I referendum portano sfiga
Mi sollazza tutto il gran parlicchiare che si fa in giro dei referendum sulla legge elettorale, la terza scheda sì, la seconda no, la prima boh, i quesiti potevano essere più così, più colì, ma se io voglio ritirare la scheda gialla e lanciare quella marrone, ma se voglio mettere una fetta di prosciutto crudo nella scheda Y posso poi aeroplaninizzare quella per i ballottaggi, alzare il quorum, abbassare il quorum, ma come, in Iran danno la vita per poter 
Atelier Teee – Agorà di Magdalena Abakanowiczscegliere tra uno che taglia le mani ai ladri e uno che gli taglia solo i piedi e noi ci permettiamo il lusso.
Gli italiani sono come la loro nazionale di calcio (che stasera verrà asfaltata dal Brasile, ok): molto pratici. Dal punto di vista elettorale, fanno solo quello che serve. Le elezioni politiche sono importanti e infatti da sempre vanno a votare in massa, manco ci fosse Jessica Alba o Johnny Depp in omaggio al seggio. I referendum sono uno strumento troppo debole, costoso, inefficace, anche solo per esprimere insoddisfazione per qualcosa. Sono (ab)usati spesso a sproposito e comunque il loro esito non è rispettato, se sgradito alla classe politica (turismoagricolturafinanziamentopubbliconucleare). Negli ultimi anni la cosa è risultata particolarmente evidente, e quindi gli elettori si sono regolati di conseguenza.
Sveglia, siamo già andati a votare per scegliere la legge elettorale, nel non lontanissimo ’93. La quasi totalità delle masse ha optato per il maggioritario, allora visto come ricetta maggica per sbarazzarsi dei corrotti (pffffff). Un plebiscito. Un esito referendario che raccolga oltre il 90% dei consensi dovrebbe essere come minimo scolpito nel travertino, inattaccabile e immodificabile nei secoli. E invece… Si è cambiato e ricambiato, legittimamente, dato che siamo tutti amanti e prodi difensori bannerinizzati della Costituzione. E su essa non è scritto da nessuna parte che il Parlamento, sovrano, non possa rilegiferare a piacimento su materie che siano state oggetto di referendum (non vedo nemmeno come si potrebbe impedire efficacemente tutto ciò per legge). (Ah, se viene stravolto dopo poco tempo l’esito di referendum così partecipati con valanghe di sì, che valore potrebbe avere quello di una consultazione alla quale prendano parte il 20% degli elettori? Per quelli che “togliamo il quorum”
).
La verità è che i referendum sono come zuccherini lanciati all’elettorebbue per fargli credere che conti qualcosa nello spazio che passa tra un’elezione politica e l’altra. Elettore, sii realista, non conti una fava lo stesso, è inutile che ti sbracci tanto. Non illuderti, credendo nella chimera della democrazia diretta in chiave antipolitica, ti fai solo del male (siamo in periodo di crisi, ‘sti soldi sarebbero potuti andare all’Abruzzo). La poesia della democrazia diretta stile antica Atene ricreata oggi, col voto elettronico sbracati sul divano a rimpiazzare l’agorà, è risibile nella sua ingenuità. I politici (lasciamo stare l’incapacità di quelli attuali) devono dedicare tutto il loro tempo a informarsi, partecipare a dibattiti, votare. È un lavoro insomma. Ma davvero pensate che il cittadino sia disposto a sobbarcarsi un simile onere quotidiano? Il PIL crollerebbe. Inoltre, in una realtà infinitamente più complicata di quella dell’antica Grecia, la gente, spesso digitaldividizzata o con difficoltà a raggiungere perfino le informazioni di base, non avrebbe comunque la competenza per decidere su materie ormai iperspecialistiche (i politici si avvalgono di consulenti e tecnici vari). Col risultato che verrebbero premiate le soluzioni più semplici (quelle più facilmente vendibili dal demagogo di turno), in quanto maggiormente comprensibili (deriva populistica).
Non esistono scorciatoie, i politici sono purtroppo indispensabili, e tali resteranno. Le leggi elettorali sono materia complessa che non può essere plasmata efficacemente togliendo virgole e periodi (tant’è che il maggioritario del ’93 aveva comunque bisogno di essere corretto dalle camere perché per come usciva dal referendum era un semiporcellum). Le leggi possono essere fatte solo in Parlamento, tra persone scelte apposta perché prendano decisioni informate.
Non solo i referendum sono inutili, ma portano anche sfiga. Chi si ostina a proporne a carrettate ottiene in premio visibilità negativa (Segni, Pannella…), e di fatto viene marginalizzato. I politici rigirafrittata, inoltre, possono opportunisticamente dichiarare che il fallimento (quasi inevitabile) del referendum di turno consolida le loro leggi porcata. Abbattere il lodi alfani e le leggi gelmine così rischia di essere un boomerang, insomma, perché se non passano (cosa mooolto probabile anche perché l’opposizione si presenterà divisa: Casini di sicuro non ne appoggerà manco uno, di ‘sto tipo, per esempio, per smarcarsi), Papi dirà che il popolo ha confermato con gioia quei provvedimenti.
