25 Aprile

Domani è il 25 Aprile.
Mi viene in mente una frase di Italo Calvino sul combattere giorno per giorno per liberarsi, o qualcosa del genere.
Celebrare il 25 Aprile come vogliono i muffi rappresentanti dello stato significa aver dimenticato il significato di questa data, che non è solo la festa della liberazione dal Fascismo, ma anche il simbolo di un popolo che ha rialzato la testa dopo un periodo nero (in tutti i sensi).
Non ricordiamo la liberazione pensando a ciò che è stato ma combattendo nel presente per fare in modo che la cultura che ha portato al ventennio non ritorni in altre forme.
Perché il fascismo non ritornerà più come fascismo, ma può rincarnarsi in forme più moderne che, apparentemente dissimili dall’originale, sono in realtà il frutto di un clima culturale simile e sovrapponibile in molti punti.
Essere antifascisti oggi significa non solo ricordare, ma anche ritornare culturalmente attivi contro certi fenomeni che vogliono portarci alla deriva.
Essere antifascisti oggi significa spesso combattere contro se stessi e la semplicità di un pensiero che consola nell’immediato ma nasconde il nulla in prospettiva.
Non limitiamoci alla memoria delle lapidi, cerchiamo di creare noi una nuova memoria fatta di carne e vita che non sia sacra, perché tutto ciò che si considera sacro nasconde l’inganno dell’illusione, ma vera.
  
 
   







Marcello
quoto tutto quello che hai scritto!
Alianorah
La libertà è uno stato d’animo, uno stato mentale, non solo una parola da festeggiare. Oggi siamo liberi da chi? E liberi di che? Ma soprattutto, per quanto ancora?
Alianorah’s last blog post..Un amore un po’ così
schatten
Il fascismo si e’ gia’ tristemente reincarnato, o hai dei dubbi?
Ho solo la speranza che questo altro ventennio prima o poi finisca, con una nuova liberazione.
Ma considerando il grado di depressione e frustrazione di coloro che vorrebbero resistere, la mia speranza si dissolve.
Festeggiamolo, questo 25 aprile, finche’ si puo’.
Buona liberazione a tutti noi
thelondoner
Mi spiace ammetterlo, ma non sento minimamente questa festa nazionale. Mi pare che di fascismi, in forme più o meno blande, la nostra politica sia piena. A scuola non se n’è fatto cenno, figuriamoci.
Sono come… anestetizzato.
Ed è grave.
thelondoner’s last blog post..Sacrilegi S.p.A.
Mauro
Che peccato che non vengano anche ricordati gli eccidi dei partigiani ROSSI in friuli, trentino e nella ex italiana istria, ragazze stuprate da gruppetti di “liberatori” e poi uccise, migliaia di italiani infoibati e una caccia a tutti coloro che non appoggiavano l’arrivo in italia del nuovo regime comunista di Tito come i partigiani BIANCHI. A scuola di questo non se ne parla (storia italiana dal 1946 al 1949), Togliatti braccio sinistro di Stalin e responsabile della “Sezione Latina” del nuovo movimento mondiale comunista se ne guardò di metterli nei testi di storia. La lezione che viene dalla liberazione d’italia e la condanna dei regimi… siano essi FASCISTI, COMUNISTI, RELIGIOSI, ecc… studiate la storia…. serve sopratutto per capire il presente.
dorian
concordo con il post, ma credo che non solo sia necessario ricordare, ma soprattutto CONOSCERE e FAR CONOSCERE ciò che è successo in Italia dal ’43.
come sempre molte volte ci si riempie la bocca di parole che suonano imponenti, ma che sanno di vuoto.
oggi si parla di “liberazione” e non di “resistenza”. vorrà dire qualcosa?
un paio di settimane fa un tale marcello dell’utri si è arrogato il dovere di revisionare i testi di storia per privare i partigiani di quell’alone di mito che gli è rimasto.
ed io dico (leggendo anche il commento che precede il mio): gli episodi citati, senza dubbio tragici e inqualificabili, rappresentano davvero per gli italiani del 2008 la cosiddetta “resistenza”?
è questo tutto ciò che è rimasto? parlare di PCI come ne parlavano i democristiani 60 anni fa, salvo sparare su di loro sotto mentite spoglie?
ricordare le foibe (per altro più volte ricordate anche ufficialmente) e non le fosse ardeatine, non il bosco delle castagne o le 4 giornate di napoli?
iggy
karat, si è già reincarnata. anzi, non si è mai scarnata visto che l’italia è l’unico paese dove la guerra si sia conclusa senza processi e senza condanne. all’amatriciana, alla ceppalonica, all’arcorese, alla volemose bbene, mentre altralpe (a norimberga) si celeravano processi ed eseguivano condanne.
iggy
mauro,
è studiando la storia che ho imparato che in italia un regime comunista non c’è MAI stato. la guerra civile, dall’8 marzo 43 a fine aprile 45 invece si che c’è stata. ed è proprio in quei due anni che molti fascisti hanno riconsegnato divisa e armi e sono “improvvisamente” diventati partigiani bianchi.
iggy
buona festa della liberzione dal nazifascismo.
buon 25 aprile.
io vado in corteo.