Viagra per il cervello.

Viviamo in una società che ha gridato al miracolo per il lancio di una pastiglia di colore blu, in grado di curare l’impotenza maschile. Litri d’inchiostro sono stati versati tra battute e risatine, ore ed ore di trasmissioni televisive, di notizie ai telegiornali, col conduttore che ammiccava alle casalingue frementi, pronte a mollare padelle e tegami per fuggire via col mezzo busto di turno, disposte a concedergli fiducia incondizionata riguardo alla parte celata dalla scrivania, la parte più importante d’una società fallocratica e fallocentrica.
Viviamo in una società che ha una visione distorta del sesso, una società in cui Rocco Siffredi e Moana Pozzi sono considerati miti al di sopra d’ogni sospetto. La prova è la beatificazione mediatica post-mortem della nota pornostar, assurta agli onori dell’immortalità alla stregua di altre celebrità di cui si rifiuta l’idea che possano semplicemente tirare le cuoia come tutti gli esseri viventi.
Ed allora ecco che si trovano mille complotti e decine di testimoni pronti a giurare che Elvis, Moana, Jim Morrison, Bob Marley, e chissà chi altri, sono in realtà da qualche parte a fare baldoria, a godersi il loro gruzzoletto e fumarsi canne gigantesche, mentre noi ci rechiamo in pellegrinaggio sulle loro vuote tombe, per vedere se magari al posto della fotografia c’è un filmato che ci spieghi come sconfiggere la morte in dieci semplici mosse.
Viviamo in una società in cui è più importante spendere milioni per curare l’erezione degli irriducibili del sesso, dei novantenni bavosi che inseguono alla moviola le vecchiette nelle case di riposo, piuttosto che trovare una pastiglia per inturgidire i flaccidi emisferi di chi è di un’ignoranza colossale in tutto e pensa che un africano sia uno che scappa dai leoni e corre dietro alle gazzelle; e ne conclude che in Italia non si abbia necessità di nessuna prestazione del genere.
Viviamo in una società che ha paura dei sentimenti ed allora preferisce concentrarsi sulle manifestazioni concrete d’esistenza, sulla tangibilità del sesso e sulla penetrabilità dei corpi, piuttosto che sull’impalpabilità della mente e della conoscenza, aspetti troppo effimeri per essere considerati degni d’attenzione da parte di cervelli altrettanto precari e ancor più ematologicamente carenti.
[gangliO]
  
 
   





lamb-O
Questa volta ti do ragione, contento? =)
Le chiacchiere sul Viagra sono state forse IL punto d’inizio della mia insofferenza per la stampa generalista.
Ganglio
Molto. Però con cautela. Non vorrei sviluppare una dipendenza.
illa
Non ho mai preso in considerazione di fare l’attrice porno, forse perché obbiettivamente non c’ho il fisico, ma più che altro sarebbe stato oltremodo impegnativo fingere orgasmi pure sul luogo di lavoro.
Non posso dire neanche che la categoria attrici porno mi è particolarmente simpatica, dal momento che questa industria cinematografica ha distorto milioni di menti maschili adolescenziali che oramai quando incontrano una donna normale (me?) rimangono inevitabilmente delusi dalla sua..em.. “chiusura mentale”.
Di una cosa però mi stupisco ancora: Se è un mestiere così sdoganato e così figo, perché le donne che praticano parlano sempre di “film artistici”(???).
Ganglio
Perché fingere orgasmi è un’arte?
illa
Um..
Boh.
Naaa lo scludo.
angi
?…………!