Sul bus

izzyfitzpatrick-pirie — Late night bus
L’altra sera, sul solito abulico postale — dopo aver sostenuto un vittorioso scontro calcistico e una sofferta pizza, direi pareggiata — ho incontrato quella che, quasi sicuramente, se ci fosse una giustizia a questo mondo, dovrebbe diventare la donna definitiva della mia vita. La pazza esuberante, rumena, smodata ma capace di parlare almeno cinque lingue contemporaneamente e in modo apparentemente corretto, ha monopolizzato l’attenzione sullo spento torpedone, inghiottito dalla notte blu. L’attraente ragazzina, dal viso arrapante ma irregolare, a un certo punto ha focalizzato l’attenzione su una sfortunata quarantenne seduta accanto a me, importunandola con fitte domande, appunto, inopportune. L’autista, ormai assente, lasciava fare, mentre dei tizi altrettanto rumeni ai lati mostravano interesse e vivida partecipazione. Queste pittoresche figure, dai visi irrimediabilmente stravolti, resi cubisti dai vizi e dalla vita, dimostravano complessivamente un numero esagerato di anni. Avevano disseminato il bus di valigie, sulle quali la luminosa bonazza si appoggiava con disinvoltura, facendole rotolare distrattamente, per poi chiedere scusa, con quegli occhioni diafani mobilissimi, pur senza nemmeno accennare a raccoglierle. Eppure l’incontrollata, selvaggia fanciulla — a giudicare anche dalla sua soave fragranza — non sembrava dopata. L’impressione era che agisse in quel modo folle, ispirato e straripante, evidentemente al di là di ogni convenzione sociale, con estrema naturalezza, sentendosi ginecologicamente libera, anche di spaziare… E questa intima consapevolezza m’inebriava, me la faceva amare follemente oltre ogni limite, portandomi in breve a un’imbarazzante, monumentale erezione, per fortuna in parte mascherata dall’ingombrante zaino.
La mancanza di lucidità, dovuta all’enorme sforzo profuso in precedenza, il piacere che la sua presenza m’infondeva, m’impediva di rendermi conto pienamente di quanto quegli attimi fossero centrali nella mia breve esistenza, e irrecuperabili. Naturalmente, sarei stato pronto a sfidare subito, ad abbattere senza problemi il suo sconosciuto ragazzo — appena accennato — in una sfida risolutiva, magari al Colosseo. Ogni tanto la spensierata chiedeva conferma a me e agli altri astanti delle sue colorate cazzate emanate a ruota libera, mentre la povera donna (con la quale probabilmente aveva da spartire al massimo la nazionalità), si mostrava a tratti sofferente, rintanandosi dentro sé, quasi vergognandosi della propria innegabile, colpevole, manifesta bruttezza. A un certo punto ho pensato che si potesse arrivare allo scontro fisico tra quelle due entità, così profondamente diverse, con spruzzi tra i partecipanti. La leggiadra diciannovenne, improvvisamente, prese però a danzare qualche sedile più in là, senza che potessi afferrarla, o cercare di persuaderla con faticose argomentazioni. Sfuggendomi, in sostanza, per poi depositarsi inaspettatamente nella fredda Tor Lupara, del tutto inadeguata ad accogliere una creatura di quello spessore, sopraffina e irripetibile, dileguandosi infine per sempre nello spaziotempo oltre il finestrino.
  
 
   







Yatta
vieni anche tu a milano e vedrai com’è fare l’impiegato in questa città, prima o poi esci di testa. :)))))
Metal Queen
Ciao! Grazie per aveer postato sul mio blog…ciaoooo
AnGeLiC
Forse te la ricordavi diversa perché non esiste solo la “Nothing else matters” dei Metallica.
Alich
Ha combinato cose da meritarsi la lapidazione…forse, un giorno, scriverò qualcosa al riguardo…
Scusa ma, il tuo viaggio in autobus quanto è durato?!
ABS
Immagino una mezz’oretta o poco più (a quell’ora la gente che normalmente intasa la Nomentana sta a casuccia e l’autiere in quelle condizioni darebbe filo da torcere al Mansell dei tempi d’oro), fisicamente. Naturalmente, si parla però di giorni mentali.
@angelic, ero ironico ^___^
AnGeLiC
scusa tanto l’ignoranza… cosa sono le famose tre “i”? sai, sono anche straniera…
Grissino
Postale?! Sarebbe l’autobus? La corriera? Io per “postale” intendo lautobus di proprietà delle poste che c’è in Svizzera, quello con la fscia gialla e la trombetta… Esiste anche a Roma ora? ^_^
Mis
Ciao ! Piacere di conoscerti ! A presto.
mei
Ganzo! L’amore per gli sconosciuti merita rispetto. Soprattutto se ci si innamora in autobus. La situazione perfetta…
Anonymous
bellissimo quadro.l’ho visto quest’estate.
sempre “io”, crinolina
ABS
@crinolina
Beata te, è uno dei miei preferiti. Purtroppo di Ernst ho visto pochissima roba “dal vivo”.
Blogger/Blogspot purtroppo è un po’ “legnoso” per certe cose (problemi in parte risolti con la Beta, ma non mi fido ancora a fare il passaggio).
Blutarsky
Il bus è da sempre sinonimo di facce e incontri.
ABS
Vero, vero… ma alcune facce sono più… facce di tante altre. A volte a Roma sembra un po’ di stare sulla Transiberiana narrata dai grandi romanzieri russi.