Cucuzzazione Insipiente.
Dopo la calvizie incipiente e l’aerofagia putrens putrens, la più bruttissima malattia della società mediatica è la Cucuzzazione Insipiente.
La CI è una sindrome (eponima), cioè un insieme di sintomi che si manifestano con l’interessamento di più organi (di stampa, in questo caso), d’origine virale, la cui massima espressione patogena viene per l’appunto somministrata dal programma di Rai Uno, “La vita in diretta”, magistralmente condotto da Michele Cocuzza.
In questo programma abbiamo una sintesi di quello che poi avviene anche su molti altri media, da Studio Aperto ad OKNOtizie (chiedo scusa all’intera redazione di SA per l’irriverente accostamento).
Il fenomeno è questo: il passaggio repentino ed inquietante da notizie strappalacrime a notizie di gossip, con ripetizioni sempre più frequenti ed inverosimili.
Possiamo quindi assistere alla convalescenza di quel grande e grave malato dell’immaginario collettivo che era la televisione, saltando dal palo della flebocrisi antitrash, alla frasca del dissesto del palinsesto, come scimmie impazzite ed urlatrici, in una pessima imitazione delle cucuzzine, le inviate de “La Vita in diretta” che strillano per le sagre di paese, tra uno sciabordio di cotiche ed un pout-pourrì di volti post-felliniani, tragicamente troppo comuni per essere veri.
Oppure, più prosaicamente, da un delitto, da una vita strappata e da un cancro ben piantato, ad un calendario sexy, ad una soubrette alla ventiseiesima crisi coniugale, sino al nulla dell’occhio vitreo di Michele “facciadichiurlo” Cocuzza.
[gangliO]
  

 
   







malmsteen
Ancora esiste Cucuzza??? meno male che grazie a internet la tv nn la guardo +
Ganglio
Fai male. Per capire come vanno le cose in Italia bisogna guardare anche la televisione. Ma non è da tutti, me ne rendo conto.
phoebe
Causa due giorni di febbre ho sperimentato la tv del pomeriggio. Tra De Filippi e Cuccuzza, mi è stata subito chiara una cosa: l’Italia è un paese di idioti subumani drogati dalla tv. Liti costruite, gossip e silicone la fanno da padrone, mentre tette e culi di fuori alle quattro dle pomeriggio ricordano che la fasci protetta non esiste se non per qualche innocuo (ma lascivo per il moige) cartone animato giapponese.
Triste.
Ganglio
Non posso che essere d’accordo.