Quell’Italia abbandonata al tempo
Lo spazio urbano ha sempre una natura simbolica. Nasce e si sviluppa intorno alle esigenze della società che lo crea e ne diventa una rappresentazione.
L’Italia, tra gli altri problemi, è la nazione dei luoghi abbandonati. Ad esempio gli epigoni della nostra potenza industriale, le fabbriche, che altrove vengono ristrutturati e riutilizzati in vario modo, da noi rimangono abbandonati per anni vittime dei giochi di potere della politica e dell’indolenza dei proprietari, più desiderosi di raccogliere finanziamenti dallo stato che di ristrutturare.
Così, se a Londra una Tate Modern nasce dalle ceneri di un’ex-fabbrica, da noi i cadaveri dei vecchi edifici rimangono per anni inutilizzati e marciscono velocemente sotto il peso dell’incuria e del tempo, diventando i monumenti più evidenti del degrado del nostro paese. Degrado che è sia sociale che culturale.
I centri storici delle città sono pieni di palazzi in putrefazione, luoghi che hanno vissuto la storia del paese, abbandonati a se stessi e agli elementi.
Quello che vi propongo è un piccolo dossier composto da alcune foto di un ex-zuccherificio abbandonato, sito in una della vie principali di Rieti (Viale Maraini). Si tratta di un edificio imponente ormai allo sfascio, segno di una potenza industriale ed economica decaduta. Nel corso degli anni questo edificio risalente al 1871 (anno d’inizio della costruzione) non ha trovato altri utilizzi, se non ospitare la cosiddetta Festa del Secolo per qualche anno di seguito.
Si tratta del primo zuccherificio italiano, un edificio di grande importanza storica che andrebbe valorizzato in qualche modo e che invece sta lì a marcire e a perdere pezzi.
L’unico mio rammarico è non esserci potuto entrare dentro (l’area è recintata e non avevo le autorizzazioni).











Per vedere le foto a risoluzione maggiore: Zuccherificio di Rieti
  
 
   







S.B.
Non ti crucciare. Quando non ci sarà più niente da poter ristrutturare faranno tabula rasa e costruiranno tante belle villettine con giardino pubblico davanti da vendere alla modica cifra di 6000 euro al mq. Con tanti saluti alla storia della città :-/
S.B.’s last blog post..Tre idee romantiche per San Valentino
herry Cellophan
Premesso che, economicamente parlando, meglio demolire e ricostruire che ristrutturare, posso tranquillamente affermare che quando un immobile del genere viene acquisito o donato alle amministrazioni pubbliche puntualmente, magari passano degli anni per reperire i fondi, viene ristrutturato e riutilizzato in funzione delle esigenze, vedi l’attuale teatro India di fronte al gasodromo di Roma, l’ex vaccheria Nardi sulla Tiburtina e potrei portare innumervoli altri esempi, menziono solo quelli “vissuti”, il problema vero è quando l’immobile è di proprietà dei privati, porto ad esempio l’ex fabbrica della Cirio a Porto Ercole sulla quale sono stati redatti un’infinità di progetti ( non menziono il mio che era solo uno studio ma è stata fatta una mostra un paio d’anni fa ed ho visto delle cose effettivamente valide ) di trasformazione e riutilizzo ma che non facendo parte del patrimonio comunale resterà in completo abbando finquando non verrà acquisita o donata ad un ente pubblico che, anche antieconomicamente potrà optare per un “autorecupero” oppure per una nuova destinazione d’uso.
herry Cellophan’s last blog post..…donne parlanti!
flo
Bellissime le foto, in bianco e nero poi sono splendide.
Proprio Rieti di cui parli, è l’ultima zona del centro Italia a far parte della cosiddetta cassa del Mezzogiorno, il confine, da Rieti in sù non è più terronia praticamente, e lì ne hanno avuti tantissimi di finanziamenti, infatti c’è un’area industriale fatta di capannoni molto estesa e addirittura ci sono non solo vecchie strutture come lo zuccherificio, ma interi prefabbricati enormi e nuovi ma abbandonati e inutilizzati
Karat45
Lo so… in effetti i dintorni di Rieti sembrano il cimitero di una città industriale.
Laura
Che tristezza… Io potrei invece postare un bel po’ di foto di edifici recenti e costruiti a nuovo con i soldi di tutti noi ma mai utilizzati e lasciati allo sbando più totale. Questa è un’altra faccia della nostra Italia vittima dei giochi di potere della politica, come dici tu, desiderosi solo di raccogliere finanziamenti dallo stato.
Laura’s last blog post..Grande Trap!
Marco Bellucci
Complimenti per gli scatti, molto molto belli.
Marco Bellucci’s last blog post..iPhone, Tim e qualche rumors