Ecco le cinque stranezze cinque, come da moda imperante
Ecco le cinque stranezze cinque, come da moda imperante.
Ecco le cinque stranezze cinque, come da moda imperante.
Ecco le cinque stranezze cinque, come da moda imperante.
Ecco le cinque stranezze cinque, come da moda imperante.
1) Simulo adrenaliniche partite immaginarie di calcio, calcetto, calciotto, calcio saponato, rollerball, sci nautico, volley con accoppiamenti, lancio di Giuliano Ferrara e altre attività agonistiche olimpioniche, tramite l’ausilio delle sole nude dita. Ora lo faccio più raramente.

2) Esamino famelicamente tutte le edicole italiane e il loro contenuto, scansando allegati sempre più ingombranti e dotati di vita propria, collezioni di angioletti di porcellana e dei pompieri, calendari/statue sanguinanti di Padre Pio a grandezza naturale, e leggendo disinvoltamente, a sbafo, le varie recensioni, ecc. Fino a quando l’edicolante interrompe i miei sogni conducendomi con modi agresti al settore pornazzi, pensando che stia cercando quelli. Non lo faccio praticamente più, però.
3) Rovisto, in modalità altrettanto primitiva, stipetti e armadietti alla ricerca di peperoncini, sale (meglio se grosso), steccone di cannella, liquerizie e altre primizie che amo ingurgitare in libertà, nonostante le papille gustative. Anche quest’insana abitudine sta purtroppo cadendo in disuso, dopo lustri e lustri di onorato servizio.

4) Una volta in campeggio feci orienteering — così dicono — in coppia con un altro ragazzone (altrettanto inetto, se non peggio) e arrivammo ore dopo la conclusione della festa, mentre gli altri di solito trovavano la soluzione con modi spicci. Perfino l’animatore turistico — in verità inguardabile — si era dimenticato della nostra esistenza, dei suoi doveri. Negli FPS giro in tondo, chiedendo informazioni a poligoni normalmente destinati al macello. Sono pertanto assolutamente incapace a ricordarmi le strade delle città in cui abito. Ogni volta che riesco a tornare a casa sano e salvo accendo un pero.
5) Appena ne ho la possibilità, do vita a pupazzetti stilizzati, omini alquanto disumani — impegnati nelle attività più snodabili e schizofreniche — su qualsiasi superficie a disposizione, incurante di eventuali impedimenti di natura tecnico-morale. Una volta finii per ricoprire l’intera parete della stanza nella quale ero confinato (che ho staccato e mi sono diligentemente portato appresso, impacchettandoci altri artefatti).

  
 
   






Alice
Sono contenta che tu abbia colto la mia iniziativa. Anche se con critica…
I pupazzetti? Ma cosa sono?
Tempo fa a scuola ci portarono a fare orienteering sul Cimone(ci serviva come allenamento di topografia, materia di studio degli I.T.G), all’inizio la mia squadra era in testa poi ci siamo persi…comunque lasciai fare tutto ad un mio compagno di classe che si interessava a queste cose molto “militari”.
Mi piace il tuo interessamento nei confronti di Munch.
Cos’altro?
ABS
Purtroppo, nonostante una disastrosa scuola di scultura, non ho ancora sviluppato le capacità per renderli completamente tridimensionali, come quelli raffigurati (di Klee). Riguardo a Munch, c’è stata una bella mostra pochi mesi fa a Roma, mi hanno colpito anche le inquietanti fotografie, che non conoscevo… i lugubri, sospesi autoscatti – altrettanto espressionisti – nei quali appare, quasi di sfuggita, il suo fantasma. L’ultima che ho visto è stata di quel personaggione di Manet, al Vittoriano, ma la maggior parte dei quadri se li erano dimenticati al sicuro nei musei, lasciando solo qualche naufragio interessante, una lunga tela significativa (bei chiaroscuri nell’andito di un palazzo, più amico carismatico e cane) e poco altro. Forse a fine mese rivado gratuitamente ai Musei Vaticani, in compagnia, anche se quella lunga sequenza di busti e peni imperiali, devo ammetterlo, un po’ m’incute soggezione… :S
dorian
e vabbè te la sei scansata per questa volta -_-
mannaggia a me che non ti seguivo da prima
Anonymous
Carina l’attività presso le edicole… ma dipende molto dall’edicolante… ce ne sono alcuni che non ti danno tregua….
Un pò come in libreria… io adoro soppesare i libri prima di comprarli… ma non tutti i librai sono d’accordo….
sull’orientieering… è una pratica carina… ma se non si ha almeno un pò di senso dell’orientamento è facile perdersi… comunque fino a dOstia sei arrivato tranquillamente… almeno nella città viaggi tranquillo… non hai dovuto accendere peri sabato sera…
Bhe fare pupazzi e sfoggiarli nelle più strane pose è una forma di arte… comunque un passatempo ed un modo per rappresentare qualcosa…
un saluto… buona serata
Anonymous
ops…. l’ultimo commento è il mio
lele74
ABS
A Ostia (col “Tuttocittà”… XD), sì, ma nel traffico di Roma, con l’auto, se devo cercare una via, brrr… (la prossima macchina mi sa che avrà il navigatore satellitare
).