Dopo i funerali il campionato riprenderà, più arzillo che pria
Troppi interessi in ballo.
Non mi ha mai convinto granché il fatto che le società siano responsabili per gli atti (di macelleria) compiuti dai “tifosi”.
Se io accoppo qualcuno, cosa c’entrano il presidente, l’allenatore, il magazziniere?!?
Come, in concreto, costoro avrebbero potuto evitare il gesto criminoso, senza possedere — a quanto mi risulta — alcun superpotere? (Agenti privati? Mmh, “versiamo già fior di tasse”, ribattono; e francamente non saprei come dar loro torto, anche perché, tuttosommato, non mi pare cambi tantissimo se l’essere umano che rischia la pelle è ricompensato dallo Stato oppure no).
Perché, ripeto, perché dovrebbero essere le società a pagare (oltre, vabbè, al fatto che ai vertici ci sono individui che mi stanno umanamente sul cazzo, di solito perché ingiustamente ricchi)?
Il “tifoso” dovrebbe starsene tranquillo perché altrimenti la sua squadra viene multata o penalizzata?
Cioè, mi volete dire che il potenziale pazzomaniacocriminaleassassinoconlabavaallabocca da stadio non teme di farsi anni e anni di galera (o di lasciarci le penne), però è terrorizzato da un “meno qualcosa” affibbiato alla compagine del suo tenero cuoricino… al punto da trasformarsi in docile agnello solo per questo? Sarà…
Bisognerebbe prendere finalmente atto che ammassare regolarmene (decine di) migliaia di persone (alcune delle quali appositamente “organizzate”) in dei contenitori è un qualcosa di probabilmente troppo pericoloso, di non sempre gestibile, è troppo facile approfittare della situazione, di fatto gli stadi sono un po’ dei porti franchi, ecc.
D’altronde, se i cancelli venissero improvvisamente spalancati, se il giocattolo fosse sequestrato (per la gioia dei numerosi detrattori, gli stessi che poi magari si scoprono accesi patrioti in caso di vittorie della Nazionale) queste belve cercherebbero di sfogare le tensioni accumulate in altro modo, probabilmente menando le mogli anche di domenica pomeriggio, e più duramente.
Si può schedare qualsiasi forma di vita, limitando ulteriormente la privacy dell’individuo, numerandolo e filmandolo da ogni angolazione — per la gioia di Giorgione Orwell —, ed eventualmente manganellandolo a piacimento, certo. Ma non basta.
Ripensandoci, sono favorevole alla chiusura definitiva degli stadi (meglio disperdere questi “cervelli creativi”, è comunque meno dannoso), continuando però a far giocare le partite a dei giocatori nuovi, più umili, più umani, e largamente meno stipendiati, con dei diritti assai meglio distribuiti tra le genti.
Certo, vedere dalla TV lo stadio enorme, tutto vuoto, con i suoi seggiolini e con il suo cemento, mentre i commentatori Sky o Mediaset gridano liberamente le loro cazzate, sarebbe uno spettacolo triste, e anche un po’ penoso, ma vabbè… forse ci sono cose peggiori nella vita. (Morire a trentotto anni per una bomba carta che, chissà perché, un giorno decide di esploderti in faccia, per esempio…).
