EST + Allevi fa cacare savoiardi amari (ma forse non così tanto come si dice ultimamente around)

Musica,Video | defecAutore: | January 9th | 22 sostenitori di Mastella

Esbjörn Svensson è stato un pianista svedese purtroppo deceduto lo scorso anno alla bamboccionesca età di quarantacinque anni. Fatale pare gli sia stata la peperonata ingerita prima di un’immersione nell’arcipelago di Stoccolma nel corso della quale intendeva probabilmente pescare nuove, lungimiranti idee da integrare nella musica del suo complessino (si vocifera di un’incipiente svolta krautcock). Giovanni Allevi è un pianista (?) italiano in vita (?) da quasi quarant’anni dall’abbigliamento non particolarmente sobrio al quale, com’è noto, i nostri politici hanno di recente succhiato bipartizanamente l’augello in Senato.

Ora, non è che io voglia mettere in relazione in alcun modo questi due fatti e chi l’ha pensato anche solo per un istante è un savoiardo, oltre a essere in assoluta malafede. Esbjörn in gioventù ha amato molto anche la musica classica e il rock, esperienze dalle quali è poi fuggito. Difatti, un tale ha sostenuto che lo svedesone nuotante fosse uno dei pochissimi artisti jazz in grado di esprimersi con la forza bruta, la disinvoltura animalesca e quel magnetismo un po’ bestiale tipici delle popstar più sculettanti. Quasi a scusarlo per il fatto di suonare. Quello che suonava. Diciamocelo, oggidì se non sei immediatamente accessibile e canticchiabile anche dal più sfigato dei mammiferi gattovirgolizzati non sei nessuno. Il limite sta in te, capito. Non certo nel primate dalle orecchie foderate di ciddì di Allevi. Il quale peraltro nel suo genere, che è il pop da ipermercato, sicuramente non la “nuova musica classica contemporanea” della mia fava, non mi dispiace.

Sì, perché secondo me anche il pop da centro commerciale ha una sua dignità. Certamente molta di più delle scorciatoie verso la cultura, dei bignami della musica colta reclamizzati dal Mastrota di turno. Confesso di apprezzare gli arrangiamenti e l’immediatezza di alcuni pezzi perfino di — orrore! — Brinnei Spiars e Christina “i fianchi li ho lasciati a casa” Aguilera, vocalist che tra l’altro sa il fatto suo. La prevedibilità nella musica, come nella vita, talvolta (anzi, spesso) è piacevole. Tornare dal lavoro e trovare una casa calda, accogliente, ordinata, un cane che (almeno lui…) ti viene incontro, una tivvù che emette urla lancinanti, una birra ghiacciata nel frigo, tua moglie sull’idraulico, beh, son soddisfazioni. Il cervello umano è fatto per apprezzare anche e soprattutto cose semplici, certezze rassicuranti, come il sole, il mare, il giro di do. Specie se sapientemente valorizzato, pompato, botulinizzato dalle qualità, dal carisma degli artisti o dai capaci artigli di produttori sommersi dal danaro. Non è strettamente indispensabile inserire l’accordo strampalato nel bel mezzo del sano piatto di pasta e fagioli, per stupire il degustatore di musica dodecafonica al caviale.

Tornando al pianista marchiciano, esso ha un merito (ebbene sì). Quello di proporre insistentemente le proprie composizioni, credendo in se stesso (forse pure troppo: l’artista deve essere ambizioso sì, ma magari un’ascoltatina attenta a Koyaanisqaatsi o a Morricone prima di fare lo sbruffone con la musica pseudominimalista da colonna sonora gliela darei; così, tanto per capire che livelli stratosferici sono stati raggiunti dagli altri). Il quadrupede in questione non avrà certo il tocco miracoloso della Argerich (quanti di quelli che sbarellano per il peloso quarantenne l’hanno mai auscultata? Eppure non mi sembra che per apprezzare la sua versione dei Giochi d’acqua di Ravel sia necessaria una laurea in fisica nucleare). Anche se nell’ultimo, vero disco allevico, Evolution, intendo, ci sono tre/quattro composizioni piacevoli quanto respirare scorregge di Mastella (A perfect day e Angelo ribelle su tutte) sarebbe ingeneroso considerarlo un fermaporte totale. Se non altro ci sono spunti melodici, guizzi interessanti ogni tanto. Dubito, per dire, che il tema portante di Come sei veramente esca fuori anche al mio gatto quando decide di fare le vasche sul pianoforte.

Non tutti sono Mozart, che a quattro anni già si cibava di sinfonie altrui ed era in grado di stupire le masse con effetti speciali e pentagrammi ultravivaci. Si può raggiungere la maturità anche più tardi, attraverso sentieri accidentati e costellati di freesbee e di insuccessi. Resta il fatto che certi arrangiamenti orchestrali, oltreché inaspettati quanto una vittoria casalingua dell’Inter + arbitri FC contro un derelitto Chievo, sono semplicemente stucchevoli.

                   

Se non leggi almeno uno di questi post poco correlati un giorno morirai.

22 convinti sostenitori di Clemente Mastella

  1. January 9, 2009 at 11:48 am
    sunofyork
  2. January 9, 2009 at 11:53 am
    ...
  3. January 9, 2009 at 12:26 pm
    Obi-Fran Kenobi
  4. January 9, 2009 at 12:37 pm
    ...
  5. January 9, 2009 at 4:33 pm
    flo
  6. January 9, 2009 at 5:50 pm
    ...
  7. January 9, 2009 at 6:22 pm
    Marcello
  8. January 9, 2009 at 9:04 pm
    gelostellato
  9. January 9, 2009 at 9:20 pm
    Olpus Bonzo
  10. January 9, 2009 at 10:57 pm
    lamb-O
  11. January 10, 2009 at 12:14 am
    ...
  12. January 10, 2009 at 8:58 am
    felipegonzales
  13. January 10, 2009 at 12:24 pm
    PV64
  14. January 10, 2009 at 12:59 pm
    belphagor
  15. January 10, 2009 at 1:45 pm
    ...
  16. January 10, 2009 at 7:43 pm
    Olpus Bonzo
  17. January 10, 2009 at 7:46 pm
    madmac
  18. January 10, 2009 at 7:51 pm
    ...
  19. January 10, 2009 at 7:53 pm
    Olpus Bonzo
  20. January 11, 2009 at 5:42 pm
    FrancesGlass
  21. January 11, 2009 at 6:53 pm
    ...
  22. January 14, 2009 at 9:24 am
    paz83

Chi te la fa fare a commentare le mie cazzate?





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