Hitler
Come ha fatto Hitler a pervadere la Germania, e non solo, con la sua follia?
Come ha fatto un uomo basso, bruttino, mezzo ebreo e mezzo pelato a convincere milioni di persone che gli ebrei erano la causa di tutti i mali del paese?
Come ha fatto una essere umano che sembrava interpretare continuamente la caricatura di se stesso a convincere e a farsi seguire da così tanta gente sotto l’insegna della razza ariana formata da giovani alti, biondi, muscolosi e con gli occhi azzurri?
La storia non insegna nulla, questo ormai lo si è capito. Sta lì come un quadro morto a rappresentare la bellezza o la mostruosità di divinità mai esistite. Quello che le va riconosciuto è che dispone di un gran senso dell’ironia, mostrandosi spesso paradossale nella sua causalità inesorabile.
Alcune parole servono per stigmatizzare fenomeni da cui si vuole rimuovere la verità. Definire Hitler e i nazisti dei mostri è facile, ma non spiega nulla e, di fatto, non serve a niente, se non a mettere a posto la coscienza di chi è venuto dopo e ha dovuto sopportare il peso di tanta umanità.
Probabilmente Hitler non sarebbe esistito senza l’Europa.
Non è un’assurdità dialettica ma solo la presa di coscienza che il suo “carisma” non si rivolgeva certo ad una popolazione inerme. Il razzismo non si scoprì nella sua sola voce. Hitler era l’acqua per un campo fertile e già ampiamente lavorato e seminato.
Non era nulla, in se per se. Ma ogni fenomeno umano ha bisogno di una rappresentazione simbolica, di una mitizzazione e, di convesso, di una reificazione.
I tedeschi non ascoltavano solo Hitler, ma se stessi, le sue parole erano l’ipocentro di una cultura già ampiamente formata e fondata sulle pulsioni deliranti tipiche dei periodi di crisi.
Hitler fece semplicemente finire l’attesa incarnando le pulsioni e le astrazioni di un intero popolo, trasformandole quindi in una “pratica” razionale, ovvero dando logica cartesiana al delirio.
Ancora oggi, nelle parole di chi lo disprezza, la sua essenza non è umana ma puramente simbolica… e questa è una delle cause per cui molti ancora lo celebrano.
  
 
   







lamb-O
Il bello (‘somma) è che il consenso unanime sulla mostruosità del nazismo oggi consente la penetrazione senza remore di altre ideologie deteriori di diverso segno (turbocapitalistiche, occidentalistiche, imperialistiche ecc.).
Proprio perché, vuoi mettere col nazismo?
iggy
crisi, soprattutto, culturale.
à propos di causalismo. è casualmente casualistico, l’oggigiorno continentale..
phoebe
L’uomo giusto, al momento giusto, nel posto giusto. Casualità, vuoto di potere, mancanza di valori: dietro di lui ovviamnete c’è un po’ di tutto.
Mmm… questa storia mi sembra leggermente attuale…
Alianorah
Certo che se un campo non è pronto per la semina, non cresce niente.
Alianorah’s last blog post..Cinque minuti di felicità
Alessio in Asia
“Come ha fatto un uomo basso, bruttino, mezzo ebreo e mezzo pelato a convincere milioni di persone che gli ebrei erano la causa di tutti i mali del paese?”
Forse non ha convinto nessuno, i tedeschi in parte lo pensavano gia’. E’ bastata un’abile campagna propagandistica e la sua “fine” arte oratoria per convincerli che il problema andava risolto con la massima severita’.
Insomma, pensate che se l’estremista di destra Borghezio avesse a disposizione l’appoggio dell’elite economica italiana non riuscirebbe a convincere (ulteriormente) gli italiani che il primo problema da risolvere, oggi (2008!), e’ quello degli sporchi extracomunitari e rom, portatori di culture inferiori, impossibili da integrare, ladri, rapitori di bambini, feccia della terra?
Tra Hitler e questi nostri bei politici ci vedo poche differenze, se non, chiaramente, il fatto che negli anni ’30 la violenza era la prosecuzione della politica, mentre oggi bisogna “risolvere i problemi” con mezzi (in parte) diversi.
Alessio in Asia
“I tedeschi non ascoltavano solo Hitler, ma se stessi, le sue parole erano l’ipocentro di una cultura già ampiamente formata e fondata sulle pulsioni deliranti tipiche dei periodi di crisi.
Hitler fece semplicemente finire l’attesa incarnando le pulsioni e le astrazioni di un intero popolo, trasformandole quindi in una “pratica” razionale, ovvero dando logica cartesiana al delirio.”
Perfetto.
Alessio in Asia’s last blog post..Non sono razzista ma ODIO nomadi rumeni, extracomunitari e rom (e anche i FROCI non mi stanno tanto simpatici)