Donne
Scusate la superbia, ma certe volte mi sembra di essere più femminista delle donne. Sarà che sono cresciuto ascoltando amiche in cerca di sfoghi (sì ero lo sfigato con cui le donne piangevano per ore quando il bastardo di turno le trattava coerentemente al suo ruolo… ovviamente finite le lacrime passavano al bastardo successivo e si dimenticavano dello sfigato), sarà che non ho mai sopportato certe imposizioni culturali, ma francamente tendo a non capire certe involuzioni della società.Lasciando stare l’ambito della politica, dove il maschilismo regna sovrano (vedi le varie battute uscite dalla fogna… pardon, bocca di Silvio) e le donne di partito si umiliano in cerca di popolarità rispondendo a questionari gossippari su perizomi e amenità varie, vorrei parlare di problematiche più “casarecce”, ovvero dello strano malcostume delle donne di annullarsi per far felice l’uomo di turno (delle “miniprostitute” parleremo un’altra volta, che anche quelle sono interessanti) o, meglio, il proprio ambiente sociale.
Ora, tendo ad essere esagerato, lo ammetto, ma vedere ragazze/donne che abbandonano tutto (lavoro, studio, amicizie, sogni e così via) per sfornare eredi per l’ometto di turno un po’ mi fa incazzare. Ultimamente mi sta capitando troppo spesso di vedere persone “rinunciarsi” per poter convolare a nozze. Gente che ha studiato si riduce a prendere parte ai terribili club delle mamme, in cui si parla a turno: della cacca del bambino, della pappa del bambino, del sonno del bambino, di quando il bambino ride e di come è intelligente perché dice “gah” ogni volta che il padre gli sorride.
Si tratta di ambienti chiusi e inaccessibili a chi non abbia sfornato almeno un pargolo (avere un blog non conta). Non sto dicendo che la maternità sia una brutta cosa, anzi, solo che questo abbandono completo al ruolo di casalinga perfetta, con la chiusura completa verso qualsiasi altro argomento, comincia a rendermi odiose persone a cui attribuivo il massimo dell’intelligenza. Ovviamente gli uomini non ci pensano minimamente ad abbandonare la loro vita precedente per diventare casalinghi e tutti i sacrifici vengono richiesti alla donna, che deve apparire sempre felice delle sue rinunce. I figli e la vita familiare vengono usati come giustificazioni per qualsiasi problema, quando poi spesso i problemi stanno altrove e andrebbero ricercati nella forzosità di celte scelte che poco hanno a che fare con l’amore.
Scusate se parlo in senso generale… ovviamente so che esistono molti casi differenti e ne conosco anche alcuni. Ma ultimamente me ne stanno capitando troppi troppo simili al prototipo superficialmente esposto e mi sono scoperto intollerante verso questo modello di società ancora legato ad un moralismo ottocentesco. Speravo che la donna che si sente realizzata soltanto quando diventa sposa e madre fosse morta, estinta, e che questi due eventi fossero diventati due possibilità, magari anche splendide possibilità, perché no, ma che non fossero il fine per cui arrivare a rovinarsi la vita accanto a persone che magari si odiano pure, tanto per non scontentare le aspettative di chi ti sta intorno.
Ovviamente sono conscio che un discorso del genere fatto da un uomo potrebbe apparire inopportuno… ma voglio farlo lo stesso. Forse perché sono cresciuto considerando le donne più sensibili e intelligenti rispetto alla controparte maschile… e sinceramente non riesco a rinunciare alla speranza che certe situazioni cambino. Modificando la mentalità dal basso, forse arriveremo anche a vedere donne leader non costrette a dichiarare di non averla data via per arrivare dove sono. Quello sì che sarebbe un bel giorno. Foto di: BARUDA
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Luigi "ABS" Ruffolo
“(avere un blog non conta)”

Ovviamente sottoscrivo… è orribile tutto ciò.
gse
1- devi considerare che per alcune l’istinto materno va sopra qualsiasi desiderio di carriera etc.. quindi a volte non è proprio un “rinunciarsi” 2- sono convintissima che molte scelgano la via facile, ossia darla via, per raggiungere un obiettivo, non perchè costrette, ma per pigrizia (o magari perchè a loro piace così). almeno nel nostro paese mi sembra si siano raggiunti pari diritti per tutti. quindi se una donna non è in grado di raggiungere una posizione senza darla via, a mio parere, o non ne è capace, o la considera una via facile. 3- sono solo d’accordo sul fatto che un uomo, una volta che si è scelto di formare una famiglia, potrebbe partecipare maggiormente nella crescita del bambino ove è possibile senza sentirsi esonerato una volta portati a casa i soldi, anche perchè, spesso ormai, anche la donna contribuisce economicamente alla famiglia.