  
 
   







lafea
ah ecco grazie, quello che non volevo fare e mi sentivo in dovere di fare, un post su quanto è accaduto ieri nella mia città. L’hai fatto tu egregiamente. Personalmente non amo neanche particolarmente il calcio o meglio mi secca la supremazia (del tutto commerciale) su altri sport probabilmente più belli, pertanto se chiudessero gli stadi sarei d’accordo, ma è quello che c’è fuori che non va. Ieri era un campo di battaglia, i poliziotti hanno avuto la peggio proprio perchè i teppisti erano armati: di bombe. Buh! Sgomento, non so che dire. Di mattina avevo visto le ruspe della polizia e mi chiedevo a cosa potessero servire: sbarramento, ecco! Impressione, schifo, inutilità e un uomo morto perchè per lavoro e per una miseria deve fronteggiare dei “tifosi” di calcio, non stiamo parlando di un ideale politico, religioso…..mah
Anonymous
“Cioè, mi volete dire che il potenziale pazzomaniacocriminaleassassinoconlabavaallabocca da stadio non teme di farsi anni e anni di galera (o di lasciarci le penne), però è terrorizzato da un “meno qualcosa” affibbiato alla compagine del suo tenero cuoricino… al punto da trasformarsi in docile agnello solo per questo? Sarà…”
Si fa appello al loro ideale calcistico, è gente legata spesso lavorativamente alle società di calcio. Adesso questi erano teppistelli probabilmente, ma in genere le società conoscono molto bene i tifosi ai quali spesso, forse anche sotto costrizione, danno in appalto il merchandiser (vendita di magliette, cappellini, biglietti…..), quindi colpite loro, colpiti tutti.
PS:spesso specie se minorenni non rischiano che qualche giorno di fermo, dunque la galera non li spaventa affatto e poi si fanno scudo della folla. Piuttosto come fanno a non temere le botte violente? (io cagasotto come sono me ne starei alla larga dei km)
lafea
cadex1
Fa rabbia vedere stadi in inghilterra senza reti di protezione,dopo che per anni hanno combattuto contro la violenza.. e qua da noi non ci riusciamo..
Miai
Sollevi anche me dal fare parola di questi fatti nel mio blog, non saprei scrivere di meglio. Anzi, sicuramente scriverei di peggio mossa dalla rabbia e dalla vergogna.
Il calcio dovrebbe tornare ad essere uno sport, principalemente. E gli stadi dovrebbero essere chiusi per sempre oppure aperti a chi vuole andarci a suo rischio e pericolo, ma senza il dispendioso (in termini di danaro ma soprattutto di VITE)coinvolgimento delle forze dell’ordine…
netstar
Forse hai ragione… Io non seguo molto il calcio, ma dentro e fuori dagli stadi italiani succede di tutto. Io la penso come quelli che vogliono soluzioni drastiche.
amelia
non so. il pericolo è l’asseufazione e la sensazione che ogni posto sia insicuro. statisticamente però in posti dove si genera tensione – qui sì le società calcistiche hanno qualche colpa – ogni tanto ci casca il morto. non si può inscenare una guerra virtuale per una settimana intera e poi il settimo giorno sperare che nessuno ci abbia creduto davvero.
Alich
“…continuando però a far giocare le partite a dei giocatori nuovi, più umili, più umani, e largamente meno stipendiati, con dei diritti assai meglio distribuiti tra le genti.”
Io vorrei la pace nel mondo.
E le partite a stadio chiuso… sono come l’eliminazione del problema della sete, invece?
Certo che l’uomo è strano.
Cerca in tutti i modi di essere unico ed irripetibile, di uscire dal gregge…e poi si ritrova a guardare o impersonificarsi in… ehm, quanti sono? 22 pecoroni che corrono dietro ad una palla…
perlinavichinga
che prendano esempio da chi ha sconfitto gli hoolingans… e che facciano meno chiacchiere e più fatti, non come al solito…
non sono d’accordo con te sul “meglio un cane in casa piuttosto che in canile” se soffre in canile o soffre in casa, non cambia nulla…
adorabile l’alce ombra, l’hai fatta tu?
Sense
Il fatto é che in Italia minimizziamo tutto: violentata una ragazzina? cosa vuoi che sia… ammazzato un poliziotto? cosa vuoi che sia… E’ l’ora di darsi da fare, altro che chiacchiere!!
