Si accende il giorno

Il titolo del post è omonimo al titolo di un libro di Domenico di Cesare (hòbo editore, 2006) che ho acquistato quasi per caso.
Nelle sue centocinquanta pagine viene narrata/ricostruita parte della vita di Beatrice Cenci, figlia di Francesco Cenci, nobile romano vissuto alla fine del sedicesimo secolo. Francesco era un uomo terribilmente violento e dedito ai peggiori vizi, tra cui la violenza sessuale di ragazzi e ragazze, che compiva sprezzante davanti ai suoi congiunti (tra i quali Beatrice). Lo scenario è la perversa Roma dei papi, dove bastava avere i soldi per pagarsi la libertà (e Francesco usufruì varie volte di questo privilegio) e dove l’etica religiosa era sottomessa agli affari e alle necessità del potere (meno male che oggi non è più così… vabbé, scherzo dai).
Il libro di Di Cesare è la ricostruzione, ondeggiante tra la ricerca storica e la volontà di interpretare l’interiorità del tormentato personaggio, di come Beatrice, oppressa e distrutta dalla tirannia e dalle violenze (anche sessuali) subite dal padre, impossibilitata a vivere una vita piena e costretta a subire angherie di ogni tipo, sia arrivata a tramare e realizzare il parricidio, avvenuto nella Rocca di Petrella in provincia di Rieti, in collaborazione con la matrigna Lucrezia, con i fratelli Giacomo e Bernardo, con il castellano, suo amante, Olimpio Calvetti e con il maniscalco Marzio.
L’omicidio è il punto di svolta del libro, che fa scendere in campo un altro personaggio: il vaticano con le sue gerarchie. Gli assassini provarono a far credere che la morte del simpatico Francesco fosse stata accidentale, ma una serie di errori che, se avessero guardato più puntate di C.S.I. non avrebbero sicuramente commesso, fece partire le indagini delle autorità vaticane, interessate più a confiscare i beni dei Cenci che a fare giustizia (in fondo i presupposti per ridurre la pena c’erano tutti).
L’esito fu fatale: a parte Bernardo, discolpato dal fratello Giacomo, e Olimpio, ucciso in anticipo per prevenirne la confessione, nel 1599 Beatrice e gli altri vennero condannati a morte, in seguito ad un lungo processo in cui furono torturati in vario modo, e giustiziati a Roma a Ponte Sant’Angelo, davanti ad una folla di cinquecentomila persone, tutta dalla loro parte (come ho già detto, Francesco Cenci non era proprio amatissimo a Roma).
Un libro veramente ben scritto, scoperto quasi per caso, forse un po’ retorico in alcuni passaggi, ma capace di aprire uno squarcio sulla società dell’epoca e su una storia affascinante quanto tragica.
Per saperne di più su Beatrice Cenci: CLICCATE QUI
Tanto per dare un link di riferimento, nel caso vi interessasse acquistare il libro (non credo goda di una distribuzione capillare): CLICCATE QUI
  
 
   







Mika
Eh si, se ci fosse stato C.S.I. nulla potrebbe essere trascurato.
A parte tutto, la trama sembra interessante.
Mika’s last blog post..Dato che…
Nightlight
.. tra l’altro l’argomento è stato trattato ieri nella fiction su Caravaggio (bellissima, da vedere)
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Vipera76
Qualche mese dopo fu arso sul rogo Giordano Bruno, uno dei filosofi più geniali della storia. Ieri, se non sbaglio, ricorreva l’anniversario della morte. Temo che, anche se in forme differenti, il clericalismo spinto e la caccia gli eretici stia tornando…
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Alianorah
Che tipino Beatrice…certo non si è annoiata.
bvccvvbhjbbu
libro molto triste ma davvero emozionante!!!da leggere!!