Un fallo blasonato che, giorno dopo giorno, si riduce sempre più, davanti agli occhi del pubblico festante
Xbox, Big Blue Box / MS Game Studios, 2004
Ecco la mia interpretazione (in rima, e immagino eccentrica all’altrui pupille) del noto giuoco elettronico di breve durata. Fable, inizialmente “gioiellino” esclusivamente xboxaro (la versione da me vivisezionata è quella originale), è stato in seguito ampliato, anche per PC. Il titolo in fase di sviluppo prometteva mari e monti (insomma… le solite cazzate, “RPG totale, libertà illimitate, fettine di culo vicino l’osso, ologrammi, più figa per tutti, ecc.”), ma poi alla prova dei fatti si è limitato a offrire “solo” ameni laghetti e ridenti colline. Pertanto, il “santone-sborone” Molyneux è stato oggetto di scherno, per pagine e pagine, sui vari forI, perlopiù da parte di chi, per l’ennesima volta, aveva abboccato, oltreché ovviamente dagli assortiti bulli che arredano quelle lande. Ma non solo, anche alcuni utenti in genere morigerati si sono giustamente sentiti in diritto di dire la loro sulle dimensioni del suo pene.


Fiaba?
Intento a tagliar nebbie, scherzar viandanti,
le donne con peti corteggio, tonanti,
tra voci remote, grilli rumorosi.
Sarò protagonista presto indiscusso.
Di questa realtà provar voglio ogni lusso,
sguazzando, godendo, in laghi luminosi.
Stasera magari ruberò una stella,
o solo un regal, per zittir mia sorella!
Trascorro pomeriggi ematici, ozioso,
al primo pian vago delle abitazioni,
“esamino argenteria”, provo altre azioni,
o polli automatici scalcio, furioso.
Passando, abitanti spenti, sfortunati,
già chini, poligon sol immaginati,
su ponti li vedo, fermi, solitari,
e m’offrono doni (giammai li disdegno),
in pace il lor mondo vivono di legno.
Han visi, discorsi prestampati, e amari.
Poi oltre le fresche, amene cascatelle,
glorioso al cuor miro delle sentinelle.
Alcune già in coro stramazzan, morendo
gelate, stravolte, colte dall’Inverno.
Non visto, ora scaglio frecce dall’Inferno.
Briganti passano scuri, altri offendendo,
scivolan via, prendon troppa confidenza,
bottiglie oppure dàn, di dubbia provenienza.
Intanto, ingerito una donna ha un marito!
Gelosa è, arruffata, dietro quella casa.
Al suolo anche questa presto sarà rasa
(leggenda d’un bimbo narra, rammollito,
incerto all’inizio, ancora un po’ incolore,
fornito del suo regolare indicatore;
da fiamme un villaggio avvolto, divorato).
Malvagio, così — cornuto! — son cresciuto.
Pian piano più armato, rispettato e irsuto,
corroso, abbrutito, dal sangue inebriato.
Intento a scagliar saette nei paraggi,
a inanellar, quindi, i massimi punteggi,
le vesti rinnovo. Mill’altre persone
conosco, apprendendo paesaggi extraurbani.
Misuro poteri con mostri lontani.
Le spose invecchiate van giù dal torrione.

Favoleggiato originariamente su Ars Ludica.
  
 
   






