Ano libera tutti.
C’è un nuovo gioco che ha rimpiazzato rimpiattino: non ci si nasconde più, ma si continua ad accostare l’avambraccio al muro, appoggiandovi la fronte e donando le terga ai compagni, per contare sino ad una cifra pari al numero di partecipanti al gioco moltiplicato per dieci, con l’aggiunta di uno. Questo nuovo passatempo prevede che a turno si sodomizzi il sorteggiato alla conta, il quale dovrà poi indovinare l’ordine esatto d’uranizzazione (da uranismo, la forma passiva dell’omosessualità maschile, dal nome del dio Urano che, secondo la leggenda, sarebbe stato affetto da questa patologia). La pena per il mancato riconoscimento è la castrazione mediatica tramite visione coatta di “Amici” di Maria De Filippi, mentre se si indovina si grida “ano libera tutti!”, festeggiando con sodomizzazioni vicendevoli e vigorose.
Naturalmente, anche le esponenti del gentil sesso possono partecipare con l’ausilio d’apposite protesi megafalliche (realizzate dalla Stonehenge di Carugate) da agganciare intorno alla vita, mentre non esistono evidenti problemi logistici nel caso di femmina che debba contare. Perché se c’è una cosa che accomuna tutti, maschi e femmine, politici e cittadini, ricchi e poveri, Bee Gees e Village People, è proprio lui, il Signor Ano.
Stiamo assistendo, negli ultimi anni, anzi, negli ultimi ani, ad un processo di sdoganamento dell’innominabile buco, come se fosse stato ormai liberato dalla pastoia della pornoligarchia vetero-testamentaria, tanto che ormai non desta più scalpore dissertare amabilmente e pacatamente più del B-side che di quello delle hit, nemmeno sulla castigatissima e cattolicissima Rai Uno. Ed è ben fondato il sospetto che alle prossime elezioni di Miss Italia potrebbe essere lo stesso Cardinal Ruini a presiedere la giuria prescelta per designare, in diretta, il miglior dirett-ano delle candidate.
Insomma, c’è tanta voglia d’analità dopo millenni di tensione dei muscoli sfinterici. Un esempio di come il rapporto con il fondoschiena sia vissuto in maniera molto più rilassata ci è dato da una pubblicità, recentemente apparsa sugli schermi televisivi, in cui è introdotto, nel retto del libero mercato del sesso post-ultimotangoaparigi, un olio massaggiante-lubrificante, con un finale che allude ad incipit non certo letterari.
Ma, fino a prova contraria, il culo serve anche, ancora e soprattutto per cagare, ed è tipico d’una società marcescente sviscerare gli aspetti ed i pertugi più reconditi di quello che altro non è che un lunghissimo processo industrial-digestivo di sostanze nutrizional-informative, assunte, perlopiù inconsciamente, al fine d’ingrassare anoressici ego egoistici, sostanze a loro volta licenziate con colpevole sufficienza, senza contattare il FECI (Federazione Escrementi Comunisti Incontinenti), il politicizzato sindacato che dovrebbe difendere i diritti delle deiezioni solide e che invece è ormai chiaramente ed irrimediabilmente colluso con quella grande cloaca a cielo aperto che è la cosiddetta civiltà occidentale.
Siamo a questo punto ben oltre le aberrazioni del carattere anale di freudiana memoria. Non si tratta più di trarre piacere dall’evacuazione delle feci e dal controllo della stessa, ossia di quello stadio della prima infanzia in cui si sperimenta il rapporto con gli oggetti prodotti dal nostro corpo, fase che, se non correttamente elaborata, conduce alla berluscominchionaggine acuta, bensì d’una patologia psicotica che inculca (inculca) nell’individuo l’ossessione per i posteriori ed un incontrollabile desiderio d’usare i tanga come filo interdentale.
Più seriamente, è scoppiata la culomania (o, più prosaicamente, culto del culo), le cui vittime principali sono ovviamente gli uomini, sempre più in crisi dal punto di vista del potere sociale, quindi anche come “fecondatori”. È indubbio che la crisi del maschio sia un fenomeno complesso e difficile da ridurre ai minimi termini senza incorrere in accuse di superficialità, ma in questa rincorsa linguopenzolante alla natica io ci vedo un disperato tentativo di (ri)sottomissione d’una donna sempre più emancipata e sempre più potente, quindi sempre più fallocratica. Infatti, nemmeno lei è immune alla culomania. Secondo le statistiche, il sedere maschile è tra le parti del corpo più apprezzate dalle donne. Qualcuno sostiene che il motivo è che glutei sviluppati e sodi corrispondono a spinte pelviche potenti e vigorose, quindi sessualmente allettanti, ma il legittimo sospetto è che anche la donna, in realtà, veda l’ano come il posto più bello dove infilare il timone della volontà.
  
 
   





South
A chi bisogna riferirsi per iscriversi alla FECI ?
South’s last blog post..Sei salentino se… #01
flo
No eh, col cappero, non ci gioco a ‘sto gioco, no no e no.
Passo.
Però proverò a fare una flessione pure io come la nonnetta della foto, spero di non rimanere incriccata sennò poi dovrò farti fuori.
Claudio Crimi Trigona, Il Singolo
Umano…
… io non comprendo la crisi dell’”uomo”: se è Uomo, non va in crisi. Se è patetica larva non si fa mettere in scacco dall’esuberanza della donna, anzi ci si butta ridendo (nella donna, s’intende).
Per quanto riguarda il culo ti devo dire che io il mio lo coccolo da tempo: come potrei mai fare altrimenti, visto che con esso emetto suoni subsonici con cui provoco lo spiaggiamento delle megattere nel Pacifico?
E poi, come dice Benigni, chi parla male di noi che il culo lo sappiamo usare sono gli stitici.
A bientôt.
C.
Alianorah
Quella cosa di Urano non la sapevo.
Ganglio
@South: chiedi ad ABS; lui è il segretario honoris causa.
@Flo: non ho alcuna colpa se non sei elastica come Mary Jane.
@Claudio: d’accordissimo: l’homo se deve buttà!
@Alianorah: non andarla a dire in giro, perché Uri non ci tiene particolarmente ad avere le chiappe chiacchierate.
Av salud.
vique
questo argomento e’ molto serio e doloroso;ma Ganglio non puoi mettere quella fotografia!la compianta Mary Jane!
Ganglio
Mary Jane era anticonformista nel profondo. Avrebbe capito.
marta gilli
mi spiace prenderlo nel culo