Anonymous
lascia indignazione il sapere il calcio lo sport nazionale dove si muore….per cosa un risultato??? in ballo miliardi su miliardi per cosa ..funerali…indignazione profonda ma la questione nn cambia…..baci abs
samy74
i resti del carlino
La realtà è che in un modo o nell’altro serve uno sfogo alla violenza, oggi più che mai.
il lato B del calcio, quello diverso dal semplice passatempo diversivo e rilassante, è sempre stato il luogo in cui alcune persone hanno scaricato le proprie insoddisfazioni e frustrazioni.
a volte arrivando a diventare bestie.
impiegati solitamente grigi e remissivi che gridano slogan razziali e attaccano briga con il vicino di posto, ragazzini troppo viziati che se la prendono con il prossimo, magari a sprangate o lanciando petardi, disoccupati esasperati che odiano ogni ordine costituito e fomentano risse. solo alcuni esempi vaghi e generici di quel che si vede già sugli spalti di partite delle categorie più basse (garantisco, anche per le partite di bambini di 6 anni).
il calcio è un giocattolo?
allora la prima cosa da fare è trovare il diversivo in cui tutto questo male di vivere si possa sfogare.
tanto per non finire ad ammazzare nè i vicini di casa rumorosi, nè i “nemici” poliziotti, o tutti gli opzionali avversari del caso (la ragazzina “che non te la dà”, il figlio che ti ostacola la carriera, la moglie che ti opprime).
magari ritornare ai gladiatori appagherebbe la fame di sangue ormai dilagante. ah, ops, dimenticavo.. gli studi televisivi son già pieni di arene.. e quindi?!
ABS
lafea: d’accordo sul fatto che il calcio sia “sopravvalutato” rispetto ad altri sport. Non so se sia gente legata lavorativamente alla società, da quanto ho letto, il presidente del Catania (come il pur deprecabile, per altre vicende, Lotito) avrebbe sempre cercato di tagliare i ponti con certe frange della tifoseria, e per questo era malvisto (e forse pure contestato? Il presidente della Lazio sicuramente sì, ha preso una posizione decisamente impopolare al riguardo).
Sense, netstar e samy: ho appena letto le dichiarazioni di Matarrese, secondo il quale la sospensione sarebbe pure esagerata… andiamo bene. X(
amelia: boh, non so … nell’NBA le dichiarazioni spaccone credo siano all’ordine del giorno… insomma, sono molto meno diplomatici, qua spesso ci si lamenta che si parla a frasi fatte nelle interviste… forse però dato il clima rovente che precede alcune gare nostrane anche piccole provocazioni nelle dichiarazioni rilasciate possono contribuire ad accendere gli animi.
Alich: se ho compreso quanto scrivi, beh, risolvere il problema della sete è importante per la pace nel mondo, visto che un po’ tutti prevedono che la maggior parte delle guerre future saranno per l’acqua.
Poi la storia dei giocatori in mutande… stanno praticando uno sport, per forza stanno in mutande.
Gli sport di squadra (sì, calcio incluso… alla fine le dinamiche, gli obiettivi e anche diverse regole se ci fate caso non sono così diverse da quelle di hockey, basket, pallanuoto, pallamano, ecc., anzi; secondo me dire che il calcio fa schifo e mettiamo la pallanuoto è meravigliosa non è un discorso granché obiettivo…) non avranno grande profondità e spessore intellettuale, ma sono generalmente divertenti ed emozionanti sia da giocare sia da guardare/tifare. Poi, ovviamente, 1) de gustibus 2) bisogna anche voler lasciarsi coinvolgere 3) è vero che ci sono tante partite mortalmente noiose (ma non tutte) se viste con distacco. Comunque agli scettici consiglio di ripensare alle emozioni della semifinale con la Germania e magari una lettura del bel libro Febbre a novanta di Nick Hornby, che illustra bene il punto di vista del tifoso e fa capire cosa ci trova di bello.
