Sensi di appartenenza
«Gli adulti fanno un po’ fatica a capire le meccaniche di internet…».
Razionalmente, cosa dovrebbe portarmi a sentire più amichetto-del-mio-cuor uno sconosciuto che abita a Bolzano, a Ceppaloni o a Oristano piuttosto che un tizio che trascorre la sua infelice esistenza intrappolato in una banca nel Lichtenstein o lasciato pascolare liberamente nelle donadoniane isole Fær Øer?
Le uniche occasioni di unione vera, di comunione di intenti italica sincera sono date dai grandi fatti di cronaca, dalle grandi stragi, dai grandi fratelli, dai mondiali vinti.
È come se in quei momenti per un attimo si annullassero le distanze, le differenze sociali, le divergenze di opinioni politiche e di conto in banca, e si banchettasse tutti insieme sulla stessa capiente tavola. Certo, è un po’ triste che a riunire e a dare questo “senso di italianità” sia il caso Cogne, o altre operazioni di bassa squartaffetteria similari (in passato erano le guerre e i nemici a unificare), ma tant’è.
È giusto, al cospetto di eventi di tale portata sociale, isolarsi, rinchiudersi a riccio, condannando se vogliamo in modo un po’ snob chiunque ne parli, aprioristicamente, indipendentemente da come venga trattato l’argomento? Fino a poco tempo fa era questa la mia posizione, ma ora non ne sono più tanto sicuro. Quella società che ci nutre e ci educa, ci giudica e ci seppellisce, purtroppo è anche nostra e, pur sgomitando, non riusciamo a escluderla.
«La satira non è né terrorismo né odio: è solo irriverenza. Se non si capisce questo, non se ne esce.». (Luttazzi)
Per questo motivo mi sento vicino al cinismo verace, allo sberleffo genuino nei confronti della deriva velinistica/tronistica intrapresa dalla nostra società («facciamo solo il nostro dovere, ovvero far vedere al Paese che razza di gente sta crescendo») operato intelligentemente dai ragazzi del forum di NGI. (Thread chilometrico con i fotomontaggi improbabili delle due tizie arriviste).
http://www.ecoblog.it/post/4167/lomicidio-di-garlasco-e-la-satira-ambientale-di-andrewthelord
http://www.kondoria.it/content/view/226/1/
  
 
   







seamaster
Costa molto un trasloco alle Fær Øer?
Alianora
Purtroppo credo che un certo tipo di satira più che colpire, nutra determinati tipi di menti bacate che seguono il motto: bene o male, purché se ne parli. Sono piuttosto indecisa sull’atteggiamento da assumere di fronte ad alcuni avvenimenti, ma a volte il vizio del pettegolezzo bieco, proprio di una certa Italietta de noantri, mi contagia. Siamo umani, imperfettamente umani
yngnrjnwrrnrynwr
Per me la satira arriva in un secondo momento, quando determinati personaggi o fatti sono già noti (perché se non lo fossero non sarebbe efficace… quindi non ha il potere di riuscire a “imporre” qualcuno… insomma, deve averci già pensato qualcuno prima, TG, giornali, ecc.).
La satira concorre a rendere ancora più famoso chi è preso di mira? Beh, ma è inevitabile, succede anche con Berlusconi…
Poi personalmente il fatto che qualcuno che non lo merita ottenga lo scopo di diventare famoso (magari per 15 minuti) perché se ne parla, non lo considero così grave.
L’importante è che non abbia i miei soldi (direttamente, fino a quando posso deciderlo io… non comprerò mai giornali scandalistici o entrerò in una discoteca “perché c’è Tizio”… se poi la RAI o una ditta di formaggini decide di darglieli… beh, li avrebbe dati comunque a qualche altro fesso).
peperl
ultimamente ho molta difficoltà ad accettare l’idea che esista la gente. esisto io, è chiaro, e ciascuno di quelli che conosco, qualcuno dei quali comprendo e ascolto con attenzione, che magari non condivido ma di cui mi sforzo di vedere il punto di vista. ma non riesco ad anadare oltre. non riesco a ad accettare più di una persona alla volta. anche un perfetto sconosciuto rientra nella categoria di coloro cui riesco ad esprimere la mia umanità, ma già due persone sono troppe, diventa moltitudine, mi dissocio, non voglio dire loro come la penso perchè detesto pensare che potrebbero non capirlo o non essere d’accordo e soprattutto perchè non mi interessa sapere cosa pensano loro, accetto l’idea della loro vita ma non riesco ad accettare che debba fare in qualche modo parte della mia.
