Responsabile della dimenticanza (giochino socializzante inside)
La simpatica Susanna mi ha lanciato la patata ustionante.
Rimpallo subito l’innovativo giochino a maat, Cuore di Gatto<, Crimson81.
REGOLAMENTO:
Piglia un libro, il primo che hai sottomano, vai a pagina centoventitré, salta le prime cinque righe e scrivi le successive tre.
«6) scelta”
7 ) si presenta qui, nella direzione di Heidegger, la
8 ) questione dell’inizio dell’essere-uomo, quale questione»
A questo punto (forse) dovrei riportare anche le righe precedenti e successive, ma preferisco non farlo, per ragioni oscure.
———————————————-
Il volume, per la cronaca, è “Senso e differenza nomologica” di Bruno Romano (giace lì unicamente perché lo sto spolverando con avidità dal 2003, mica penso di leggerlo sul serio, eh, per chi mi avete preso).
Nonostante l’autore mi stia profondamente sulle palle, è affascinante la prima parte del testo, dove si tratta della legittimità del diritto positivo, che troverebbe il suo fondamento soprattutto nella “tirannia della memoria”, nel rito, nella ripetizione formalizzata di gesti e di comportamenti atavici.
L’individuo, parlando, si sgancia dalla Natura, da tutto questo immutabile (e muto, e angosciante, diciamocelo) meccanismo, creando senso e diventando “responsabile della dimenticanza” (perciò finalmente punibile dalla Legge).
Viene preso in esame l’Antigone di Sofocle nelle interpretazioni di Heidegger e direi soprattutto di Lacan.
Antigone, per motivi religiosi, vuole assolutissimamente sfidare l’interdizione e con essa la comunità, onorando con una degna sepoltura il corpo del fratello Polinice (magari poco sincero, magari responsabile della guerra scatenata contro la patria, ma comunque ormai accoppato e lasciato allegramente in pasto ai cani).
Già la sorella Ismene, però, non è poi tanto convinta di rischiare la lapidazione per questo.
Le si oppone soprattutto Creonte, con la sua legge severa condivisa dai soliti vecchi babbuini, ubbidienti e rassegnati di fronte alla sua arroganza smisurata (pretende di fissare da solo dei criteri assoluti ed eterni che dividano il bene dal male; difende la sua decisione indifendibile nonostante gli venga data l’opportunità di ripensarci).
Nell’interpretazione di Lacan, il luogo centrale di questa tragedia è la bellezza di Antigone, con la sua passione suicida (che la spinge, mi pare, a rigettare anche un tardivo riavvicinamento di Ismene).
Antigone (appoggiata dagli Dei, ben superiori ai babbuini di cui sopra) ha raGGione perché il suo diritto, dice Lacan, si situa nel “campo dell’Altro”.
Si tratta di una terza, perversa giuridicità, di una sorta di luogo fatato dell’inconscio e del diritto insieme, indisponibile a entrambi i contendenti.
L’argomentazione forte sta appunto nel fatto che avendo ambedue i genitori di Antigone tirato le cuoia, non le potrà mai più nascere un fratello (per marito e figli vari, invece, se ne sarebbe ampiamente e apertamente sbattuta, del resto la sua vita è già segnata dal dolore, ha visto di tutto, ecc.).
Superfluo sottolineare come tutto ciò sia estremamente poetico e terribilmente affascinante (soprattutto per la fierezza, l’abilità, la fermezza, la grinta di questa audace sorella d’altri tempi, che, non potendo desiderare nessun oggetto possibile, desidera la distruzione di ogni oggetto, quindi la morte).
La bellezza sta pertanto nel discontinuare, nel rifiutarsi, con folle ma lucida consapevolezza, piegando perfino qualcosa di antico e generalmente poco amichevole come il diritto (beh, almeno in linea teorica… insomma, alla domanda “la legge va rispettata sempre sempre, anche quando la si ritiene profondamente ingiusta, ecc.?”, bisognerebbe ovviamente rispondere di no, come già il buonsenso peraltro suggerisce).
  

 
   






cherrydelicious
Se ti interessa l’argomento posso consigliarti il leviatano di Hobbes, oppure kelsen, sul positivismo giuridico…Ottima riflessione comunque!
Anonymous
Come usare un giochino stupido per un post intelligente….
IL GUIZZO
(www.ilguizzo.blog.lastampa.it)
ossimorosa
Non si finisce mai di imparare. O di ricordare cose che si erano imparate.
Ho la memoria arrugginita.
Susanna
La “simpatica susanna” (immagino ci fosse un po’ d’odio nelle tue parole :-P) si inchina dinnanzi a cotanta cultura e saggezza!
the gatta
io sono responsabile di un sacco di dimenticanze, sono dunque punibile dalla legge? e mi sono staccata dalla natura? misericordia mi sento come una pera caduta. le ragazze vanno in bagno in gruppo perchè le porte si bloccano, perchè non c’è mai cartigienica e poi per chiacchierare e prestarsi i trucchi, altri motivi non mi vengono in mente ora… notte
sarmigezetusa
se che erano giunti a una stazione e che quello era il
conduttore. Chiese ad Annuska di darle il fazzoletto
e la mantellina che si era levata, si coprì e si diresse verso la
(facile questa! ^_^)
ABS
Cherry, grassie, li inserisco nel listone della roba da leggere prima di morire. :]
Il Guizzo! Che onore!
