L’evoluzione dei trasporti secondo il popolo eletto.
“Alzai gli occhi al cielo e vidi un uragano, venire dal nord. In una grande nube, tutta circondata da bagliori, lampeggiavano fulmini. In mezzo ai lampi risplendeva qualcosa simile ad un metallo incandescente. Al centro della nube vidi quattro figure che sembravano esseri umani. [...] Avevano due ali spiegate verso l’alto che toccavano quelle dei vicini, mentre con le altre due ali si coprivano il corpo. Camminavano diritto senza voltarsi e andavano insieme dove volevano. [...] Vidi che i cherubini avevano sotto ogni ala qualcosa simile ad una mano. Notai anche quattro ruote, una al fianco di ogni cherubino. Le ruote brillavano come topazio. Avevano tutte la stessa forma ed ognuna sembrava intersecata da un’altra. Così potevano andare nelle quattro direzioni senza doversi voltare. Si dirigevano là dove era rivolta la testa dei cherubini e avanzavano senza voltarsi. Il corpo, il dorso,le mani e le ali di tutti e quattro i cherubini, come pure le ruote, sprigionavano bagliori. Sentii che le ruote venivano chiamate turbine. [...] Una specie di volta, splendente come cristallo, si stendeva sopra la testa degli esseri viventi. [...] Quando si spostavano sentivo il rumore delle loro ali: era simile al fragore di un’enorme massa d’acqua, simile alla voce di Dio Onnipotente, era un frastuono assordante come il tumulto di un immenso esercito. Quando si fermavano, ripiegavano le ali. [...] Sentivo anche un rumore che veniva da sopra la volta distesa sugli esseri viventi. Lassù, vidi qualcosa simile ad un trono di zaffiro e su quello sedeva una figura dall’aspetto umano. Brillava come metallo incandescente.“
Descrizione del carro celeste (Merkava) ad opera del profeta Ezechiele.
Ed ecco la sua versione moderna, ausiliata da una comoda e pacifica immagine:

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