Referendum = demagogia, insomma. Questo vuol dire che il sistema attuale mi va bene e che la classe politica è meravigliosa? Ma assolutamente no, solo diffido delle soluzioni semplificate, delle facili vie di fuga al labirinto di merda in cui ci siamo cacciati.
  
 
   






Pupazza
Beh, effettivamente i promotori di referendum sono dei grandi scassacaxxi
Ellen
Quoto tutto il post o quasi, in particolare quoto il “labirinto di merda in cui ci siamo cacciati” e siccome la creativeblabla non mi è del tutto chiara come licenza chiedo il permesso per scopiazzare qualcosa. Nel frattempo cmq te lo pubbliccizzo.
Bye
Luis
Grasssie, scopiazza e pubblicizza pure quello che vuoi…
Saamaya
E’ la prima volta che mi capita di prendere questa decisione; ho tentennato e, del resto, mi resta ancora una sana dormita e qualche sogno consigliere ma.. NON sono andata a votare!
Trovo allucinante che ai cittadini venga chiesta un’opinione su materie così complicate e fini, con i nostri soldi versati e sprecati in modo multiplo a partire dalla colpa dei politici che non han saputo fare il loro dovere in tempo debito; e con l’architettura che richiede una consultazione elettorale.
Saamayas last blog post..Si dovrebbe giocare sempre lealmente… quando si hanno le carte vincenti.
Riciard
Beh, sì, ok vero.
In Italia l’azione democratica è un placebo dato ogni tanto dalle istituzioni.
Ma la colpa è nostra.
Se vogliamo davvero trovare il colpevole di tanto deficit democratico, non abbiamo altro da fare che guardarci allo specchio.
Io continuo, però, a sognare, e a proporli i miei sogni.
http://riciardengo.blogspot.com/2009/06/carissimi-amici-stavolta-voglio.html
Riciards last blog post..Un 50% che sa di dignità
paz83
notavo tra l’altro che i referendum in Italia (esclusi quelli dove non era richiesto) hanno smesso di raggiungere il quorum dal 95. No, ci riflettevo, mica per altro, ma solo perchè mi è tornato in mente che quello più o meno è il periodo in qui il paese ha cominciato ad esser massicciamente plagiato dal Cavaliere dopo la sua discesa in campo (94). Sarà solo una coincidenza, un po’ come quelle sul 2012 e la fine del mondo. Però io personalmente la annoto per onor di cronaca.
paz83s last blog post..Il partigiano ignoto
Luis
Beh, certo, il controllo dell’informazione è determinante: in caso di massiccia e accesa campagna televisiva probabilmente si raggiungerebbe il quorum anche di un referendum per decidere che colore devono avere le mutande dei vigili del fuoco
.
Tonks
Gli italiani non sono pratici, la praticità è sintesi ed essenzialità, qualità che gli italiani possono solo sognare (eccetto la nazionale di calcio in alcune occasioni).
Tonks´s last blog ..Che dalla tomba mai risorgono i diritti.
Luis
Secondo me nell’arte dell’arrangiarsi/furbizia italica, per quanto disdicevole portata all’eccesso com’è, c’è anche praticità. Il fatto è che nel suo DNA l’italiano ha anche il discutere (magari su cavilli) e burocratizzare all’infinito…
Tonks
Mah, non so quanto questa “furberia” sia in “sostanza”. Ho idea che assomiglino più a un popolo di “rimandati a settembre”… coloro che nell’arco dell’anno “scolastico” collezionano insufficienze e risultati pessimi, ma grazie a delle rocambolesche azioni dell’ultimo secondo riescono ad evitare la bocciatura. Tuttavia, le carenze strutturali permangono. Sbaglierò… spero.
Tonks´s last blog ..Che dalla tomba mai risorgono i diritti.
Luis
La fama di furbi se la portano appresso da decenni… Se nel frattempo sono (siamo) riusciti a diventare tra le nazioni più importanti/ricche al mondo, nonostante una guerra mondiale persa, magari qualche merito ce l’avranno avuto. (Secondo me non riusciremo mai a tedeschizzarci…
).
Tonks
In passato si, ma mi riferisco al presente. Il rimandato a settembre può contare sulle “rendite”, talvolta, finché non si “prosciugano”
domina.
Anche secondo me non riusciremo mai a tedeschizzarci, mancano essenzialità e sintesi. Il
Tonks´s last blog ..Che dalla tomba mai risorgono i diritti.