Il piacere atavico dell’insalata
L’ho perlappunto riscoperto: il segreto sta nell’annegarla senza pietà in una piscina di profumatissimo aceto balsamico biologico Doc, rigorosamente modenese — per poi eventualmente tempestarla con violenza con scaglie di parmigiano — e cercare in qualche modo di resistere al successivo attacco di gastrite acuta (se passate indenni le prime 5/6 ore, tranquilli, probabilmente sopravviverete). Dopo le pizze rimediate dal Betamax a suo tempo, il direttore generale della Sony (meglio conosciuto come Topo Gigio) ci ricasca con tutte e sei le zampe: no-porn-on-blu-ray (grazie al prode Kaiman76, al quale va anche un sincero starnuto). OK, la maggior parte degli insospettabili padri di famiglia ormai va a caccia di filmini amatoriali di bassa qualità con le/i quindicenni (quando va bene) su internétte, ma esiste ancora un’infinita fetta di mercato popolata da maniaci sessuali assai meno smaliziati, interessati a gustare al massimo dettaglio immaginabile pelazzi e brufolazzi di massaie e pornostar preferite sulla loro costosa e gigantesca TV. È ufficioso: mi sono innamorato. Di Simon Booth, di Larry Stabbins e (massì) anche di Juliet Roberts, altrimenti noti tutti insieme — aiutati da un fottio di altri musicanti — come Working Week, stagionata e seminale (vabbè, questo ormai lo si dice pure di Peppino Di Capri e Mauro Repetto) formazione jazz-soul sinistrorsa con pericolose deviazioni latino-americane. Erano già pervenuti ai miei padiglioni un dì, scivolando però via abulicamente, chissà perché, mentre invece ora sono tornati, belli grintosetti, per restare (il desiderio sessuale è scoccato con la compilation Payday e poi con il primo album, Working Nights, del 1985; ora mi metto alla ricerca di tutto il resto, benché la successiva svolta poppettara sia meno promettente). Unico neo, a voler cercare il classico pelo pubico nell’uovo: la Juliet. Bella voce, senz’altro preparata, personcina a modo, ottima cuoca e tutto, ma il carisma un po’ latita (a dirla tutta, delle volte sembra che il materiale lo abbia provato per la prima volta cinque minuti prima di entrare in sala d’incisione, probabilmente barricandosi ben benino in bagno per non essere disturbata; per fortuna le parti strumentali sono generalmente lunghine). Su Tu Tu-betto ho trovato solo un video dal vivo terrificante in cui appaiono tutti stonatissimi, ma direi soprattutto spettinatissimi. Se non temessi l’arresto, riporterei integralmente il magnifico, atmosferico, rilassante e massaggiante brano Autumn Boy. Dato che, invece, un po’ lo temo, mi limito a piazzare un link con un assaggio ben poco significativo, che ovviamente non rende nemmeno lontanamente l’idea della loro statura internazionale, dell’eleganza degli arrangiamenti, della disinvoltura con cui, già verso la metà del più vituperato e amato dei decenni, davano sfoggio delle loro varie influenze, perfettamente amalgamate. Vi ordino di provarli.
  

 
   






Signor Ponza
Che peccato. E io che già pregustavo la visione di un bel pornazzo sulla tivù del salotto rigorosamente Sony Bravia utilizzando il lettore Blu-Ray dell’economicissima PS3. Un sogno che si infrange.
PS: Per quanto riguarda la satira, sono d’accordo, anzi d’accordissimo sul fatto che ci voglia anche un po’ di satira dall’altra parte. Ok, basta che sia satira. E non tette sballonzolanti della Yespica inframezzate da qualche battuta del tipo: “Che casino, caro Romano!” “E no, i Casini tienitili tu”. Se no facciamola svestire un po’ di più l’Aida e mettiamo il tutto su Blu-Ray con buona pace di Topo Gigio.
Elica2099
Ecco, e allora niente multiangolazione interna e esterna? cheppalle, volevo vedere un porno dall’interno…
viola
io l’insalata proprio non la digerisco
TheLegs
Che banane.
(No, non voleva essere una battuta in tema :P)
netstar
mah, vado a sentire
s0phi3
com’è democratico lei
mo provvedo.
per l’insalata, nemmeno con tutto quel popo di condimento mi avrà. cedere? giammai!
ossimorosa
Sappi che ti sto sfruttando.
stefania
2+2?
