luce favorevole al ripristino del fondamentale e irrinunziabile articolodiciotto.
Quando mi sento giù, deluso e insoddisfatto di me stesso penso a quei poverini che sono nati fan dello Zoo di Radio 105 e sto subito meglio.
Sono sempre stato scettico sulla decrescita felice ma se il progetto prevede villoni ai tropici per tutti allora voglio partecipare anch’io.
Ho riempito il bicchierone “un euro no limits” IKEA col tè al limone equo e solidale. Mi sento un uomo migliore.
Smettete di perculare Fassino e iniziate a perculare Fassina, sciocchi.
Chavez era un compagno che sbaglicchiava ogni tanto, mandiamo le donne in pensione prima così risolviamo il problema dell’occupazione femminile, Latouche infilato ovunque, pure nel meteo. Guardare Rai News mi teletrasporta meravigliosamente ai bei tempi andati, di quando ero un giovane pischello, incazzato come una iena e comunista.
Sono curioso di vedere se la Bruno ce la farà a costruirsi una carriera in TV/in politica/nello spettacolo su una battuta cafona ricevuta.
Finalmente i fanboy di Bersani e D’Alema hanno individuato il principale responsabile del disastro PD alle ultime elezioni: Walter Veltroni.
Update. Non mi aspetto che reprima i preti pedofili, sdogani il goldone o conceda parità alle donne ma che almeno non si scelga Sisto VI come nick.
Alcune delle cose da fare auspicate da Travaglio in questo articolo sono giuste e del tutto ovvie. Altre sono discutibilissime (tipo l’abolizione [2] dei rimborsi elettorali o la rinuncia alla TAV) o da assemblea di liceo okkupato/pacedelmondonau (ha idea Travaglio di quali siano le conseguenze – sui cittadini, le aziende e il sistema economico del Paese, non sui banchieri – del lasciar fallire una grossa banca o del dare mille euro al mese a un esercito di disoccupati o di annullare – ammesso che sia possibile a questo punto – l’”ordine” di tutti gli F-35? [1]).
Altre ancora non sono esattamente delle priorità (internet gratis) in questo momento (o sono raccontate in modo un po’ tendenzioso: tipo, il sussidio di disoccupazione in parte esiste già e non è vero che il falso in bilancio non sia più reato, la pena è stata abbassata da cinque anni a due; magari, non so, tener conto dell’emergenza carceri, e quindi che non puoi buttare dentro anche tutti quelli che evadono, idea che più o meno sembra trapelare da vari suoi libri/monologhi/sermoni/cabaret, sarebbe buona cosa).
L’aspetto più stucchevole comunque è la malcelata retorica grillina de “i partiti”, “sono tutti uguali”, “tutti rubano”, “si sono messi d’accordo per fregarvi ma ora in città è arrivato Judge Dredd, uaz, uaz”, “vi pisciano in testa e vi dicono che piovZzzzzz” che permea il tutto.
Come se ogni singola cosa che accade – o non accade – in questo (a questo) Paese sia dovuta al potentissimo e indubitabile e sotterraneo inciucio malvagio PDL-PDmenoelle-banchieri massoni Bilderberghe. Insomma, si potrebbe felicemente riassumere in “Quindi, ora che il Coso Cinque Stelle è il primo partito, Travaglio diventa anche lui giornalista-servo-del-potere, giusto?” (cit.). O volendo anche “Travaglio portavoce di Grillo è più irritante e servile di Travaglio portavoce di Di Pietro. Speriamo gli porti altrettanta fortuna” (altra cit.).
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[1] Sono d’accordo sul tagliare un altro po’ le spese militari (peraltro già più basse, in rapporto al PIL, degli altriPaesiEuropei: media UE 2,9%, noi 1,7%, contro il 2.3% della Francia e il 2,5% del Regno Unito, la Germania sta sotto per i noti motivi) e se possibile qualche altro F-35, data la crisi galoppante, ma 1) La storia che è un catorcio irrimediabile mi sembra vagamente pompata 2) È ridicolo parlare della cooperazione industriale del settore della difesa come se si trattasse di ordinare una macchina dal concessionario 3) Scelte di questo tipo hanno comunque delle ricadute e degli effetti che i “no agli F-35 senza se e senza ma!1″ dimenticano accuratamente di citare (posti di lavoro, know how, R&D, ricerca industriale interna nell’affinamento delle catene produttive, necessità di sostituzione di mezzi…).
