Opinioni psichedeliche, sentenze ineducate e altri stoltiloqui

Month

giugno 2009

La solitudine del piromane

Bicicletta in fiamme

Mi affacciai alla finestra, risvegliato dall’odore. Inebriante, ottundente. Insistente, potentissimo. Particelle subatomiche, puzzle di umanità carbonizzata venivano a me, saltellanti. Salivano gioiosamente, ricamando eccitazione sulle mie papille. Mi sporgevo sempre più incurante del pericolo, quasi completamente esterno. Richiami inalberati dei parenti, annoiati in lontananza. Mi acciuffavano mani, artigli di dubbia provenienza.
Intanto lo vedevo, dalla finestra, si avvicinava. Più enorme, più importante a ogni passo.

Pornografia del trapasso

Iran elezioni

Ha fatto il giro di internetz negli scorsi giorni il video della studentessa iraniana soppressa arbitrariamente. Beppegrillo ha intimato ai blogger di diffondere il filmato. Mentre altri si sono incaponiti sulla sua presunta non veridicità. Alcuni fotogrammi indispensabili non sarebbero presenti. E poi manca qualcuno che abbia verificato sul posto, lei avrebbe potuto fingere, massì dai, Anna Magnani a ’sta Neda le fa un baffo, non vedi quella che stringe nelle mani è nient’altro che una fiala di pummarolaspray, siamo su

Basta post sulla morte di Michael Jackson, vi prego

Michael Jackson

Da degustatore di funky in tutte le sue salse non riesco a esimermi. Andiamo, non potete paragonarmi Michael Jackson a un Take That qualsiasi, o a quel ciccione di Simon Le Bon, solo perché “re del pop”, definizione apparentemente generosa ma che appiattisce e banalizza. Stiamo parlando di uno che ha reinventato i videoclip e la figura della popstar da combattimento. Un pezzo di anni 80 grosso così. Un Leroy Johnson eclettico gonfiato di anabolizzanti e in grado di bucare la dimensione un po’ farlocca del

Non tutti i buondì riescono col buco

Occhio labbra

Ha causato un certo parapiglia il buongiorno di Gramellini, L’altra donna, nel quale viene contrapposta al ben noto palmipede da arredamento tutto tette e culi che tappezza le camere da letto dei potenti e i giornali in questi giorni e non solo, una figura un po’ più eterea e tornita. Più discreta e beneducata. Meno arrampicata, travona e adulterata. Più anticamente e misteriosamente donna, diciamo. Sempre la solita minestra del vedo non vedo? Un punto di vista un po’ troppo fallocentrico e che sorvola bellamente

Fascista secondo Luttazzi

Satiro

Ho scovato un interessante megapost sul ruolo e sul perché della satira, curiosando nelle palestre (Luttazzi ha copiato l’idea da Spinoza che ha copiato lo stile da Luttazzi che ha copiato da Benny Hicks che ha copiato da). Secondo il famoso epurato bulgaro, prendere in giro le vittime, i malati o i poveracci non è cosa buona. Come dargli torto. La satira è nobile, in quanto infierisce sui cattivoni di fine livello. E percula potenti e dittatori, o aspiranti tali. Giusto ma, da come viene messa, mi sembra un po’… soffocante.

I referendum portano sfiga

Agorà

Mi sollazza tutto il gran parlicchiare che si fa in giro dei referendum sulla legge elettorale, la terza scheda sì, la seconda no, la prima boh, i quesiti potevano essere più così, più colì, ma se io voglio ritirare la scheda gialla e lanciare quella marrone, ma se voglio mettere una fetta di prosciutto crudo nella scheda Y posso poi aeroplaninizzare quella per i ballottaggi, alzare il quorum, abbassare il quorum, ma come, in Iran danno la vita per poter scegliere tra uno che taglia le mani ai ladri e uno che gli taglia solo i piedi e noi

Proporzionalità del pene

Incidente automobilistico

Stefano Lucidi (il cognome decisamente non ci azzecca) imbottito di stupefacenti e sprovvisto di patenti, lanciato a velocità folli, asfaltò due teneri fidanzatini sull’amata Nomentana tempo fa. Ora, in appello, i giudici hanno avuto la bella pensata di dimezzargli la pena, già non altissima (da dieci anni a cinque). Non si tratta di omicidio volontario (e su ciò sono d’accordo: anche nel processo ThyssenKrupp, lo dico a malincuore, mi sembra un po’ tirato per i capelli). Nel caso del dolo eventuale, bisognerebbe

Nessuna mosca è stata maltrattata durante questo post

Mosca

Le mosche sono curiosi e occhiuti insetti che viaggiano, nel mondo. La letteratura e il cinema, si sa, sono debitori verso questi strani esseri dalle troppe zampe. Senza di loro, la vita per l’uomo sarebbe probabilmente migliore, più vivibile, meno pruriginosa. Nessuno infatti verrebbe più importunato dai loro continui, psichedelici ronzii, nell’inferno delle stanze. Dai loro svolazzi, inutili, orrendi, interminabili. Estivi, concentrici, murati in forni incandescenti e condizionatori rotti. Anche la produttività aumenterebbe non poco.

