Schifani pulcherrimus est. E pure un po’ ovest.
Non lasciatevi ingannare dal nome. Schifani è un uomo bellissimo. Pare infatti che Rocco Siffredi, passato dall’altra parte della perticata, lo stia corteggiando in modo insistente per averlo come protagonista del suo prossimo film, “Fronte del riporto”, storia maledetta di un giovane adone siciliano, dedito alla pesca dei polpi, che difende la propria verginità politica a tutti i costi, ma che, alla fine, cede alle avances brianzole di un nano deforme, arricchitosi attraverso indovinate occlusioni intestinal-politiche ed astute mosse commercial-liberali, quali, ad esempio, l’associazione a delinquere di stampo mafioso e la corruzione creativa di giudici e pubblici ministeri [in una nota stampa, l’ex-porno divo, stupito dalle accuse di calunnia mossegli da alcuni forzisti, ci tiene a precisare che ogni riferimento a vicende realmente accadute è puramente casuale.]
Ma forse i soliti comunisti invidiosi hanno rovinato tutto. Pare che il Senatore Willer Bordon abbia gettato dell’ignobile fango sul bel Renato, accusandolo d’avere l’alito che puzza di vino e d’essere usuale all’ubriacatura.
Non ho parole per descrivere a che grado può arrivare la cattiveria umana quando è mossa da malcelata invidia per un uomo, la cui unica colpa è quella d’essere stato creato per essere una macchina da sesso.
  

 
   







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