perlina: va bene il metodo inglese, ma, a parte la differenza tra le due culture, secondo me più che risolvere il problema lo sposta (insomma, gli hooligans fanno casini, e parecchi, in giro, anziché dentro lo stadio). (Ottì): non sono bravo a fare le ombre cinesi (una “forma espressiva” che amo particolarmente), purtroppo… Sui cani, beh, penso che finché stanno in casa la maggior parte delle volte hanno comunque un tetto e del cibo, mentre i canili (almeno quelli italiani, non so in Svizzera) purtroppo mi sembrano molto più un’”incognita” per la sopravvivenza e la salute del quadrupede, a giudicare dai servizi che passano spesso in TV.
carlino: sì, in effetti… come disse un tale, bisognerebbe cercare d’incanalare in modo costruttivo tutta questa energia (frutto dell’aggressività repressa di cui sopra). Rispetto al passato, siamo “in pace” (oddio, relativamente) e quindi le guerre bisogna inventarsele (appunto, i derby…) per sfogarsi.
J4cK
Io non ci vedo via d’uscita. Di proposte interessante ce ne sono tante, ma nessuna che non faccia perdere profitti alle società e quindi che non sara mai (purtroppo) realizzata.
ventodipolente
ho messo un commento altrove dicendo che da bambino ho sguazzato tra pulcini ed esordienti, dove allenatori educavano a simulare falciare picchiare…insomma a far di tutto per vincere vincere a dei ragazzini, ma ci rendiamo conto tutta questa impalcatura è piena di metastasi fin dai primi passi rabbia competizione numeri uno, ed ora non abbiamo più nient’altro che materazzi un macellaio divenuto martire, gattuso uno scarparo picchiatore che non viene mai ammonito…tanto per parlare di calcio, per parlare di vita, io amo lo sport amo il calcio, ma non sono mai entrato nè mai entrerò in uno stadio e che son minchione? vado a vedermi iannacci in teatro, che il calcio giocato parlato masturbato si fotta, io voglio vivere e vorrei vedere la giustizia ovunque, ora il calcio si ferma ed era finalmente ora ma che siamo scemi rischiare la pelle per vedere sti ventidue coglioni? cordate di poliziotti, mentre sulle strade ogni anno muoiono seimila cristiani, a capodanno cinquecento feriti e come dici tu devo andare in un arena imbottita di repressi di ogni sorta…ma andassero a fancultura…abbiamo vinto uno tra i più brutti mondiali di sempre ma dovevamo vincere dove chi ha tirato una testata era un’ex iuventino e chi ha sbagliato il rigore uno iuventino…se uno vuol fare il complottista, a me non frega una sega è morta una persona come ne sono morte sempre negli stadi fuori, per una partita idiota, io propongo questo mettiamo undici uomini di cartone nel campo facciamo entrare i tifosi e armiamoli con mitra bombe vere carri armati spranghe sanpietrini…chiudiamo lo stadio e riapriamo soltanto quando ne rimarrà uno solo ed allora lo si rinchiude a vita in galera con il diritto di vedere sky…scusatemi ma ci sono troppe cose che non tornano…come il tizio dove ho messo il commento che ha iniziato a tirare fuori la matrice mafiosa…pur di non dire che il tifoso va punito e il calcio fermato fin tanto che non ridiventa un gioco…incredibile…
Opossum
Fermo restando che mi unisco, ovviamente, ai cori di condanna (e che la parte bestiale di me applicherebbe volentieri il biblico “occhio per occhio dente per dente”, in un caso come questo), il quart’ultimo paragrafo rispecchia le mie stesse paure e mi fa pensare che chiudere gli stadi e/o fermare il carrozzone calcistico sposterebbe solo il problema. E non credo sia proprio un bene.
La soluzione credo vada cercata altrove (pene più severe ad esempio. Non so, ho molta poca fantasia).
Chiudo aggiungendo che per inciso ho notizia di atti di teppismo – anche se assai meno gravi – durante partite di pallamano, segno evidente che il marcio non è nel gioco, ma nelle persone.
Saluti.
