Ascolti/riascolti (volume uan)
Atari Teenage Riot (produzione più o meno completa). Assai reclamizzati anni addietro dalle riviste destinate alla gioventù più sonica e alternativa, intendo quelle messe insieme dai soliti tizi barbuti simpaticissimi e con una discarica abusiva piazzata proprio in corrispondenza delle narici. La banda di spacciatori in esame — comprensiva di un paio di graziose fanciulle — fa(ceva), sostanzialmente, un bordello immane (“terrorismo sonoro” o “digital hardcore de noantri” sarebbe la definizione tennica, almeno così mi gridano dalla regia), giustificato dal loro essere antifascisti, antinazisti, antimilitaristi, antipacifisti, antiglobal, antinoglobal, antirivenditoriabusividiporchettadiariccia e chi più ne ha più ne metta.
Il tizio principale (Alec Empire, santone e un tempo figura centrale della scena rave della Berlino Est/Ovest, una specie di Iggy Pop meno rovinato, almeno per ora) generalmente urla come se avesse un lanciamissili in funzione saldamente conficcato nel culo, e la fine dell’umanità fosse alle porte. Gli altri disperati si limitano ad assecondarlo.
Costoro generalmente si affezionano a un giro di chitarra distorto e brutale, a un campionamento violento in grado di sconvolgere le certezze di qualsiasi massaia cresciuta a pene e Mastrota, e li ripetono invariabilmente per tutta la durata del brano assillante. Sullo sfondo, un martellamento militare (spesso e volentieri) completa il quadro.
Tutte le canzoni (?) giungono all’orecchio piuttosto indistinguibili e malsane, tranne in un album nel quale ho riscontrato qualche vaga apertura neomelodica, qualche sprazzo di vita qua e là (probabilmente qualcuno di loro in quel periodo aspettava uno o più pargoli, oppure aveva vinto un impiego statale a tempo indeterminato). Nessuno sconvolgimento eclatante della formula base, comunque, sia chiaro, ma l’assalto viene momentaneamente interrotto per far posto a un’atmosfera leggermente più natalizia.
Alla fine non mi dispiacciono, ma mi devono beccare dell’umore giusto.
Pain of Salvation (ultimo albo)
Svedesoni bellocci che giocano a fare gli intellettualoni del metallo, spesso rischiando perfino di esserlo (caso più unico che raro, diciamoci la verità… peccato per il nome indecente scelto per il gruppo).
Questo freesbee in particolare è stato criticato da una fetta di fan perché “meno prog” (?) e più diretto dei suoi illustri predecessori (è un classico: dopo la luna di miele dei primi album, gli ex esordienti prima esaltati da tutti cominciano a prendere sonore mazzate sulla dentiera, più o meno qualsiasi cosa facciano, qualsivoglia direzione intraprendano, ecc., e il Kukident a quel punto non basta più).
I brani più significativi sono a mio avviso la celebre Disco Queen (“già nella leggenda”), un insolito pezzo da discuteca anni 70, con urletti, coretti, falsetti magistrali, momenti dark-psichedelici, reprise vari e tante belle cose. Un altro che mi allieta molto è il secondo, una specie di rilettura in chiave rap metal del famoso monologo dell’Eddy Norton nazionale. Schitarrata imperiale e lui che riversa odio negli auricolari dell’iPod (o quello che è, io personalmente non mi separo dal mio minidisco blu di Prussia). Mancano solamente le chiappe insuperate di Rosario Dawson a completare il quadro, ma quell’atmosfera tesa da Venticinquesima Ora c’è tutta.
Altro pezzone è Cribcaged, con una melodia portante che basterebbe per vincere diciamo quindici/sedici Festival di Sanremo consecutivi, e magari anche i prossimi Europei di calciobalilla. Se la title track e il brano finale lamentoso che si trascina senza un perché fossero stati un po’ più brevini, beh, penso che nessuno avrebbe protestato, nemmeno il mio panettiere, da sempre loro fan indiscusso. Alla fine il problema (sempre che ce ne sia uno) è che costoro sono fin troppo perfettini, precisini, esecuzione, arrangiamenti, e tutto il resto, cazzo, ma questi non sbagliano proprio mai, e l’indieboy impegnato a giocare a nascondino dentro di me è irrazionalmente infelice di tutto ciò.
Afterhours — Quello che non c’è
Molti sostengono che Manuel Agnelli non abbia quarantun anni come va dicendo, ma sia in realtà un ex commilitone di Oscar Luigi Scalfaro in incognito, e che il suo apporto sia stato decisivo nella resistenza all’offensiva austroungarica. Altri malignano che scriva i testi utilizzando un polygen, oppure facendosi aiutare nell’estrazione a sorte dei termini dal suo fido segugio.
