Critico illuminato dei miei coglioni
Uno dei rarissimi ometti con i quali gradirei avere incontri ravvicinati di qualsiasi tipo è sicuramente Bluey, il despota, la mente, il pene, il braccio, ma direi soprattutto l’avambraccio degli Incognito. Costui nel lontano ’81 ha praticamente partorito, a sua insaputa, un sottogenere musicale (l’acid jazz, più o meno, anche se).
Però, secondo i malvagissimi discografici del tempo, quella prelibatezza di Jazz funk (titolo del disco) non s’intonava granché con la new wave e l’edonismo allora imperante (non che oggi…). Così, l’ellepì successivo vide la luce solo dieci anni dopo.
Da allora, il cicciottello leader originario delle Mauritius — libero dall’incombenza di dover fare pellegrinaggio da un capitalista all’altro chiedendo di farsi sodomizzare per pubblicare gli album — non si è più interrotto, e ha continuato a macinare dischi su dischi, tutti di notevole fattura.
Ma, secondo taluni critici, quelli particolarmente illuminati, non bastano manco per il cazzo la perizia compositiva non comune, l’insana cura riversata negli arrangiamenti, sempre vari e fantasiosi, il talento dei musicisti fatti sapientemente ruotare dal tiranno, il calore sprigionato da questi suoni, da questi ritmi, da queste voci capaci di risuscitare l’ascoltatore e di teletrasportarlo, bibitone in mano, per magia, su isolotti funkeggianti paralleli, sicuramente più rilassanti e meno opprimenti delle isole pedonali sulle quali siamo quotidianamente costretti a sgomitare per la sopravvivenza.
Mondi ameni, avvolti e coccolati da una luce speciale, dove il tempo ormai non scorre più, ma il funky invece sì, irrora i letti dei fiumi e sgorga dai rubinetti, posti dove Briatore, Corona e gli altri pagliacci non sono mai esistiti, né mai qualcuno sentirà il bisogno di portarceli o di trasmettere le loro imprese.
No, al signor critico retroilluminato dei miei coglioni (TM) tutto ciò non basta. Altri gruppi storici di quel filone hanno chiuso i forni, il sound non è stato aggiornato a sufficienza, secondo oscuri parametri (ma se, chessò?, il Brunello di Montalcino è buono così, perché mai allungarlo addizionandogli del piscio di cammello, per sembrare più alla moda?).
Ma che importa, quando perfino il disco del 2005, Eleven (l’ultimo di inediti, Bees + Things + Flowers è una raccolta di brani suggestivamente e acusticamente riarrangiati) contiene almeno cinque o sei perle che i critici illuminati dei miei coglioni (TM) non riuscirebbero ad abbozzare nel corso della loro grama esistenza nemmeno se campassero un po’ di ere geologiche.
  

 
   






Ganglio
Ho sempre incontrato molte difficoltà nel pronunciare la GN come se fosse GHN.
anecòico
“Non sopporto i cori russi la musica finto rock la new wave italiana il free jazz punk inglese…”
però alcuni brani della playlist non sono male
anecòico [CattivaMaestra]
StM
Mmm, oggi è il giorno della stizza musicofila
Grazie di aver dato un nome a quella musica, così ora so che l’”acid jazz” (più o meno, anche se) non mi fa impazzire
TheLegs
Mi inchino.
Ai critici dedicherei volentieri Buch Dich.
Ebbà.
Anonymous
Ho amici fans che l’hanno anche conosciuto e dicono sia anche un tipino simpatico…a me invece l’acid jazz stanca dopo un po’…
Lilac
yngnrjnwrrnrynwr
Ganglio, vero, anche se nel brano omonimo lo pronunciano nel primo modo, purtroppo con l’accento spostato (“incognìto, is he a friend of yours?”)
StM, è un vero peccato che non apprezzi una musica dotata di un così alto coefficiente di funk. Se mi avessi rivelato che ti droghi, rubi le merendine ai bambini per arrotondare e guardi Studio Aperto sarebbe stato meglio.
TheLegs, dei Rammstein, suppongo…
Lilac, eh, invece io potrei ascoltarne ininterrottamente da qui fino alla fine dei miei giorni senza accusare alcun segno di cedimento, probabilmente.
Il_Beneficiato
La similitudine col Brunello allungato col piscio di cammello è assolutamente azzeccata!
Mi permetto solo una precisazione: quella roba chiamata “acida jazz” (anche se) se la sono inventata gli US3 …
Aloa mastelliano.
yngnrjnwrrnrynwr
Grazie. Comunque il primo disco degli US3 (nei quali la componente hip hop è molto marcata, mi pare) è del ’93, il termine acid jazz (che è più una fusione di jazz, funk e soul, e solo secondariamente rap e derivati) è usato dalla fine degli anni ’80 (Jazz Funk, dell’81, può essere considerato un “precursore”).
Il_Beneficiato
Ma ci interessa poi così tanto definire quel genere musicale?
è robbbbba bona e basta!
Usando una citazione di quel cogli*ne di Baricco: Se non sai cosa è, allora è jazz.
=)
PS: divèrtiti ad ascoltare i Buckshot Lefonque … imperdibili per gli amanti del genere!