E tu sei lì che fremi e vorresti fare mille domande

E tu sei lì che fremi e vorresti fare mille domande.
Li guardi in faccia e un po’ ci soffri nel vedere il giornalista che ridacchia insieme al politico di turno.
Hai molto da chiedergli, negli ultimi quattordici anni ci sei stato e sai quello che è successo.
Vorresti che venissero fatte domande sui mille scandali che hanno distrutto il paese, vorresti che le domande non fossero solo piattaforme per comizi comici e idioti, ma mezzi per fare chiarezza e per costringere all’angolo l’interlocutore, mettendolo davanti alle sue responsabilità.
Vorresti non vederla più certa gente con il suo sorriso ebete che palleggia le parole per sedurre lo sprovveduto di turno.
Perché in fondo un po’ ci credi e speri sempre che qualcuno si alzi e gli spiattelli in faccia il vero male del paese, che gli sputi addosso anche la tua rabbia. Speri che quella furia che ti porti dentro trovi un qualche sfogo, che sia condivisa.
Però rimani deluso, perché sono tutti lì che ridacchiano e tu, con la tua costernazione, ti senti inadeguato.
Sai che il prossimo parlamento farà il record di condannati che dovranno decidere anche per te.
Sai che nessuno ha pagato o pagherà per il disastro che hai intorno.
Sai, e non te ne capaciti, che tu non avrai rappresentanti mentre la mafia ne avrà più di uno, perché in televisione la mafia la vogliono combattere tutti, ma poi i mafiosi vengono comunque candidati.
Uno che se ne è andato, eliminato dalla sua stessa avidità, finisce che ti riappare in televisione e ti chiede i danni. “Chi mi ripaga?” E tu sei lì che vorresti strappare il microfono dalle mani di quei cadaveri che gli sono davanti e chiedergli “e a noi chi ci ripaga per gli anni in cui sei stato in parlamento facendo i tuoi porci comodi?”
Ma sei costretto al silenzio. E questo ti fa star male.
Perché avresti mille domande da porre, ma ti rimangono strozzate in gola e con le settimane i mesi e gli anni cominci a temere che s’incancreniscano.
Mentre la rovina va avanti.
  
 
   







Stefano
Ci si può nutrire di pensieri fuori dal coro di questi “giornalisti” pupazzetti, i pensieri e gli scritti di persone che cercano, nel marasma dell’informazione-deformazione odierna, tracce di realtà-verità con inchieste e studi approfonditi (e non scrivono corbellerie tratte dal “sentito dire” o, peggio, dettate da pelosi interessi personali).
Queste persone, angeli custodi della vera informazione, esistono e qui ne elenco alcune:
Antonella Randazzo (www.antonellarandazzo.blogspot.com)
Daniele Martinelli (www.danielemartinelli.it)
Pino Corrias, Peter Gomez e Marco Travaglio (il sito “voglio scendere”)
Piero Ricca & meet-up di Beppe Grillo (anche se a volte, per il mio personale parere, esagerano nell’enfasi e questo potrebbe essere un danno)
Con forte speranza di cambiamento delle coscenze
Stefano
Mika
Su, su, si può sempre sperare che Apophis riesca ad entrare in rotta di collisione.
fabrizio
Eppure se avessimo il coraggio di uscire dalla prigione di uno sdegno virtuale quanto sacrosanto… io propongo di darci appuntamento in Piazza Colonna, con un bel paniere di uova marce – come hai tempi di mani pulite – basterebbero cento persone al giorno che facessero il loro dovere di lanciatori, perché così non si può andare avanti.
S.B.
Un’invasione barbarica ci vuole !
S.B.’s last blog post..Si stava meglio con i giornali di carta