[2] Cioè, fatemi capire. Questi hanno preso tutti ‘sti voti anche e soprattutto perché avevano strapubblicizzato il fatto che “si sarebbero portati lo stipendio” a 2.500 euro (o giù di lì), e invece i 2.500 euro sono una riduzione? E nessuno dovrebbe dir nulla (mi pare poi che in giro si lamentino di ‘sta cosa più i loro fan delusi che gli antigrillini)? lol. È come ordinare una Lamborghini e vedersi recapitare una Duna, e pensare “vabbè, in fondo è sempre un’automobile”.
Quanto alla campagna elettorale, come sento dire in giro, a “costo zero” (che tale non è, perché un sito di quel livello in fatto di banda succhia più voracemente di Sasha Grey, e il tour ha comunque dei costi non ripagabili in caciocavalli). Suvvia, sappiamo benissimo che Grillo è un comico miliardario che mentre ti fa propaganda elettorale ti appioppa anche libri, dividì, pizzéttecatarì. Sappiamo anche che c’è in corso la più grande crisi economica dagli anni 30 e che la netta maggioranza di quel 25% è composta da gente che ha sbarrato il simbolo M5S come alternativa al cacare sulla scheda. Ogni immaginina qualunquista tendenziosa indignata o complottista fatta girare su fesbu era un potenziale bel mucchietto di voti per Grillo.
Si tratta di condizioni eccezionali, o quantomeno molto particolari, comunque non facilmente ripetibili e precisamente applicabili alla normale realtà della vita democratica di un Paese. Un gruppo di cittadini (non gente del mondo dello spettacolo e magari neanche in grado di urlare in modo invasato come i pescivendoli tutto il tempo, o non intenzionata a farlo, e nemmeno dotata della skill Pifferaio magico a millemila) che volesse fare politica seriamente, dicendo cose sensate e fattibili (e non “venti ore di lavoro”, “mettiamo al bando il motore a scoppio entro cinque/dieci anni”, “l’agricoltura urbana è il futuro”) non potrebbe fare come ha fatto Grillo. La politica ha un costo in tutti gli Stati del mondo (quanto pensate abbia speso Obama per i megaspot durante il Super Bowl? Credete sul serio che se li sia pagati solo con le donazioni da cinque dollari?).
Secondo me il primo movimento che metterà al centro del suo impegno politico le ricariche dei cellulari gratis sbancherà semidefinitivamente, lasciando un solco nella storia.
I peggio sono quelli che smettono di perculare Grillo & C. perché hanno vinto, quindi la biowashball va capita, bisogna portarle rispetto.
Vedrete. In confronto all’alleanza co’ Grillo, la Bicamerale apparirà improvvisamente come una passeggiata di salute.
Quelli che “eh, ma loro faranno da cani da guardia, sentinelle, segnaleranno gli scandali, le assenze dei parlamentari, ecc.”. Guardate che per fare queste cose hanno inventato il giornalismo di inchiesta e Openpolis.it.
Asocial networkz. Un giorno prima o poi qualcuno comincerà a costruirli.
Ma quando è stato sdoganato, esattamente, il Festival? Prima era tutto un “Io Sanremo? Figurati, ascolto solo indie-noise neozelandese recensito da Scaruffi. Mica guardo la TV, anzi, non la posseggo, anzi, non l’ho mai vista in vita mia tranne quelle volte che mi hanno costretto colla forza però pensavo ad altro soffrendo atrocemente”. Ora invece. “Uh, che bella la canzone di Annalisa. E i Modà? Ce li invidiano anche all’estero. Oh, ma hai visto i Ricchi e Poveri, quanto mi dispiace che non possano esibirsi… A proposito, il biondo è ancora #bombabilissimo”.
Quindi “vi rimborserò l’Imu di tasca mia” is de niù “toglierò l’Ici”.
Se non ci fossero state le elezioni a frenarne gli impulsi, i gendarmi avrebbero dovuto placcare lui.
Ciao Gianfry, insegna agli angeli a non capire un cazzo di politica.
Intervista a un candidato di Rivoluzione Civile a caso. “Farete la patrimoniale?” “Falconeeborsellino ovviamente la farebbero”. “Che ricette propone il suo partito per rilanciare la crescita e l’occupazione?” “No, perché Falconeeborsellino sostenevano che bla bla”. “Chi c’era ieri sera chiuso in camera da letto con sua moglie?” “Falconeeborsellino”.
Col passare del tempo i miei vecchi contatti Tumblr si stanno spostando sempre più dall’impegno politico e sociale ai pornazzi.
Ogni volta che Monti ripropone Napolitano (ottantasette anni) al Quirinale in America uno spin doctor uccide una confezione di Buscopan.
Chi siamo? Da dove veniamo? Come cavolo li trova Uwe Boll tutti quei soldi?
