Quell’oscuro oggetto del desiderio: capire Walter Veltroni

Politica | defecAutore: | April 10th | 7 sostenitori di Mastella

Quadro scuro
Foto di: Kent Johnson


Ieri sera, ascoltando Veltroni da Vespa ho avuto uno strano moto interiore. Se dovessi definirlo credo che userei la parola “accomodante”, ma nella peggiore delle possibili accezioni.

Sinceramente mi aspettavo di più dalle sue parole, invece pare sia un maestro nel tergiversare. Attacca senza portare mai affondi, espone senza esporsi e, seguendo la logica dell’ombrello sulla macchina da cucire, associa l’inassociabile risultando un po’ Dadà, un po’ (troppo) piacione.

È contro la mafia ma si guarda bene dall’attaccare Berlusconi sulle dichiarazioni d’amore fatte a cosa nostra. Quando accenna all’argomento è quasi intimidito. Non fa nomi e, indispettito da se stesso per aver osato tanto, cambia subito argomento favorito da un Vespa compiacente che probabilmente temeva di dover affrontare una questione così spinosa per il suo principale (ricordiamo sempre che “Vespa è Vespa”).

Ieri sera volevo farmi convincere. Lo ascoltavo e in fondo alcune cose che ha detto mi sono anche piaciute. Ma ho anche avuto l’orrida percezione dell’esistenza di un limite che non vuole mai valicare. Sta sempre lì ad ondeggiare tra le parti. Tra la vita e la morte. È una specie di coma vivente.

In fondo ha parlato con estremo buon senso, ma non è mai stato nevralgico. Capisco evitare una campagna elettorale urlata e lo condivido. Ma prendere posizione non è urlare è… essere. In questo momento Veltroni sembra un non-essere. Scivola sugli argomenti, li abbraccia e li lascia con la leggerezza della spuma del mare. Li schiva senza affrontarli e, quando se li trova davanti e non può usare tattiche elusive, li deforma a suo piacimento, forte di una dialettica sicuramente più raffinata e colta di quella becera e televisiva del suo avversario.

Ma si tratta di miele in cui è difficile scavare, mentre alcuni nodi fondamentali per la vita del paese (come il conflitto d’interessi) rimangono in un limbo da cui nessuno ha voglia di farli uscire.

                   

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  7. April 10, 2008 at 11:40 pm
    Alianorah

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