lo so, le ferie avrebbero dovuto farmi bene. forse sono state le salsicce (salsiccie?) di cinghiale…
yngnrjnwrrnrynwr
Ahahahah! xD Fantastico…
Scuola di ladri
ho cliccato solo perchè sono un convinto sostenitore di mastella. gli curo il barboncino. non so se mi spiego
storie di tamarri
certo che con quel fotomontaggio… abbiamo toccato il fondo sotto diversi punti di vista.
p.s.: mi prenoterei anch’io per un trasloco alle far oer, ma fa troppo freddo.
federico
La società italiana ha ormai una deriva calcistica. Tutto è ridotto ad una partita di calcio. Bianchi contro neri, Guelfi contro Ghibellini. Don Camillo contro Peppone.
perlinavichinga
sì, non hai tutti i torti… però, oltre che far vedere, si potrebbe anche far di più per cambiare… o è un’utopia?
MMbah
d’accordo.
dorian
in effetti c’è sempre un sottile confine tra il guardare tutto con distacco, o anche cinismo, e il rendersi conto che entrare davvero dentro certe realtà fa paura. dire che “si mostra solo il prodotto della SOCIETA’” (parola che per giunta detesto quando usata a fini qualunquisti) mi sembra troppo facile, uno snobismo molto ma molto mediocre.
sc
la satire a volte rischia a passare sulla parte del cattivo gusto.
un salutone
Comicomix
La trappola della satira, che si nutre dei vizi della società, anzi, li amplifica e rilancia. Ma non per questo non va fatta, anzi.
Un sorriso cometipare
Mister X di Comicomix.
P.s.:Dicano quello che vogliano (che sarà poco “in”, o che altro) ma voglio farti i complimenti:
E’ sempre piacevole vedere il tuo anticonvenzionale modo di affrontare gli argomenti.
anecòico
è sempre la stessa solfa: panem et circenses…
anecòico [CattivaMaestra]
cadex1
Presente!
flo
Quasi quasi mi fa un po’ paura aprire quel link, ma oggi mi sento coraggiosa (si fa per dire) e andrò a leggere…
Speriamo bene O_o
flo
Ps: ” yngnrjnwrrnrynwr” è il nick più bello che ho mai letto, lo vorrei pure io un nick così
flo
Letto i due post: la penso come Kondoria, d’altronde che ci potevamo aspettare da Feltri se non quel tipo di dichiarazioni ottuse… ciao!
chit
Credo semplicemente che la satira dia fastidio perchè non c’è più molto da ridere (purtroppo).
Invece credo che si dovrebbe sempre farlo, a prescindere
ossimorosa
Credo che il fattore accomunante, che ci fa sentire tutti più vicini, sia che per questa volta non è successo a noi. e allora è lecito ridere e deridere. Fino al rpissimo giro della giostra. Sperando di non essere il cavalluccio che tieni in groppa la massa ridanciana.
Lupo Sordo
Sono un forte sostenitore del trasloco alle Far oer, ma non ho i tasti giusti per scrivere il nome nella tastiera…
penso che i fotomontaggi non sia una satira di cattivo gusto…
Feltri che ha messo bocca su questo argomento già lo trovo più di cattivo gusto. E non parlo di Studo Aperto perché non mi piace sparare alla croce rossa…
Ganglio
Puntare il dito verso gli altri, anzi, infilarlo nelle ferite ancora sanguinanti, è il modo più semplice ed economico per dimenticare la propria misera e squallida esistenza.
Naturalmente, lo squallore aumenta di pari passo con l’abbondare dei beni disponibili, così come gli omicidi passionali.
Perché se hai tutto, se hai l’impressione di poter comprare tutto, non si accettano più i no dalle persone.
There
Guarda, vien quasi voglia di andare in cucina, prendere la seghetta del pane e riunificare un pò l’italico popolo.
yngnrjnwrrnrynwr
perlinavichinga, indubbiamente, ma quello è un discorso personale… è un po’ come dire “ma perché Forattini o quelli del Vernacoliere non pensano a migliorare loro anziché prendere per i fondelli i personaggi famosi?”
