E sono ventinove!
Trovo inquietante che Moggi si appartasse negli spogliatoi con Paparesta, quando avrebbe potuto farlo molto più comodamente con la Seredova — diciamoci la verità —, rischiando di essere intercettato al massimo da un ricattabilissimo Buffon.
Trovo ingiustificabile il tifoso bianconero che, pacioccoso, ha preferito una squadra palesemente onusta di creatina e di furti a un ben più sano Albinoleffe, avulso alle cronache giudiziarie almeno quanto alla sigla luccicante della Champions in pornovisione; o alla Pro Cisterna, con i suoi strani moduli, le urla sincere delle mamme sugli spalti, il sogno di una città che si unisce attorno a quel sudore, lasciato sgorgare genuino a impreziosire i colori sociali; o ancora al Real Canicattì, col suo stadio distante dal telecomando solo pochi centimetri, e la possibilità di palpare in diretta i giocatori, ma anche di condividere tutto con gli amici dirigenti e massaggiatori, stringendosi a loro a bordo campo nei momenti di bisogno.
Trovo tostissima la faccia di un Lippi e del suo volatile prediletto, la cui oscenità senza ali è, effettivamente, sotto gli occhi di tutti, ancora una volta convocato, a dispetto della decenza, di ogni evidenza, per favorire al tifoso l’indigestione dell’ennesimo Europeo/Mondiale.
Trovo ben stagionato il prosciutto che foderava gli occhi, e le moviole. E le menti, perfino quando Bierhoff, imperiale, penetrava la signora di un buon mezzo metro, o tutte le volte che Berserkved, ingrandito da sostanze evidentissime, asportava dal terreno avversari su avversari, scalciando rotula e pallone assieme, tra l’indifferenza del Quarto Uomo, rapito da un cellulare alieno.
Trovo ancora più impresentabili Varriale (il servo marrone), Biscardi (l’anello di congiunzione tra il giornalismo da sagra paesana e lo zoo), Tosatti (reso gravido dalle sue false statistiche).
La B non mi basta. Esigo vendetta per tutti questi (ing)anni, sì, voglio il sangue!
Voglio vedere la bandiera strapagata annaspare ignuda, senza più additivi “agricoli“, stritolata da terzini feroci quanto ignoti, avvolta dalla polvere di qualche campo dimenticato da Dio e dagli uomini.
Voglio guardare le immagini di chi si appresta con intelligenza a celebrare nelle piazze ancora un altro scudetto indecente, e godere col rewind.
Voglio vedere Zeman portare a spasso per l’Italia Lippi (e gli altri indecenti) a calci nel culo.
Esigo la restituzione di ogni trofeo, senza dimenticare nemmeno la più sfigata delle coppette, e incluso lo scudetto conquistato sul campo da Turone mille anni fa, e quello sottratto alla Fiorentina vera (non la Florentia), illusa fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata.
Rivoglio Bearzot che mi faceva sognare quegli 1-0 strappati al Lussemburgo, da me sofferti con passione solo sulle pagine di Topolino, o sentiti narrare da Paolo Valenti (rivoglio pure lui) praticamente al buio, mentre in cucina la TV, sempre meno funzionante, ripeteva le vicende di Kunta Kinte, anche lì in un bianconero solo teorico.
E sono ventinove!

  
 
   







Anonymous
Sottoscrivo tutto, eccheccazzo!
Shaw
opossum
Amen!
Anonymous
è un po ridicola questa storia di non “riconoscere” la fiorentina di adesso come la vera fiorentina. Quello che conta è che sia l’oggetto dell’amore dei tifosi viola e che tutto quello che è stata la fiorentina non sia stato perso col fallimento, sono sicuro che lo sai anche tu. I motivi ‘rosicament-legali’ che ti ostini a dopo anni a tirar fuori, se continuerai a farlo in futuro, sono a questo punto solo affari tuoi. Ho scritto solo per dire questo, da buon tifoso. ciao
marco
ABS
Capisco il tuo punto di vista di tifoso, ma ritengo che la storia delle squadre di calcio, volenti o nolenti, le facciano i presidenti, più che i tifosi (purtroppo). Se l’Inter negli anni ’60 era forte era perché Moratti cacciava i soldi (e Allodi era in gamba), mentre l’amore dei tifosi ha avuto un ruolo meno determinante in quei successi. Stesse cose per la Fiorentina di Cecchi Gori: se andavano bene le vittorie e la qualificazione in Champions League, si devono – ahimé – accettare anche le conseguenze della sua cattiva gestione (e Della Valle avrebbe dovuto cacciare i soldi prima e salvare la squadra dal fallimento… così è troppo facile, e vantaggioso per lui). Comunque la mia era solo una considerazione “nostalgica” en-passant, rimembrando Antognoni & C.