EST + Allevi fa cacare savoiardi amari (ma forse non così tanto come si dice ultimamente around)
Esbjörn Svensson è stato un pianista svedese purtroppo deceduto lo scorso anno alla bamboccionesca età di quarantacinque anni. Fatale pare gli sia stata la peperonata ingerita prima di un’immersione nell’arcipelago di Stoccolma nel corso della quale intendeva probabilmente pescare nuove, lungimiranti idee da integrare nella musica del suo complessino (si vocifera di un’incipiente svolta krautcock). Giovanni Allevi è un pianista (?) italiano in vita (?) da quasi quarant’anni dall’abbigliamento non particolarmente sobrio al quale, com’è noto, i nostri politici hanno di recente succhiato bipartizanamente l’augello in Senato.
Ora, non è che io voglia mettere in relazione in alcun modo questi due fatti e chi l’ha pensato anche solo per un istante è un savoiardo, oltre a essere in assoluta malafede. Esbjörn in gioventù ha amato molto anche la musica classica e il rock, esperienze dalle quali è poi fuggito. Difatti, un tale ha sostenuto che lo svedesone nuotante fosse uno dei pochissimi artisti jazz in grado di esprimersi con la forza bruta, la disinvoltura animalesca e quel magnetismo un po’ bestiale tipici delle popstar più sculettanti. Quasi a scusarlo per il fatto di suonare. Quello che suonava. Diciamocelo, oggidì se non sei immediatamente accessibile e canticchiabile anche dal più sfigato dei mammiferi gattovirgolizzati non sei nessuno. Il limite sta in te, capito. Non certo nel primate dalle orecchie foderate di ciddì di Allevi. Il quale peraltro nel suo genere, che è il pop da ipermercato, sicuramente non la “nuova musica classica contemporanea” della mia fava, non mi dispiace.
Sì, perché secondo me anche il pop da centro commerciale ha una sua dignità. Certamente molta di più delle scorciatoie verso la cultura, dei bignami della musica colta reclamizzati dal Mastrota di turno. Confesso di apprezzare gli arrangiamenti e l’immediatezza di alcuni pezzi perfino di — orrore! — Brinnei Spiars e Christina “i fianchi li ho lasciati a casa” Aguilera, vocalist che tra l’altro sa il fatto suo. La prevedibilità nella musica, come nella vita, talvolta (anzi, spesso) è piacevole. Tornare dal lavoro e trovare una casa calda, accogliente, ordinata, un cane che (almeno lui…) ti viene incontro, una tivvù che emette urla lancinanti, una birra ghiacciata nel frigo, tua moglie sull’idraulico, beh, son soddisfazioni. Il cervello umano è fatto per apprezzare anche e soprattutto cose semplici, certezze rassicuranti, come il sole, il mare, il giro di do. Specie se sapientemente valorizzato, pompato, botulinizzato dalle qualità, dal carisma degli artisti o dai capaci artigli di produttori sommersi dal danaro. Non è strettamente indispensabile inserire l’accordo strampalato nel bel mezzo del sano piatto di pasta e fagioli, per stupire il degustatore di musica dodecafonica al caviale.
Tornando al pianista marchiciano, esso ha un merito (ebbene sì). Quello di proporre insistentemente le proprie composizioni, credendo in se stesso (forse pure troppo: l’artista deve essere ambizioso sì, ma magari un’ascoltatina attenta a Koyaanisqaatsi o a Morricone prima di fare lo sbruffone con la musica pseudominimalista da colonna sonora gliela darei; così, tanto per capire che livelli stratosferici sono stati raggiunti dagli altri). Il quadrupede in questione non avrà certo il tocco miracoloso della Argerich (quanti di quelli che sbarellano per il peloso quarantenne l’hanno mai auscultata? Eppure non mi sembra che per apprezzare la sua versione dei Giochi d’acqua di Ravel sia necessaria una laurea in fisica nucleare). Anche se nell’ultimo, vero disco allevico, Evolution, intendo, ci sono tre/quattro composizioni piacevoli quanto respirare scorregge di Mastella (A perfect day e Angelo ribelle su tutte) sarebbe ingeneroso considerarlo un fermaporte totale. Se non altro ci sono spunti melodici, guizzi interessanti ogni tanto. Dubito, per dire, che il tema portante di Come sei veramente esca fuori anche al mio gatto quando decide di fare le vasche sul pianoforte.
Non tutti sono Mozart, che a quattro anni già si cibava di sinfonie altrui ed era in grado di stupire le masse con effetti speciali e pentagrammi ultravivaci. Si può raggiungere la maturità anche più tardi, attraverso sentieri accidentati e costellati di freesbee e di insuccessi. Resta il fatto che certi arrangiamenti orchestrali, oltreché inaspettati quanto una vittoria casalingua dell’Inter + arbitri FC contro un derelitto Chievo, sono semplicemente stucchevoli.
  
 
   




sunofyork
a me allevi fa tenerezza.
ai concerti tra un brano e l’altro, fa sempre due o tre battute spiritose. però si vede che se le prepara a casa, e soprattutto, se senti due concerti, anche a distanza di mesi, sono sempre le stesse.
un po’ ripetitivo, come la sua musica
sun
sunofyorks last blog post..tie the knot
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Infatti con i soldi che guadagna potrebbe pure pagare qualcuno che gliene scriva di nuove! Ma poi vogliamo parlare di questo continuo autodefinirsi (anche nel libretto di Evolution) ingenuo, fanciullino, travolto dagli eventi? Se sei il Pascoli del futuro quantomeno lascia che siano gli altri a dirlo!