ABS
signor ponza, sì, infatti questo continuo agitare le grazie senza mai spingersi oltre lo trovo ipocrita e irritante…
elica, già… :°(
giraffa, :O ! Ho paura…
stefania, 42!
indiano di bombay
io difatti penso sempre che in realtà mangio aceto in insalata
anche se ho idea che la vera prova d’amore in questo caso sia riempire l’insalata dell’aceto rosso, quello nelle confezioni di vetro che 2 litri costano 1 euro 1 con acidità al 97%, quello che si usa per i pavimenti in pratica
se sopravvivi sei un vero amante dell’aceto
altrimenti bel tentativo, magari su jack ass cercano nuovi talenti
dorian
a me iniziano a saltare i fili di certi passaggi.
e la cosa mi rassicura.
in compenso, dopo esser passato sul suo blog, ho capito il commento di graffa.
e la cosa non riesce a rassicurarmi.
ma soprassedendo sulle mie fisime ansiogene che non credo possano interessare ad alcuno, commenterò, molto sentitamente, dicendo:
oba ba luu ba
oba ba luu ba
ossimorosa
Dorian ha capito il mio commento?
Uhm…
Potrei sfruttare il timore che incuto. Oltre che te ovviamente caro ABS.
Uhuhuhuhuhuhu (ad libitum)
Anonymous
adoro l’insalata affogata nell’aceto balsamico..
un salutone
struzzonero
cyberurania
Approvo l’aceto balsamico rigorosamente bio e sono incuriosita dalla tendenza latino americana della tua segnalazione, per il resto non amo particolarmente il jazz!
Anche stavolta te la sei presa con la cantante donna, sarà perchè è cuoca?
StM
E nell’insalata ci vuole poco poco olio. Vi avviso, eh, se mai mi offrirete un’insalata: se ce n’è più di 3 cucchiaini io ci lascio le piume.
ilaLuna84
A me l’aceto balsamico non piace. Copre i sapori.
Sono per i condimenti classici: olio, aceto normale (pochino, peraltro), sale.
PS: a proposito di insalate, consiglio rucola+ scaglie di grana+ pezzettini di pera.
Non ci credevo nemmeno io, ma è buonissima sul serio!
ABS
Indiano
, non ho mai osato tanto… la cosa più insana è stata scolarmi talvolta l’aceto dei capperi del discount (anche se preferisco decisamente quelli sotto sale, ero capace di divorarne quantitativi inumani).
cyberurania, mannò, canto, e quindi tendo a essere ipercritico verso quel ruolo… magari chi suona il triangolo fa cagate mostruose, ma nemmeno me ne accorgo. ^___^
StM, pensa che ormai sono talmente disabituato che non ce lo metto proprio più di default l’olio!
Ila, ma appunto lo scopo è quello di coprire il sapore spiacevole/inesistente dell’insalata (che altrimenti non mangerei nemmeno se in cambio mi promettessero la retrocessione definitiva della Juve nel campionato scapoli-ammogliati)!
amelia
ma che rapporto c’è tra l’insalata e un porno? mi sono persa qualche passaggio?
Susanna
Mi intrometto solo un momento per farti un annuncio: sei stato nominato
Scusami
cyberurania
Maddai? Adesso che lo so avrei una chicca da rotolarsi dalle risate ma non si può dire nel blog!
La Meringa
Ah, io invece addooooooooorooo l’insalata: fa dimagrire, è buona, ti fa sentire in pace con la tua coscienza di scrofa e soprattutto – come in qualche modo hai voluto dirci con la tua gastrite, o caro ABS, fa cagare!!!!!!!!!!!!!
P.S. non volevo fare l’ipocrita autocensora mettendo puntini al posto di un’espressione così calzante!
dorian
evviva l’odore dei mandarini!
abbasso, invece, l’aceto sull’insalata, anzi l’ACETO in generale. Quell’odore/sapore lì lo evito ben volentieri…
capzzoli che raccontano..yuhm…
Alice
Vista la mia ignoranza posso commentare solo l’aceto balsamico.
Dunque.
Modenese DOC, pretendo sempre e solo balsamico.
