Painful to me, pierce right through me
Ascolto per la quinta volta Tribe, e mi deprimo, scopando la stanza.
Il punto più duro da superare è certamente quando The great divide risuona ancora.
Libera, con la sua autorevolezza, col suo riff breve ma insidioso.
Affliggendo le pareti disperate, anch’esse piegate.
Urtando i vicini di casa, facendoli fuggire nudi nella notte.
Moltiplicando la malinconia…
Stasera avrei fatto meglio ad andare a correre, o a urlare.
Apertamente nel blu.
Il gatto, come sempre, è attento nell’angolo, leggermente misterioso.
Qualsiasi piccolo gesto o rumore viene generalmente interpretato come un misterioso croccantino alieno gigante in avvicinamento.
Il micio è a dieta da tempo, ma non ha mai voluto rassegnarsi veramente nei confronti dei croccantini più squisiti, e il mio alter ego digitale si è spento, pronto a essere riesumato magari all’improvviso.
A ripartire da una manciata di messaggi insignificanti cagati, spruzzati con violenza su altri forum.
Tracce antiche, perlopiù compravendite marroni mai ultimate.
Qualche imbarazzante messaggio privato.
Il mio cubo nero umiliato dopo la consegna, probabilmente distrutto subito dal vandalo.
Lo vedo infierire sulle macerie urlanti, mentre il vecchio Geoff nun je la fa più, arranca salumierizzato, forse a tratti non più così convinto.
Ma su emuita il mio nick è considerato ormai palesemente troppo lungo per i tempi.
Nemmeno il pressing quasi sacchiano riesce più a resuscitarlo in qualche modo, e poi su Nextgame mi hanno bannato l’unico che predicava seriamente il C64 alle masse.

Sono in pochi a riuscire a entusiasmarsi ancora, se non con dei rametti, almeno con un semplice Olivetti Prodest, gli stupidi cloni bianchi dei computer francesi marchiati Thomson (là la gente ne dibatte ancora, furiosa nelle strade).
(Sì, il PC 128S era in realtà l’Acorn BBC Master Compact in incognito, camuffato per non spaventare troppo).
Lo so, il mio recente coinquilino ne cela un esemplare scintillante, ancora vivo, ostaggio (immagino) di qualche scatolone.
Ignora leggende di questo tipo, e sicuramente chissà quante altre ancora…
Oppure era proprio lui a scrivere timidamente nell’oscurità, a recapitare magari a Zzap! quelle letterine sconclusionate, malferme, scherzate da tutti.
La verità è che bramo sessualmente le sue cassette originali, di Boulderdash in primo luogo.
E poi gli altri titoli dal nome esotico, quasi impronunciabile, la loro grafica orrenda, ammuffita, micidiale che avanza.
Vorrei lucidarle, fagocitarle al più presto, quelle cassettine, rimirarle e poi impalarle con cura certosina nella mia collezione, gelosoorgoglioso, come un fesso.
Non ho voglia di postare, anche solo di imbrattare, sul newsgroup ormai è raro incrociare significativamente qualcuno, vissuto solo da creature col pilota automatico innestato.

Domani sera l’attività sessuale dovrebbe riprendere regolarmente, lo sforzo ginnico quasi inavvertito.
Vorrei saltare senza difficoltà l’ultima canzone, lasciata soffrire troppo a lungo.
Quel Cigno dovrebbe davvero rialzarsi, un giorno, ancora dolorante.
E riprendersi — senza menischi, senza discussioni — quel posto che la società ha oltraggiosamente voluto elargire a un impresentabile, scomposto Bonazzoli.
  

 
   







Sally
Sono giunta fin qui dal blog di Nead, ho letto un po’, del resto tutto è più interessante del libro di scienza politica, non che volessi dire con questo che il tuo blog non è interessante, anzi, tornerò a leggerti,-oddio sembra una minaccia- no era solo così per lasciare scritto qualcosa…
buon week end!
Sally
vt75ge
Io sono nato videoludicamente con il C64 e ammetto che ho passato dei bellissimi momenti con i computer di casa Commodore.
Tuttavia non disdegno di guardare avanti, verso il rinnovamento.
Certo è che non faccio parte della schiera del “guarda quanti poligoni c’ha! cioè è troppo fico con quella grafica pazzesca!”, continuo sempre a giudicare partendo dalla giocabilità, poi se mi viene offerta anche una bella grafica tanto meglio.
Ma un videogioco va giocato, non guardato.
Madama
Ma sei ABS del forum di TGM?
Che spettacolo trovarti sul mio blog!
Bellissimo il micione-one che sogna il croccantino gigante alieno…chi può dargli torto? Torna a trovarmi
Ti saluto!
AndreaP
Non mi è mai capitato di vedere un 128s in funzione, ma sembra in effetti un personal abbastanza sfigato; a me è capitato spesso di avere console o computer di nicchia e di covare un profondo sentimento d’invidia.
Quando ho avuto macchine diffuse, le ho possedute sempre in ritardo rispetto ai loro tempi d’oro, e si può dire che l’unica volta che sono stato in sincronia col tempo del mondo è stato quando ho posseduto il c64, anche se il drive (per rispettare l’assioma) rimase un sogno per diversi anni.
Ho invidiato il vcs possedendo l’intellivision, ho invidiato l’amiga possedendo il c64, ho invidiato l’amiga possedendo l’atari st, ho invidiato l’amiga 1000 possedendo il 500, ho invidiato il pc possedendo l’amiga…
Adesso ho tutto e invidio il nulla.
Alice
Grazie per gli auguri.
La mia felicità infatti è resa tale dal fatto che il compiti di cambio/pulizia/allattamento non spettano a me…
Inoltre, la notte è a casa sua.
Stanotte il più grande ha dormito da me: alle 4.30 si è svegliato, ha pianto per mezz’ora chiamando sua madre…
Sono stupita dalla mia reazione e dal mio mio “innato senso materno”… non credevo…
La sera, invece di scopare il pavimento… esci un pò…è un consiglio.
ABS
Sì, infatti è quello che ho fatto la sera dopo, ma girando per Monterotondo mi sono depresso ben di più.
Poi ormai ho una certa età, e la discuteca purtroppo non mi rallegra.
V
Il c64, con il suo assortimento di giochi psichedelici, oscuri e vagamente astratti è diventato ormai un pezzo di cultura visiva. E ringraziamo le divinità per averci donato Jeff Minter…
Bel blog, tra l’altro.
debbbole
Hai! sono arrivato qui per caso, e trovo citato il mio primo computer 8e primo amore): l’Olivetti prodest PC128S! Pensa, ancora ce l’ho, inscatolato e in perfetto stati di conservazione…
(…e sono di vicino Roma pure io :-D)
24frames
e ti credo che ti deprimi scopando “la” stanza. Prova a farlo “nella” stanza!
scherzo, ovviamente.
un abbraccio