Fame vera

Anoressia

Corpi anonimi esibiti in vetrine sconsacrate. Pelli untissime per forme sottovuoto. Alieni dal viso emaciato, gli zigomi urlanti gonfi di risentimento. Ossa ribelli che sporgono, che fuggono. Che balzano fuori senza preavviso, squarciando l’involucro di cuoio ben tirato e di omertà. Alla ricerca di realtà meno oppressive, di mondi ipocalorici impareggiabili. E merendine light giganti capaci di ascoltare. Arti orfani che deambulano senza conducente, triangolarità disperate semi-indipendenti. Macchine morte, forse. Ma determinatissime.

L’inevitabile post su Gheddafi

Gheddafi con la Carfagna

Gheddafi è uno di quei personaggioni immortali che ci accompagnano da sempre, per via di un successo straboccante prematuramente ottenuto in tenera età, e poi sapientemente amministrato nel corso dei millenni successivi. Sempre ben oliato, abbronzato e impomatato, sempre con quell’aria strafottente e un po’ sorniona da supereroe dei fumetti ben sfuggito ad attentati, malattie, risoluzioni ONU, bombette e bombardamenti vari. Ci si aspetta ogni volta di vederlo estrarre all’improvviso un microfono o una chitarra

Alone in the dark Uan (niù version)

Alone in the dark

lunga nera lucida
vettura sul sentiero
oltrepasso cancelli
una mano apre, rivela
suggerisce mondi arrugginiti

attraverso stanze poco frequentate a bordo di un vecchio cavallo a dondolo

Il PD è destinato a essere cannibalizzato?

Cannibali all'opera

È evidente che PdL e PD abbiano toccato i loro rispettivi picchi massimi, o giù di lì, alle scorse politiche. E che ben difficilmente raggiungeranno ancora quelle profumate vette, o le supereranno di molto. Quei risultati, che molti considerarono basi di partenza in vista di ben più rotondeggianti percentuali, in realtà furono ampiamente gonfiati dal richiamo al voto utile: zompate sulla mia scialuppona, presto, o l’esercito della malvagità sgranocchierà impunemente i vostri figli. Ma ora la banfa del “corro da solo gnègnè”

Viaggi temporali, personaggi che svaniscono nel nulla…

La spiaggia alla fine del mondo

Un aspetto di internet che mi ha sempre (dis)turbato è il suo dimostrarsi spesso così avara di materiale su autori scomparsi o passati di moda prima dell’esplosione termonucleare globale della rete stessa. A meno che ovviamente non si tratti degli arcinoti e degli arciclassici. Un esubero, un tripudio di voci inutili e ripetitive su personalità fin troppo conosciute e idolatrate che vanno a comporre una giungla di informazioni inestricabili per qualsiasi algoritmo… figuriamoci quelli progettati da informatici

Non mi basta più un tin-tin-zum-zinzum per farmi urlare al capolavoro dell’elettronica

Il negozio di dischi Sounds of the universe

Sounds of the universe è un negozio di dischi radical chic a Londra, ma, non essendo per il momento miliardario, non ho mai verificato di persona questa succosa informazione. Sounds of the universe è anche il titolo, suppongo fortemente autoironico, dell’ultimo disco dei Depeche Mode, ancora irrisi da molti o comunque presi poco sul serio per via di Just can’t get enough, una delle hit più tamarre o irresistibili dei primi anni 80 (in realtà partorita da Vince Clarke che poi fuggì schifato negli Yazoo/Erasure), e poi Everything counts in large

Elezioni europee + responsabilità politica dilagante e antiberlusconismo selvaggio

Manifesto elettorale elezioni europee

Ebbene sì, lo confesso. Sono fondamentalmente antiberlusconiano, e non ci vedo proprio niente di male, anzi (essere di sinistra mi annoia, come tutto ciò che contempli l’annullamento obbligatorio della personalità in favore del grande e irrazionale mucchio selvaggio; ci vedo più tanta retorica ammuffita e voglia di sentirsi superiori mentalmente, eredità del ‘68, che quella di affrontare nel miglior modo possibile le questioni concrete e i problemoni apparentemente insormontabili che ci si parano

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