[non mi rileggo mai, per favore perdonatemi eventuali castronerie o passaggi poco chiari]
anonimia
Il mondo del calcio è un mondo sporco e lo rimarrà sempre e purtroppo a rimetterci saremo sempre noi, onesti cittadini.
Signor Ponza
Purtroppo sono di fretta e non riesco a leggere i commenti precedenti, magari dirò qualcosa di già detto, chiedo scusa in anticipo.
Il discorso sulle sanzioni alle società va visto secondo me da un altro punto di vista, e cioè non quello dell’interesse dei tifosi, ma delle società stesse. Nel senso che se il tifoso della società X lancia un fumogeno in campo in testa a un giocatore, la società X viene penalizzata, multata, squalificata, sodomizzata ecc… Giustamente questo non sarà un disincetivo per il tifoso, ma piuttosto un incentivo alla società al controllo e alla ricerca di soluzioni al problema. Di certo non è questo il sistema adatto per arginare il tifo violento, però le uniche ad avere interessi (soprattutto economici) in gioco sono proprio le società, e solo toccandole nel profondo (= portafogli) potrebbero queste dare una mano. E’ chiaro che serve ben altro perché vi siano effetti concreti.
(è probabile che il mio commento sia molto sgrammaticato)
Mary
I problemi sono tanti, scusa se non leggo proprio tutto… Le persone, più o meno giovani, si “scatenano” ad ogni occasione! Certo, se i club sportivi danno modo a questi pazzi di entrare gratuitamente portando con sè ogni tipo di oggetto, è come lasciare un coltello in mano a uno psicopatico, no?! E parlo per esperienza diretta: è facile, iscrivendosi a un club, trovare posto su un pulman, entrare senza controlli e far ciò che si vuole fuori e dentro uno stadio! Fermare tutto? inutile “prender tempo”, non è così che si sradica la stupidità e la violenza!
Alex
non aggiungo niente a ciò che sappiamo del calcio. Mi chiedo perchè debbano accadere e se il calcio invede di far bene alle ossa fa male al cervello?
25 anni di carriera come trainer nello sport, ho persino collezionato 6 titoli italiani e 2 scudetti, una onorificienza internazionale, ho portato alle olimpiadi e mondiali miei atleti, ho persino allenato il rugby: lo sport-gioco per definizione eppure un cretino non l’ho mai trovato, sarà colpa dell’acqua minerale o degli integratori che gli emuli già collocati in quell’ambiente dai genitori (le famose scuole-calcio) che fanno succedere ste cose?
Spazio ai sociologi.
Alex
ausrufezeichen
“Amo il calcio più della mia stessa vita” sentivo dire oggi.. Io partirei già da livelli come questi per un resettaggio generale dei cervelli umani. Mi chiedo dove andremo a finire di questo passo, ma già vedere dove siamo stati capaci di arrivare è abbastanza abominevole da darmi la nausea.
soffio69
si, per esempio…
il dramma è che se ne parla solo quando succedono certe cose. poi, tutto torna alla “normalità”, sino alla prossima bomba carta…
Nico Guzzi
Chissà perché questo argomento porta così tanta gente ad esprimersi…una risposta c’è, sta nel fatto che di dubbi sull’argomento ormai non ce ne sono più, si conoscono le cause, si ha l’evidenza delle conseguenze, il fenomeno è di pubblico dominio da anni, si conoscono i mezzi per combatterlo, si ha addirittura in parte una legge adeguata, eppure dal primo morto di violenza allo stadio ad oggi non è cambiato nulla.
Il mio sogno è sempre stato (fare l’arrotino) andare allo stadio come vado oggi al cinema, cioè a vedere qualcosa che mi piace (anche se a volte si vede un pessimo spettacolo), con la possibilità allo stadio di cantare, fischiare, incitare, applaudire.
Altrove avviene.