Questo primitivo e apparentemente insignificante giochino della Softek, sconosciuto per essere stato incluso in uno dei numeri iniziali di VideoBasic, in realtà racchiude in sé una grande verità e un’importante lezione esistenziale: la vita in campagna – tra mosche, parassiti, vermiciattoli indefinibili, ecc. – è una gran rottura di cazzo.
Cose che farei se fossi patrone ti monto (uan). Un bottone download grosso quanto San Pietro color vermiglio fluorescente antimiopia in ogni pagina web che preveda lo scaricamento (illegale o meno) di programmi, giuochi, ricette culinarie, filmini zozzi, suonerie, dialer, virus e antivirus.
L’immagine che ha più spesso turbato i miei sonni di bambino.
Update. Grazie ai potenti mezzi offerti dalla tecnologia odierna (YouTube) ho potuto ascoltare parte dell’esibizione dei Marta sui tubi della quale si twittava tanto in giro. Un bell’applaus per il coraggio (a Sanremo è come bestemmiare durante l’Angelus), ma se vuoi fare Demetrio Stratos devi averne i mezzi. Non è che se m’imbelletto e mi metto un paio di autoreggenti divento Dita Von Teese, eh.
Abilità speciale “perdere tutte le aste eBay interessanti”: ce l’ho. :]
Jovanotti ha donato dieci quintali di crocchette. Questo probabilmente non fa di lui un grande cantante, e forse nemmeno un grande uomo, ma lo rende senz’altro ai miei occhi un grande donatore di crocchette.
La “Lista Grande Sud + Mastella” dei sondaggi del Sole sembra la risposta campanosicula ai Queen + Paul Rodgers.
Al posto del beagle avrei fatto lo stesso. Però aggiungendo spezie ed erbe aromatiche.
Monti domani su Twitter: “Ho fatto la k@kk@!!” TG, giornali e web influencer (etciù!) per i prossimi sei mesi: “Aaaaah, sensazionale, incredibbile… Premier sempre più originale e disinibito nell’uso giovanilistico dei social network”. Monti dopodomani: “Elsa butta la pasta ;-)”. “Aaaaaaah, messaggio in codice, chissà cosa voleva dire… Attendiamo ora le dichiarazioni di Casini e Bagnasco e le contromosse degli avversari”. Monti: “No, scusate, mi è scappato, era un SMS per mia moglie”.
Dal punto di vista comunicativo se la cava meglio Ingroia, Montezemolo o la zeppa sotto il mio tavolo della cucina? Votate.
Carnage è uno di quei film nei quali i non molti protagonisti litigano asfitticamente e sono tutto il tempo in preda a crisi isteriche esageratissime – per noi comuni nerd ultrarilassati che sorseggiamo tisane rilassanti catatonicamente inchiodati davanti al PC – coinvolti in una sorta di seduta psicanalitica permanente nella quale nessuno vince e tantomeno convince, ma a perdere è, come spesso capita, la borghesia, con i suoi risibili valori posticci e inaccettabili. Gli attori recitano strabene (e come potrebbe essere diversamente, cast stellare ecc.), però tutto sembra leggermente forzato, sarà che le liti mi annoiano nella vita reale e nei talk show, ma dopo l’inizio piuttosto sfolgorante a disquisire sul pianerottolo delle sorti del povero e indifeso criceto immesso kafkianamente su un marciapiede alieno da un John C. Reilly più grande e meno intelligente di lui, devo ammetterlo, un po’ ho perso interesse.
L’opera è di ottimo livello, intendiamoci, avercene, del resto è Polanski, mica Teomondo Coso, tipo uno dei miei registi favoriti, e anche Yasmina Reza, ne sono sicuro, a teatro saprà il fatto suo. Ma alla fine, in una stanza in cui quattro tizi invasatissimi si vomitano addosso di tutto scriteriatamente, massacrando cataloghi di pittori incolpevoli e giustiziando costosetti status symbol altrui per futili motivi, si stenta perfino a cogliere quelle piccole e sagaci sfumature concepite per esaltare e dare spessore inarrivabile all’insieme. A seguire con attenzione la perversa logica che sorregge le improbabili ed effimere alleanze trasversali. A farsi rapire, estasiati, dalle sottili motivazioni e dai tentativi di rivalsa che si nascondono dietro agli illuminanti squarci di becero sessismo, ai piccoli e stolidi egoismi, ai vergognosi terzomondismi di facciata. A sfoderare un amaro sorriso per l’ennesima, brillante, cinica battuta architettata col preciso scopo di mostrare quanto le convenzioni sociali siano definitivamente andate a puttane denudando la primitiva ipocrisia dei bipedi afflitti da un insanabile malessere, metafora di quel conflitto sociale postmoderno che oramai machecazzostoaddì?