“Ma non era solo a Napoli che la gente aggrediva la polizia?”

Immagine: brullonulla
Spesso questo tipo di “bravate” (chiamiamole così) contro le forze dell’ordine, o contro chi comunque rappresenti l’autorità, vengono attribuite senza indugi ai napoletani. Sono solo i meridionali, nell’immaginario collettivo, per via della loro “caliente esuberanza anarchica” a non aver ancora completamente accettato il fatto che l’unico legittimo garante delle regole del quieto vivere comune e il depositario dell’uso della forza sia lo Stato (e quindi non camorra, mafia, Sacra Corona Unita e le altre varie organizzazioni criminali).
Questi duecento (!) giovani che se ne andavano a zonzo di notte per far girare un po’ l’economia (mentre “ai miei tempi” le priorità dei genitori prevedevano che si rincasasse puntualmente a mezzanotte, possibilmente senza fare il minimo rumore mentre si rientrava), invece, erano settentrionali doc. Certo, magari con qualche legame sudista più o meno antico… ma chi non ne ha? Sconvolgente. Non immigrati irregolari o cinesi contro i quali poter agitare (e magari, chissà, anche usare) legittimamente e comodamente gli appuntiti forconi delle ronde padane. Cosa si cela dietro tanta arrogante strafottenza? Probabilmente una certa insofferenza per specifiche regole non pienamente accettate dalla società, ma anche la mancanza di consapevolezza delle possibili conseguenze delle proprie azioni, dovuta probabilmente a un’educazione troppo “soft” e permissiva. O forse, più che altro, il fatto che ormai queste conseguenze non esistano davvero?
  
 
   







malmsteen
regole? quali regole?
ciccioz
I genitori di questi ragazzi “bravi” sono tutti figli del sessantotto italiano. E adesso ci sorbiamo le conseguenze.
ciccioz’s last blog post..Dico boh
la pippa
@Ciccioz-Ma che stai a dì?