Opinioni psichedeliche, sentenze ineducate e altri stoltiloqui

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ottobre 2007

[Sondaggione] Perché mai cambiate avatar come le mutande? Cosa vi spinge a farlo?

Devo ammettere che, col passare fulmineo dei lustri, l’avatar è diventato per me un punto di riferimento assai importante per identificare gli altri, sedicenti esseri viventi che vagano (apparentemente senza alcun motivo) per il webbe; per riconoscerli tra la folla urlante. Internet è un posto tuttosommato oscuro, in continua mutazione, pieno di trabocchetti, giochi di prestigio e utenze intente a cambiare incessantemente età, sesso, religione, condizioni personali e sociali, ma soprattutto

Alcuni millenni or sono ebbi una conversazione con una sconosciuta fanciulla…

sudamericana abbord… ehm, incontrata su di un invivibile torpedone dall’affascinante (e ben noto) color diarrea-ATAC. Inutile specificare che costea era piuttosto avvenente, intelligente e dotata di seni copiosi e innumerevoli. Non ricordo come né perché ma il discorso cominciò a deragliare su quella gente che, per motivi a me del tutto incomprensibili — sono fortemente meteoropatico e verso il quindicesimo giorno consecutivo di pioggerellina-nebbiolina mi priverei senza indugio della vita mediante

Fenomenologia del tumblr

Penso che alla fine i tanto disprezzati e osteggiati e schifati tumblr siano mediamente più interessanti dei canonici blog. Principalmente perché si va subito e brutalmente al dunque. Ma non solo. Niente listone delle infinite stronzatine 2.0 alle quali si finge di partecipare. Niente commenti bello il tuo blogghe sì, però ora su, spicciati a venire a farmi barba e capelli gratis sul mio. Niente effetti speciali e template ultravivaci. Meno fuffavideopostyoutubepadoaschiopp- calendarimelitadiavolita messi lì tanto

PLUTONE È SOLO UN GROSSO GRASSO ASTEROIDE DELLA FASCIA DI EDGEWORTH-KUIPER!

Ero alla ricerca di qualcuno da insultare, come al solito, per il blog. Ma poi, guardando il gatto abilmente spaparanzato nei suoi teoremi semi-immaginari, mi sono venuti in mente solo pomeriggi lontanissimi, altrettanto sprofondati, quando il tempo veniva lasciato scorrere senza opporre poi particolare resistenza nella convinzione che ce ne fosse ancora una quantità sovrumana nel bagagliaio, imprigionati per bene i doveri nella clessidra, e io sorseggiavo bottiglie ghiacciate di Martini solo parzialmente oscurate nelle

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