Il cancro siamo noi.
Quello che negli anni sessanta era un piacevole e dylaniano canto da capelloni e figli dei fiori, oggi è diventato un assordante grido d’allarme. Solo che nessuno sembra udirlo. Il problema è la nostra amata-odiata Terra e la capacità dei suoi ecosistemi d’attutire le tremende mazzate che le stiamo infliggendo. Questa capacità di sopportazione si chiama resilienza ed ormai molti scienziati, tacciati di catastrofismo, sostengono sia agli sgoccioli.
Siamo stati abituati a pensare in modo lineare, a credere che non si possa passare da due stati d’equilibrio molto differenti in modo repentino, ma studi recenti sembrano confermare che in realtà questo salto ambientale (che assomiglia tanto ad una catastrofe) non solo è possibile, bensì è anche molto vicino ad accadere. È già successo – ma fu un disastro! – qualche migliaio di anni fa in quello che oggi è il deserto del Sahara, un tempo popolato da alligatori, ippopotami e pesci, mentre adesso non è nient’altro che un’immensa spiaggia molto lontana dal sardinismo della riviera romagnola.
Altro triste esempio, ed altro allarmante segnale della crisi ecosistemica, è il lago D’Aral, intensivamente sfruttato dal regime sovietico ed ora pressoché scomparso lasciando un deserto intriso di pesticidi ed inquinanti vari, le cui polveri sono libere di sparpagliarsi per il mondo intero, fregandosene bellamente dei confini nazionali e delle frontiere.
Ma, come sempre, la comodità dei nostri agi induce alla minimizzazione. Un esempio lampante di quest’inerzia psicologica si è visto nelle moderne insurrezioni sudamericane: quando gruppi di sovversivi si sono organizzati per tentare di ristabilire un minimo d’equità sociale, le ricche famiglie della zona hanno preferito ignorare i segnali di pericolo che giungevano dai media e si sono asserragliate nelle proprie case, abbracciando i mobili e le suppellettili, anziché pensare di mettere al sicuro i propri affetti e le loro stesse vite. Inutile dire che non hanno fatto una bella fine.
Altro esempio è la psicologia del fumatore: che il fumo sia nocivo è ormai assodato, ma siccome i danni non sono immediati, sono molti quelli che li minimizzano o peggio li ignorano. Sino a quando la resilienza del corpo umano non va a puttane, lasciando il campo aperto allo scorrazzamento d’allegre e pasciute metastasi letali. Superato il punto di non ritorno, non è più possibile tornare indietro, altrimenti perché si chiamerebbe così?
Lo stesso sta accadendo alla Terra ed alla sua resilienza. Solo che il cancro siamo noi.
[gangliO]
  
 
   






lamb-O
Mbof, se mi permetti minimizzo: tolti di mezzo noi, l’ecosistema si riprenderà senz’altro.
Nel frattempo ognuno deve fare ciò che può nel suo piccolo; evitare di figliare, per esempio.
S.B.
Siamo un cancro che si eliminerà da solo se continua così…
S.B.’s last blog post..Lunedì 25 Aprile
iggy
siamo decisamente in troppi: pare circa 6 miliardi e 665 milioni ad oggi.
l’adesione al whemt è volontaria e gratuita
http://www.vhemt.org/
altro che crescita eccetera..
Alberto
Sono sempre più convinto che la nostra specie è uno scherzo di natura. Finito lo scherzo la Natura si riprende il suo, il gioco è finito e noi siamo fritti. Buon primo maggio.
Alberto’s last blog post..Primo maggio
lamb-O
Prima della fine del ponte mi dedicherò a un’autoimpiccagione esemplare. Stay tuned.
vique
C’è chi nega i cambiamenti limatici e ambientali;quello che mi fa inc********* e’ che la politica della destra definisce disfattisti gli ambientalisti
buon 1 maggio
Ganglio
Grazie Vique, anche a te. E buona nicotina!
Lamb-O, hai deciso di scrivere per antiblogger?
Luigi "ABS" Ruffolo
Luigi “ABS” Ruffolo:
Sì, dai, agnus-O… facci un bel focus/prot-O-preview on sull’impiccamento!
lamb-O
@ prostata: vedremo, vedremo…
@ Ganglio: è una proposta? Nel caso, da un lato sono già abbastanza scostante con gli scarsi impegni telematici che ho già; dall’altro, non credo che riuscirei a inserirmi bene nella vostra “linea editoriale” (chiamiamola così). Pertanto ringrazio ma declino ^^
Comunque vi seguo e vi apprezzo, beninteso.
babbizzone
non dimentichiamo di combattere l’elettrosmog e l’elettromagnetismo!!!!
sono le cause scatenanti dei tumori e dei linfomi .
girano e rigirano nell’atmosfera le nanoparticelle inquinate ed altamente inquinanti – che precipitando nel suolo con il nome di piogge acide -,dopo aver inquinato le colture ed i vegetali in genere, raggiungono le falde acquifere avvelenandole , *innescando così la reazione a catena che genera i tumori per gli avvelenamenti prodotti dall’uomo .
sono anni che a casa lottiamo contro il maligno……., generato dal nostro mancato rispetto per la natura e l’ambiente
Ganglio
Lamb-O, la nostra linea editoriale rasenta la scatologia conclamata, quindi…
flo
Noi abbiamo scelto di essere un cancro per il nostro pianeta perseguendo stili di vita basati sul nulla e costruendo una società degenere, in realtà siamo parte della natura e figli di questo pianeta, forse se ce ne fossimo resi conto in tempo oggi non saremmo a questo punto, ormai non ci resta che andare incontro alle conseguenze di ciò che abbiamo scatenato con la nostra dissoluta scempiaggine.
Se avremo la possibilità di rimediare ai nostri errori e poter costruire un domani migliore sarà una gran fortuna.
Ciao Ganglio