Personalmente trovo che un fondo di verità in tutto ciò ci sia, ma quest’album (innegabilmente) è a tratti davvero ispirato ed emozionante.
Tra l’altro, scaricando illecitamente il video di un loro concerto, mi sono ritrovato un pornazzo della Zemanova sul disco duro (anzi, in questo caso sarei tentato di dire eretto): meno male che, prima di masterizzarlo a una mia amica che me l’aveva richiesto, ho dato una controllatina!
  



 
   





cadex1
Magari quello con la Zemanova me lo potresti mandare a me..
Anonymous
io che invece sono in mood molto più tranquillo…mi ascolto The Band;)
Lilac
giorgina
madò…non conosco nessuno e ti dirò che da come li descrivi non mi sale nemmeno la voglia di ascoltarli…mah!
dorian
nel mio infinito qualunquismo musicale conosco solo l’ultimo dei tre dischi citati…e, come ho già avuto modo di affermare, confermo che manuel agnelli mi sta un poco poco sugli zebedei. che poi molti dei suoi/loro pezzi mi piacciono..ma gnente, non lo tollero.
P.S. devo provare il polygen
P.P.S. casalinghe pene e mastrota?
P.P.P.S. uh! tu sei al volume UAN e io al TRII!
rossana
uuuuu gli afterhours mi piacciono tanto! Cmq ormai BISOGNA sempre controllare cosa si scarica da internet..ormai non si possono nemmeno scaricare degli innocenti cartoni animati..che ti esce il porno tedesco!
samy74
meno male che hai controllato..certo io di questo periodo sono cosi’ impegnata che nn riesco a fare piu’ niente ma ti lascio un abbraccio grande
Captain's Charisma
Sì sì, bella come scusa quella della controllatina ;)))))))))
alicesu
amo alla follia gli After! E un anno fa nemmeno li conoscevo. Sono andata a un loro concerto e mi sono innamorata. Di Agnelli anche, lo devo ammettere.
Però sono belli anche gli altri album,mica solo quello che hai citato tu. odio solo quando cantano ininglese. Manca sempre qualcosa, secondo me.
indiano
ho una teoria sull’evoluzione della musica degli after. è difficile da spiegare perchè non l’ho ancora capita del tutto, quindi la riassumo per salti logici. sostanzialmente, pur rimanendo nel solco della tradizione cantautoriale italiana alla quale si richiamano con le cover di de andrè (per altro la loro cover de la canzone di marinella è quasi sempre inascoltabile) e reitano (del tutto reinterpretato e quindi in parte interessante), gli after sono uno dei pochissimi gruppi italiani che davvero facciano ricerca lessicale (vorrei dire anche musicale ma non vorrei spararmi troppe pose). talvolta in questa ricerca sbagliano strada, per carità, però quando prendono quella giusta puoi solo applaudire, vedi proprio il pezzo che dà il titolo all’album.
chiudo con una cazzata per riequilibrare il mio karma:
sta zemanova mi giunge nova
indiano
e comunque direi che il premio per i testi con parole più a caso va di diritto ai marlene kuntz
alicesu
i marlene kuntz fanno cagare!
flo
Gli Afterhours li ho visti una volta dal vivo, ma non c’erano video porno al concerto!
gse
“the cops show up as usual
to try and ruin our fun.
it’s time to show ‘em all
just how its done.
gonna have a teenage riot.
they’ll never understand
what it’s like to be a kid today.
gonna have a teenage riot.
let’s blow ‘em all away”
il rumore si può ascoltare, ma dopo un po’ spacca i timpani.
Hikaru
Pain of Salvation… Forse l’ho anche ascoltato l’ultimo album, ma devo farmelo “prestare” per infrescare la memoria.
Ultimamente mi sono fissata coi Toto.
anneheche
La prima parte è irresistibile
Signor Ponza
Aaah, i pornazzi al posto di quello che vuoi scaricare! Se non ci fossero bisognerebbe inventarli.
Se dei tre che hai citato conosco solo gli Afterhours, ma di nome, è opportuno che io passi parola?
viola
gli after mi gustano…
i porno invece del film da scaricare una regola nascosta del muletto!
TheLegs
Guarda, sugli Atari Teenage Riot mi trovi sostanzialmente d’accordo, soprattutto sul finale.