Dorian, eh, la satira funziona così…
ovvio che chi la faccia si metta per un attimo su un piedistallo e punti il dito verso qualcun altro che abbia queste caratteristiche: 1) sia famoso 2) l’abbia fatta clamorosamente fuori dal cesso. Anche perché far ridere su una persona (magari se stessi) che 1) non è conosciuta 2) ha dei difetti comuni, tipo pigrizia, ecc. (quindi non ha squartato nessuno, non ruba mentre è al Governo, ecc.) non riuscirebbe nemmeno.
SC, a me sinceramente il “cattivo gusto” (inteso come volgarità, parolacce, sesso “fuori contesto”) non turba particolarmente. Per me esistono soprattutto cose e atteggiamenti corretti, giusti, ecc. e altri che non lo sono. Prendere per il culo gente innocente morta sarebbe scorretto, cattivo, quindi “di cattivo gusto”, ironizzare su du’ stronze (soprattutto su quello che c’è dietro) lo trovo “salutare”.
ossimorosa, eh, ma cosa “è successo a noi”?
Le cose mica accadono per caso o per magia… Se voglio diventare ricco e importante sfruttando un mio parente morto è giusto che mi prendano per il culo (ma la satira popolare è rivolta soprattutto a un fenomeno ben più profondo che c’è dietro più che alle persone, che manco se la piglieranno, probabilmente, ripeto), altrimenti no… non ci sarebbe alcun motivo per fare la stessa cosa con te, per esempio, che io sappia… si “ride” se c’è qualcosa di “significativo” (vedi risposta a Dorian) di cui ridere.
prometeo
Se il “Re” e’ illuminato sa che la satira gli serve perche’ non fa vedere la verita’ al popolo, ma lo fa solo ridere della goffaggine del Re e della misera del popolo.
Il satiro mantiene l’attenzione del popolo sul politico, sia esso Re, Imperatore o Dittatore democratico alla Prodi/Berlusconi.
In questo modo il suddito non riesce a vedere oltre la sfera politica e si rafforza la convinzione che sia in quella sfera che egli debba cercare la soluzione ai suoi problemi.
Oggi la satira e’ in crisi perche’ la politica e’ piu’ satira dei satirici.
Per esempio… come si fa a concepire una scenetta piu’ satirica e “divertente” dell’Onorevole Mele (ex onorevole? Ma le ha piu’ date le dimissioni?) che con la braghe calate manda in coppa una pneumatic-girl di turno?
Nemmeno Luttazzi e Grillo messi insieme riuscirebbero a far ridere di piu’!
Ecco allora che la politica oggi puo’ fare a meno della satira perche’ ha sviluppato capacita’ comiche che in passato non poteva manifestare.
Non poteva perche’ il Re o l’Imperatore dovevano governare per davvero e, sebbene se la spassassero anche loro, dovevano pur sempre mantere un minimo di lucidita’ per non vedere disperso il loro proprio oro che con tanta fatica avevano usurpato al popolo e ai paesi conquistati.
Oggi invece, il ruolo della politica e’ di puro intrattenimento: riempie i tabloid senza bisogno dei satiri, con un vice a caccia di travelli e un On. Nessuno che passa le serate ad ingroppare tettone o un Senator Matusa che ha dimenticato la differenza tra un paramedico e un autista.
E’ puro intrattenimento perche’ funzione decisionale del Potere, non e’ piu’ nel “layer” politico, ma esclusivamente nell’elite costruttivista totalitaria collettivista (della quale i prodi dipendenti GoldmansSachs Prodi/Draghi/Letta/Monti/Todoni & Co. sono solo servitori di basso rango a volte inconsapevoli) da quando progressivamente, dal 1971 con la privatizzazione di BDI fino al perfezionamento della strategia collettivista nel 1992 con i trattati di Maastrict, la politica ha perso qualsiasi efficacia sul sistema monetario, sulla finanza e sostanzialmente ha perso il controllo sulla ricchezza del popolo e lo ha delegato ad un elite di banchieri sionisti.
Anonymous
aprioristicamente ihihihhihi
Lilac