MademoiselleAnne
Bisognerebbe sradicare una mentalità sbagliata, una mentalità che fin da piccole insegna a noi giovani bambine che prendersi cura della casa, imparare a “spicciare” (a roma si dice così) è prioritario, se poi impari pure a fare le fettuccine in casa allora sì che sarai una brava moglie.
Poi ci pensa pure la società, che magari ti propina spot in cui la bambina di turno, pur di accalappiarsi il marito distratto dalla partita, gli prepara una bella cenetta a base di sottilette.
E un po’ ci pensiamo pure noi, che ancora non ci siamo abituate a non considerarci Wonder Woman, a non considerarci un fallimento se non abbiamo la casa uno specchio e/o non riusciamo a portare nostro figlio a scuola tutte le mattine.
Sì, sono molto delusa. Per me stessa, per le generazioni passate ma soprattutto per quelle future.
flo
Uaoooo, e con questo mi hai colpita!
(Abbbbbbbsss, non essere ggeloso)
iridefelice
il problema è proprio questo…cercare di non scontentare gli altri…e fossilizzarsi e non pensare alla propria identità…o + che altro pensare all’identità in funzione degli altri..
pensare a se stessi prima di tutti.
Divara
Annosa questione.
Torno e ne riparliamo, eh? ché son di fretta.
Solo un appunto: chi te lo fa fare di avere un lavoro di merda e sottopagato (come per il 70% delle persone) e rinunciare a vedere crescere tuo figlio? Perché se una donna lavora delega tutto ad un’altra persona: la nonna, l’asilo nido, la baby sitter. Vedere il tuo bambino la mattina e la sera e la domenica è crescerlo?
angiola [fai informazione]
bravo Prostata!…….sono perfettamente daccordo,il comportamento delle donne invece di progredire,indietreggia!…………. forse sono un po’ sbandate……che non sarà colpa della pubblicità?………..scherzo ovviamente……..anch’io noto specie qui al Sud che la massima aspirazione è trovare un uomo,di cui pentirsi subito dopo,fare un figlio di cui pure pentirsi subito dopo!………forse perchè…qui oltre al ruolo di madre e moglie,non se ne intravedono altri…….non ce ne “sono”…altri!
profondoblog
1) Quando usciamo a cena?
2) E’ nel dna della donna comportarsi nel modo che hai descritto, così come è nel dna dell’uomo essere egoista e aggressivo nei suoi confronti: sono queste caratteristiche che hanno permesso che la specie umana non si estinguesse.
Oggi però non è + necessario seguire selvaggiamente la propria natura, per lo meno nei paesi sviluppati, ma pochi hanno l’intelligenza necessaria per essere al di sopra del primitivo spirito del loro dna; così tutto resta come milioni di anni fa: l’uomo che se ne va in giro a spupazzarsi le donzelle per fecondarne il maggior numero possibile, la donna che se ne sta in casa a curare la prole che ne deriva…
3) naturalmente offri tu la cena
la pippa
Il tuo discorso non è per niente inopportuno,condivido tutto,e apprezzo il fatto che sia un uomo ad affrontarlo,mi fà rabbia vedere tante donne che hanno faticato per laurearsi,per farsi strada in questa società maschilista,e poi…….spegnersi,annientarsi,solo perchè,il padrone di turno,ordina che la casa deve essere lucida,i calzini sempre a portata di mano,la cena sempre pronta,la torta di mele e il pupo iper protetto,naturalmente senza nessuna collaborazione da parte sua,è un lavoro da donne.Ogni tanto guardo un bellissimo film:Far From Heaven,molto Americano,ma rispecchia anche la realtà Italiana.Meglio spararsi che ridursi così.