Il giorno del giudizio
Tutti gli economisti sono concordi nel sostenere che gli USA attraverseranno una crisi economica più o meno seria nel biennio 2008-2009. Quel fustacchione di Bush invece è ottimista e parla di semplice rallentamento nella crescita per quest’anno, opinione avallata dal parere dei suoi fidi consiglieri. Fatto sta che ha appena predisposto una terapia fiscale e monetaria d’emergenza per l’economia americana (si parla di misure fiscali da 150 miliardi di dollari, nell’attesa che Bernanke gli venga incontro con un taglio aggressivo dei Fed Funds).
Gli americani sono sempre più indebitati, sempre più obesi, sempre più terrorizzati dalla prospettiva di ammalarsi e di non essere in grado di ottenere le dovute cure, la loro speranza di vita si abbassa sempre di più, e tutto quello che i politici continuano a proporre loro (basti pensare alla campagna elettorale condotta da Rudolph Giuliani, quasi surreale nella sua spettacolarizzazione anacronistica e cinematografica del terrore) sono ancora una volta paranoie anti-Islam; le classiche armi di distrazione di massa, insomma, mentre la barca affonda.
Le banche americane sono oberate da perdite finora nascoste grazie a trucchi contabili, e tirate fuori un poco alla volta, con conseguente rischio deflazione, che in uno scenario come quello dei prossimi anni potrebbe avere conseguenze assai gravi. Negli States l’ottimismo sfrenato tipico della mentalità di quella terra porta a spendere molto oltre le proprie reali possibilità e ad affrontare crisi come questa pensando che ancora una volta il libero mercato faccia da salvagente, ponendo rimedio a tutto. Ma non è detto che possa funzionare sempre.
La realtà è che si tratta di un Paese che sta vivendo ben al di sopra delle sue possibilità e che il livello di ricchezza è reso possibile solo grazie all’afflusso dei capitali stranieri e alla poderosa macchina militare. Si tratta in sostanza di un impero nella sua fase di declino, come la sua moneta, e questo lo rende in prospettiva ancora più pericoloso in quanto sarà probabilmente costretto all’uso delle armi per mantenere il suo benessere e il suo status di superpotenza.
Lo spostamento dei nostri mercati di riferimento verso l’Est potrebbe rendere gli effetti della crisi USA meno pesanti per il Vecchio continente. Anzi, la realtà è che per gli altri Paesi (in quanto i flussi della produzione e del commercio stanno spostandosi verso l’Asia, l’Europa e in parte anche il Sudamerica) il pericolo, in prospettiva, non sia affatto di tipo economico…
  

 
   







Marcello Urbani
Non esageriamo.
La recessione americana viene dopo anni di boom, è buffo farne una tragedia da un paese in semi-recessione da due decadi.
Tra l’altro gli USA sono i più grandi esportatori del mondo, una crisi loro si trasmetterà velocemente a tutti, specie chi esporta molto (Cina e Germania in primis) e chi come noi vive da anni sull’orlo della recessione e fa del suo meglio per non allontanarsene.
Condivido buona parte delle critiche esposte, ma non vedo proprio i segni di un declino, se non in senso relativo: è l’ascesa della Cina (un po’ meno di India, Russia e Brasile) a mettere a repentaglio la posizione dominante degli USA. La cosa non mi entusiasma,vista la natura dei principali concorrenti, ma nemmeno mi spaventa.
Quanto alle aspettative di vita vedete qui: http://www.usatoday.com/news/nation/2005-02-28-live-longer_x.htm
Il sistema sanitario americano ha molti difetti, ma copre comunque la grande maggioranza della popolazione.
S.B.
E’ che forse dopo anni di dominio indiscusso USA qualcosa sta cambiando…
S.B.’s last blog post..Il giorno della memoria
pagly
dannazione stavo leggendo tutto con attenzione seria e compita, ma poi ho visto l’immagine e mi ha fatto ridere e ho perso il filo….asp…rileggo…
fatto.
beh con le armi o in altri modi deleteri, sono sicura che gli Usa troveranno un modo per ovviare al problema. Non me li figuro con le pezze al culo come nel 29…chi ci crede?
anonimo
bellissima l’ immagine !!!
Marco
Marcello, bisogna vedere come la copre e quant’è facile uscirne
Quark
La crisi USA può essere preoccupante? Uhm, molto dipenderà da chi vincerà le prossime elezioni secondo me..
ELMANCO / Stefano Ricci
E’ un’analisi a medio-lungo termine, ma realistica ed inquietante.
ELMANCO / Stefano Ricci’s last blog post..2357 | Sartoria live
fabrizio
Hai perfettamente ragione, anzi cogli con graffiante sintesi l’animo americano quando sostieni che loro, gli americani sono sempre più indebitati, obesi e terrorizzati dalla paura di ammalarsi. L’America colpisce perché è terra di grandi contraddizioni: ma se Dio vuole il prossimo presidente sarà Obama (che tra l’altro è magro: credo uno dei presidenti più magri che l’America abbia mai avuto).
Nicola Andrucci
io tifo OBAMA!
Nicola Andrucci’s last blog post..Processo Sme: Berlusconi assolto, poiché il reato commesso, ora non è più tale.
crimson74
Come l’immagine fa intendere, la questione è che ormai gli USA sono mantenuti dalla Cina, che li finanzia acquistando i titoli del debito pubblico… se la Cina dovesse stufarsi, comincerebbero i problemi seri…
profondoblog
complimenti per questo blog a favore di gente che come me ci vede poco!