Preteso e trovato anche a Barcellona, gustosa miscela di caramello e vino novello…sorvoliamo vah…e mangiamoci un pò di Parmigiano-Reggiano.
indiano
sì in effetti i pezzi dei negrita sono una specie di frankenstin musicale, rubati un po’ qui e un po’ lì. uppululì uppululè.
ma comunque in giro c’è di molto peggio. ecco vedi qual è il punto? viviamo in un’epoca musicale in cui i nostri beatles sono gli oasis. e dio ci aiuti
indiano
dimenticavo,
i miei gatti adorano la salamoia.
non quella di roger rabbit
cioè magari anche quella sai mai
ma quella delle olive e dei sottaceti in genere.
magari sei un gatto o non lo sai.
o magari sei roger rabbit
There
E’ straordinario, la Sony non fa che continuare a rivelarsi l’insulsa compagnia che è sempre stata.
Gatto Silver
Sony non vuole porno sul Blu Ray perchè il magnetofono è Geloso…
http://www.caninialtoparlanti.it/images/Geloso.jpg
peperl
mi paleso.
spero di non essere in ritardo.
ABS
indiano, secondo me sono un gatto, e lo so.
alice, mi sono sentito male a leggere di quella roba col caramello… non oso reiterare la domanda sulla scomparsa del coniglio. ;____;
there, con me sfondi portoni aperti… rinomata anche per la “solidità” delle sue console e accessori annessi, peraltro.
gatto silver, ma che figata, lo voglio. :O
meringa, ottimo così, a me fanno cacare gli asterischi censori(i).
cyberurania, m’hai incuriosito, ovviamente… “spammamela” via email/MSN/piccioni viaggiatori, allora.
Anonymous
Io non ne capisco di musica, ma non ne capisco proprio niente eh, ma di acete balsamico e film porno so quasi tutto. Essere perfetti, d’altra parte, sarebbe noioso no?
Notimetolose
Arte
Niente è meglio di un’insalata fatta per bene!
Anonymous
Buon martedì!
struzzonero
cyberurania
Già rido! Ciaoo
indiano
in tal caso, come non ricordare
“se fossi cane bau
se fossi fatto miao
se fosse tardi ciao”
?
ABS
Massimo Cavassa ha capito tutto dalla vita ;_______;
http://www.kalporz.com/recensioni/workingnights.htm
WORKING WEEK “Working Nights”
recensione di Max Cavassa
“Working Nights” è, diciamolo subito, un album eccezionale. La tentazione di limitare la critica a questa frase lapidaria è assai forte; d’altra parte, cosa ci sarà mai da “criticare” in un disco del genere?!…
Sappiate comunque che all’interno della classica e bellissima copertina troverete una miscela esplosiva di soul e jazz, con spruzzatine tempestive di saudade sudamericana in “Venceremos”, rap funkyzzato (“Stella Marina”, originariamente edita come 12″ allegato all’LP), ballate all’ultimo respiro (“Sweet Nothing”) ed una versione mozzafiato dell’intoccabile “Inner City Blues”, contenuta nella pietra miliare “What’s Going On” di Marvin Gaye. Chi avrebbe mai osato pensare che una cover potesse raggiungere se non superare l’interpretazione e l’arrangiamento di uno dei grandi Kings of Soul?!…“Working Nights” può a ragione essere considerato uno dei pochissimi capostipiti del genere acid jazz, definizione a quel tempo nemmeno ancora coniata. Inserito nella corrente cool jazz, molto in voga nel periodo mid ’80s, esso si distingue prepotentemente dal rigore stilizzato di artisti come Animal Nightlife, Blow Monkeys o Sade, presentando arrangiamenti molto più corposi ed una ritmica a volte trascinante che accompagna la voce di Julie Roberts, un portento di duttilità, potenza, classe ed eleganza. Al resto pensano i due compositori Stabbins e Booth, già legati dal precedente intrigante progetto Weekend. Produce Robin Millar, deus ex machina nelle più importanti realizzazioni del sopracitato cool jazz.
Basterebbe una canzone come “Thought I’d Never See You Again” a fare accettare un album di sole porcherie; il “problema” è che in “Working Nights” le altre otto canzoni sono perle assolute e che semmai la vera porcheria sarebbe quella di non darsi una mossa a riempire un’importantissima casellina sotto la lettera W.
Recensioni collegate
Marvin Gaye – What’s Going On
Sade – Lovers Rock
7 ottobre 2001
Track list:
1. Inner City Blues
2. Sweet Nothing
3. Who’s fooling who
4. Thought I’d never see you again
5. Autumn Boy
6. Solo
7. Venceremos
8. No Cure No Pay
9. Stella Marina (CD Bonus Track)
anecòico
bella questa insalata mista!
anecòico [CattivaMaestra]