Obi-Fran Kenobi
Gne, problema mai posto perchè Allevi l’ho sempre visto per quello che è, cioè quello che tu descrivi, cioè un tizio che fa musica pop con il pianoforte. Piacevole, facile, GG.
Il problema di questi fenomeni commerciali è sempre capire se sono stati o meno strumentalizzati.
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Secondo me un po’ sì… Comunque le reazioni, anche eccessive, mi sembrano utili per ricondurre il fenomeno (in tutti i sensi) alla sua giusta dimensione.
flo
Nell’incipit da “Esbjörn Svensson” fino a “krautcock” mi s’è scatenata tutta una reazione di risata isterica in crescendo.
flos last blog post..Esistono infiniti blogger paralleli
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:*
Marcello
A me Allevi piaciucchia… non lo ritengo un genio, la mossa di farlo suonare al Senato, più che un riconoscimento alla sua levatura, è la classica mossa furbetta: si chiama Allevi per dimostrare che il Senato non è un luogo di cariatidi. L’uscita di Ughi è forse comprensibile, soprattutto a chi di musica ne mastica, e magari riesce a vedere la pochezza di Allevi, ma sa anche tanto di livoroso… Insomma, diamo ad Allevi ciò che è di Allevi (sottolineando magari che, pur alle soglie della quarantina, si presenta come un ‘nerd’ diciannovenne che per le movenze ricorda vagamente Pippo), ma nulla di più. Semmai, c’è da augurarsi che tra gli adolescenti che si comprano i dischi di Allevi, ce ne sia qualcuno che si uncuriosisca quel tanto da azzardarsi a spendere qualche euro per Mozart anziché per la Giuy Ferreri… ho i miei dubbi, ma non si sa mai…
gelostellato
Oh come mi è piaciuto questo post.
Davvero. Perché sul pop proprio la penso così.
Quel che infastidisce davvero è quello che si muove intorno
un po’ come tirare un sasso in una pozzanghera di cacca
(no, non sto pensando al senato. forse)
la cacca si muove e infistidisce, e il riflusso è ovvio che poi sporca il sasso, che di per sè la dignità di sasso anche ce l’avrebbe.
Olpus Bonzo
I savoiardi sono amari perché imbibiti nel caffè?
lamb-O
Concordo sulla sostanza – infatti, nonostante qualche apparente sciovinismo che ho mostrato in passato, sono convinto di avere gusti musicali decisamente banalotti.
Di Allevi altresì apprezzo l’elevata prensilità della chioma; spesso gli scivolo alle spalle, afferro i suoi riccioloni sbarazzini da paggetto di Dio, con decise e ripetute spinte gli sfascio il volto sulla tastiera del piano e poi mi sveglio tutto bagnato.
lamb-Os last blog post..Chi è hikikomori a Capodanno…
...
Marcello, bello il paragone con Pippo.
gelostellato, poetica l’immagine dello stagno caccoso… ci si potrebbe ambientare qualcosa dentro. Qualcosa di marroncino, probabilmente.
Olpus, fico il verbo “imbibire”, bisognerebbe obbligare i giovini a usarlo almeno tre volte al giorno!
lamb, ma anche sollevare lo sfortunato strumento, stile truzzo di Final Fight, e spettinarlo a suon di pianofortate!
felipegonzales
Allevi e’ un finto strano che ha avuto un successo spropositato (per essere bravo è bravo).
felipegonzaless last blog post..Insignito del Premio Dardos
PV64
Mah… a me sto Allevi non fa impazzire… bohh…
Ciaoo
:-DD
belphagor
Vuoi sposarmi ?
belphagors last blog post..Ah, la bel vie !
...
Ci penserò su.
Olpus Bonzo
A me puzza anche un po’ di ricchione Allevi, ma tant’è.
madmac
Bravo, certezze! certezze vogliamo! certezze abbisogniamo, non cambiamenti, NO CHANGE! NO RESTO! Mi dia almeno due caramelle al latte! Certezze!
madmacs last blog post..Il primo malanno del 2009 (una recensione)
...
Olpus, non sono sicuro che si possa dire ricchione in questo blogghe, devo chiedere al mio ginecologo.
madmac, di entrambe le cose, certezze e caravelle. Sapientemente alternate.
Olpus Bonzo
Beh allora dirò che Allevi secondo me è un po’ Ricky One.
FrancesGlass
Personalmente di Allevi non sopporto quella cazzata che ripete compulsivamente sulla musica che, per lui, è come una strega dispettosa (o qualcosa del genere) che va a fargli visita….
E solo ora ho scoperto che abbia 40 anni. Prima credevo solo fosse un giovanevecchio. Daaai, a 40 anni non puoi ripetere ad ogni intervista la favoletta della strega, su ._.
Ti lascio un saluto particolarmente affettuoso, ché non ti leggevo veramente da un sacco!
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Essì, sono i rischi del fanciullino di professione. Ricambio dirigendo metri cubi di affettuosità verso te.
paz83
Allevi, che devo ammettere, da ascoltare come ascolterei la canzone po pop porno la mattina non mi dispiace, mi dispiace che le mie palle si sfranzolino ogni qual volta cita il suo cazzo di gamberetto nella sfera, per il resto mi ricorda un’altro contemporaneo scassamaroni della musica, e intendo scassamaroni nel momento in cui al secondo pezzo hai già sentito tutto quello che può darti. E trattasi di Ludovico Einaudi, compositore tendente al Minimal, che se poi quel minimal diventasse nulla sarebbe meglio
paz83s last blog post..Berlusconi “protagonista del suo tempo”