Uniche due eccezioni:
1) Nic Endo, che mi fa sesso da morire, però solo se la guardi di profilo e solo se la guardi nei video (giuro, se la cerchi su Google Images risulta una mera pattumiera con uno sfregio spacciato per tatuaggio);
2) Due canzoni, che alla fine potresti metterle una di seguito all’altra e non se ne accorgerebbe nessuno, ma sono di quel drum’n'bass molto ardecore: la prima è We’re the fucking power, che quando la senti in macchina ti sembra di guidare quei macinini che fanno da sound system ambulante a una manifestazione rave berlinese, mentre la seconda è No Remorse fatta con gli Slayer (il che è molto relativo, visto che sono un altro gruppo di casinisti… però ha una ritmica molto strana, con parti pompatissime e downtempo improvvisi).
Ok ho finito.
J4cK
I Pain of Salvation non mi dispiacciono, quasi quasi ci faccio un pensiero per l’ultimo album
Buona giornata!
ossimorosa
E comunque io sarei una maga a scrivere testi a caso.
Una maga!
Anonymous
e vabbè gli afterhours sono sempre gli afterhours!
sciroccata
isabella
mi sono bloccata sul disco…
ti lascio un saluto e buona primavera!
ilaLuna84
La prima recensione è stupenda!!!
federico
Gli Afterhours non li ho mai sopportati. Manuel Agnelli mi irrita. Riconosco che in Italia abbiano saputo dire qualcosa di nuovo.
Gli Atari Teenage Riot sono dei pazzi. Uno di loro qualche anno fa, mentre era in aereo, ha cercato di aprire il portellone ed è stato arrestao.
I Pain Of Salvation non li conosco. Che giochino a fare gli intellettualoni del metallo mi spaventa un pochino. Il metallo è la musica meno intellettuale che ci sia.
FrancesGlass
il porno quando non me l’aspetto ormai è una costante nei miei download..credo che una sorta di Tyler Durden virtuale agisca nel mio pc persino quando scarico i video dello Zecchino d’Oro.
I testi degli Afterhours saranno anche estremamente ermetici alle volte, ma sono a mio parere molto suggestivi e riescono a trascinare la mente e l’orecchio in baie di percezione lontane dai tipici approdi musicali. Come capita a te con gli Atari Teenage Riot, mi devono trovare d’umore..se non lo sono magari valuto il suicidio, la strage, distruzioni varie ed eventuali, proprio ispirata dai loro pezzi.
Ah, i campioni indiscussi dei testi in Polygen sono senza dubbio i Negrita
blago
atari teenage riot, estremi!
Zemanova estrema(mente) figa!
gattarandagia
bah …
evidentemente non sono giovane, non sono sonica e non sono alternativa e non so chi sia sta gente.
maaaa … il pornazzo, scaricando illegalmente, è un premio o una punizione?
grig-io il blogorroico
il dialogo tra Manuel Agnelli e l’altro, nel post che ironicamente diceva che il cantante degli Afterhours sia autistico, nel blog che hai linkato, è uno spasso.
Detto da uno a cui gli Afterhours non dispiacciono. E a proposito, dovrei conoscerli meglio. E perché non approfondire proprio con “Quello che non c’è?”
There
Il buon Agnelli (che tra l’altro mi sa che sia delle mie parti) diventa spesso e volentieri pesotto, ma quel disco lì piace perfino a me. Gli altri, essendo io vanga, non li conosco. Il primo no, ma per il secondo magari m’informo. O m’inforno, adesso vedo.
unaltrasera
per me l’Agnelli è bravo,
e la zemanova è figa
SunOfYork
mah, iggy pop l’ho visto qualche tempo fa ad un concerto in un paesino in provincia di lecce.
saltava che pareva uno stambecco, se lo facevo io, che notoriamente non sono cocainomane (e non so perchè, ma ho dovuto specificarlo), mi pigliava un enfisema.
io farei piano a dire che sta rovinato, chè quello sta meglio di te e me messi insieme.
quanto alle idee delle figurine dei bloggers, shhhhhhh.
ghe pensa mì
a.
Valeria LimboRush
Ciao!
Ho ascoltato finalmente Scarsick, ultimo dei POS, gruppo che anch’io amo immensamente.
BE mi era piaciuto tantissimo, nonostante le numerosissime critiche (talora davvero feroci) della critica e di gran parte dei fans… a me invece continua a sembrare davvero sublime.
Al contrario di Scarsick, appunto.. certo un ascolto è un po’ poco, ma onestamente, tutta ‘sta voglia di riascoltarlo non me l’ha fatta venire.
E non è per il cambio di rotta, davvero: di solito, apprezzo molto che un artista si reinventi, piuttosto che cercare per forza di continuare a propinare al pubblico la vecchia minestra scaldata, soprattutto se non è più in grado di farla decentemente.
Però questo cambio di rotta non l’ho molto gradito.
Vedremo… non escludo di poter cambiare idea, ma per ora, il mio giudizio su questo cd è abbastanza negativo.
Un grosso saluto
ValeR30