O si risolve il problema o chi ha il potere di farlo per favore dica con grande sincerità: “Ci sono troppi interessi in gioco, delle società, degli sponsor, delle tv ecc…, purtroppo un morto ogni tanto non basterebbe per fermare il sistema e riformarlo, adeguando stadi, infrastrutture. “Esatto,” dovrebbe aggiungere, “ci vorrebbe una tragedia in stile Heysel, con tanti morti tutti insieme. Allora sì che su spinta popolare si deciderebbe di fermare anche una stagione intera il calcio.”
indiano
un giorno gli stadi assumeranno la forma defnitiva che stanno prendendo negli ultimi anni: coglioni che s’ammazzano dagli spalti. le partite saranno giocate da detenuti in attesa dell’iniezione letale e ai tornelli venderanno armi di ogni tipo. prima si ammazzano i 22 in campo, che fra l’altro giocheranno senza porte tanto a nessuno fregherà più nulla del risultato (un po’ come già ora se ci pensi), e poi ci si spara da una gradinata all’altra.
almeno uno lo sa già che non sta andando a vedere una partita di calcio
Stranoforte
Ritengo doveroso intervenire su questo tema.
Purtroppo è vero, in Italia vige un sistema “interventista”, che legifera solo sull’onda emozionale dei vari avenimenti drammatici che di volta in volta si verificano.
Si dovrebbe a mio avviso potenziare anche l’aspetto preventivo ed educativo che, incontestabilmente, viene tralasciato.
Le tifoserie per quanto scalmanate possano essere, di certo amano la propria squadra, quindi perchè non investire sul rapporto squadra del cuore-tifoseria?
Perchè non lanciare delle campagne che invitino alla moderazione, con testimonial i campioni della propria squadra?
Inoltre c’è anche da chiedersi per quale motivo negli stadi riescano ad entrare anche oggetti tanto pericolosi, quindi si dovrebbe potenziare il controllo ai cancelli. Ci si dovrebbe chiedere quali siano effettivamente i legami che intrecciano le tifoserie, e con chi, visto che negli stadi riescono ad entrare anche carcasse di motorino.
Ma i soldi spesso lavano le coscienze.
Saluti, buona settimana.
Raffaele
il calcio?
credo che sia defunto da un bel pezzo
tanto vale la pena che resti solo come “spettacolo televisivo”
su sky e a pagamaento
per il pubblico si ingaggino delle comparse…viene a costare molto di meno
come succede per la coppa intercontinentale dove la Toyota ingaggia tifosi per entrambe le squadre
...andre
se poi pensi che attraversando la via puoi imbatterti in uno di quei tipi da stadio che ti scambiano per carne da macello e ti purgano a suon di mazzate, anche se allo stadio non ci vai perchè l’immagine di un italia triste seduta a casa dal monopolista per eccellenza signore dei cieli murdok ti rallegra di più dello scambio di plasma inscenato ad ogni partita, beh la cosa non è delle migliori.la cosa..si proprio quella indefinibile ombra che galleggia al fianco dello stivale.
Alich
No no, io non ho detto che il calcio fa schifo.
Ho detto che rende l’uomo pecorone.
Pace nel mondo, risolvere problema della sete…intendevo dire che sono tutte utopie, ormai il sistema è quello: i calciatori prendono uno sproposito di soldi esattamente come i politici (con lo stesso sforzo mentale), le soluzioni ci sarebbero ma non si vogliono vedere (chiamali scemi…) ed in fondo agli italiani va bene così.
javert
però da fiducia leggere tanti interventi positivi
alicesu
Odio il calcio e nons ono mai andata allo stadio. Però non sono d’accordo con la proposta di chiudere gli stadi. A parer mio, il Tifoso e l’Ultra sono due cose completamente diverse.
E’ come far fare i concerti negli Stadi vuoti, perchè qualche deficiente uccide un poliziotto.
PErchè dovrebbero pagare tutti per uno sbaglio singolo?
se ti capita, vai su http://www.ciccsoft.com anche io ho detto la mia sulla questione.
grig-io il blogorroico
la prima pressione per far riprendere il campionato erano le paghe dei giocatori.. mioddio..