Giraffa, allora ti consiglio qualche goccia di Remox prima e dopo i pasti per almeno due settimane, e vedrai i risultati!
Susanna, in effetti stavo giusto compilando il listone “odi et amo” e… no, figurati, ero sincero.
The Gatta, eheh…
Il diritto e la burocrazia funzionano come memorie dell’abituale si era detto… si basano sul principio del “non dimenticare”, confermato e reso “più forte” dai riti… la natura, le istituzioni giuridico-politiche hanno un loro ordine, i loro ritmi, le loro fasi che vengono accettate passivamente, rassegnatamente, di solito (chi non può parlare accetta senza nemmeno porsi il problema, parlando invece si esercita, pubblicamente, la propria soggettività).
sarmi, Annuska, eh? Mmm… ci penserò. ^__^
mugnolo
Dev’essere un libro interessante.
Quando ho letto diritto positivo e legittimazione mi son sentito tirato in causa!
gattarandagia
nella letteratura greca ci son figure femminili da straziarti il cuore…
Antigone, certo, ma anche Clitennestra, Medea, tutte donne che si pongono aldilà della Legge, che fanno scelte terribili.
gran bel post, complimenti!
e fanculo a quella gattamorta di Ismene.
angela
a me fecero studiare l’interpretazione di hegel dell’antigone, che ne vedeva un conflitto insanabile tra singolo (antigone) e stato (creonte), ma la tua versione batte la mia 10:1 quanto a capacità soporifera!
comprerò il libro per cercare di arginare i miei turbe del sonno.
ciao
angela
cadex1
Bella descrizione , pero’ non capisco l’ utilita’ di questa “catena”..
arte
carino questo giochino!!
ausrufezeichen
Mmmmmm…Potrebbe essere colpa del sonno…Ma non ho capito il tuo ultimo commento al mio post :p
emerson
Pur’io ho dovuto cedere al test del libro:))
TheLegs
Paura. Meno male che non mi hanno coinvolto… anche se l’intreccio di relazioni bloggheristiche è molto infame, e tutto può accadere!
Comunque mi è piaciuto assai il post, soprattutto perché mi son ricordato dell’Antigone, la cui trama mi colpì molto (proprio per questa contrapposizione fra diritto degli umani e diritto degli dèi).
gipsyqueen
La bellezza sta anche nello rompere gli schemi consueti e accreditati creando un’armonia nuova.
Non sono competente delle opere che citi, e ho apprezzato molto il modo di raccontarle, il linguaggio immediato che rende facilmente comprensibili gli eventi.
Se permetti, ti linko.
Anonymous
Per me che leggo solo Paperino?
un buon w.e.
lostruzzonero
J4cK
uhm questi giochini si diffondono come un virus, è già il quarto blog che leggo che partecipa
dorian
errata corrige:
comincio a temerti e ora SO il perchè.
talentuosamente e solarmente
dorian
Marzia
Salve. Non conoscevo questa lettura di Lacan relativa all’ Antigone .
Fortuna che l’uomo ha inventato anche internet.
ABS
Gipsyqueen, beh, è un onore…
ovviamente ricambio soprattutto perché sinceramente ritengo il tuo blog uno dei più interessanti in circolazione.
cadex1, penso possano essere utili per socializzare (anche se preferisco nettamente “quello delle cinque cose ecc.”, che ha fatto uscire alla luce aneddoti e curiosità interessanti, mentre questo è per sua natura un po’ brullo).
Dorian, sono contento che tu mi tema. Il giorno in cui ti mostrerò i contenuti del mio frigo, beh, mi temerai anche di più!
sarmigezetusa
dritta:
c’è Annuska, ma c’è anche Anna…
ABS
sarmi/vanni, eh, ma qui “il cielo” sta (almeno si presume) dalla parte di Ann(usk)a!
Jack Frusciante
L’Istituto Nazionale del Dramma Antico cura la rappresentazione di tragedie greche, tra le altre, in diversi teatri italiani, prediligendo antichi anfiteatri greci o romani (Siracusa, Taormina…). Si può avere la fortuna, in Maggio, di assistere all’Antigone o i 7 contro Tebe in uno di questi luoghi, senza microfoni, senza scene, solo voce e volto e gesto come 2000 anni fa. E’ impressionante. Un film di Mario Martone ha ripreso questo tema ambientando la scena in un Teatro di Napoli, con una compagnia impegnata a dare una rappresentazione della tragedia greca riambientandola nella Jugoslavia in guerra. Un commento feroce verso la classe intellettuale italiana e la sua incapacità di produrre un cambiamento senza arrotolarsi inutilmente in cose in cui alla fine dimostra di non credere. Magari me ne ricordassi il titolo… consigliatissimo. Ciao !
Favu
raramente le mie letture hanno più di 123 pagine