Gli antiberlusconiani sono pippe assurde in matematica?
Come avrete probabilmente notato, tutti gli esseri più o meno senzienti oramai vorrebbero gettare Abbertusconi nel cestino “perché è più malvagio di Hitler, Saddamme e Materazzi messi insieme”. Ed espatriare al più presto, portando le amate chiappe in Paesi ben più ospitali, democratici e capaci di valorizzare noi giuovani, tipo l’Islanda o la Corea del Nord.
Per chiudere l’applicazione Abberluzzoni e aprirne una nuova, è però necessario (requisito minimo) che quest’ultima esista.
Altrimenti, dopo aver cliccato furiosamente sul tasto X e aver svuotato per bene il cestello, al successivo riavvio del sistema come per magia si aprirà nuovamente (indovinate un po’) l’applicazione Abberluzzoni!1
Ormai mi sono convinto che il problema forse più evidente che affligge il centrosinistra (gli antiberlusconiani, famo) sia quello delle mostruose laGune in fatto di aritmetica più elementare.
Franceschini, il segretario (ancora per qualche istante) del PD, allo scopo di raggranellare qualche facile consenso, si è detto fermamente contrario alle alleanze con la Lega (uao, e ci mancherebbe) e in pratica anche l’UDC, su base nazionale; lasciando quindi aperta la porta per accordi locali, da valutare caso per caso, col bel Pierferdy (fattibili in regioni tipo la Toscana, da escludere in Sicilia per la presenza ingombrante di Totò Cannolo).
(Baffino alle Iene è stato rassicurante: “Cuffaro è un problema anche per Casini”; stai a vedere che la questione è stata finalmente posta con la dovuta forza? Seeeeee).
“Mai con l’UDC” è il grido di dolore condiviso da tutti. E suona indubbiamente molto bene.
“Mai con l’UDC”, però, vuole automaticamente dire due semplici cosette: 1) L’ago della bilancia in questione, che ora è dato intorno al 7%, va con Silvio (che già è, aritmeticamente, in stravantaggio). 2) Per quanti puntelli e lodi possa perdere per strada, per quante mignotte si possano tirare fuori, l’omino continuerà a svettare in vetta.
Posto che correre da soli non serve a un cazzo (come ampiamente dimostrato nel 1994, nel 2001 e nel 2008).
Posto che masse enormi di persone non cambiano repentinamente idea e schieramento (e non lo farebbero nemmeno se vedessero filmati di Silvio intento a svaligiare gioiellerie e sodomizzare bambini dell’asilo), ma è solo una quantità limitata di indecisi a farlo.
Posto che le vie giudiziarie (a parte che non sono un sistema proprio ortodosso ma babbè) hanno sì spazzato via DC e PSI, regalandoci in cambio Forza Italia e un sacco di riciclati che si sono infilati dappertutto. Ma sono finora state inefficaci contro l’omino e probabilmente continueranno a esserlo finché le corazzate Tigì Uan e Tigì Faiv potranno glissare e rigirarsela a piacimento (e comunque non risolvono il problema dell’assenza dell’opposizione).
Posto che i ribaltoni sono dei boomerang e che il problema di forze poco omogenee che governano insieme è grande, ma meglio averlo che perdere le elezioni e sfogarsi coi girotondi (si suppone che, con un po’ di culo, future maggioranze siano numericamente un po’ più ampie di quella che ha sostenuto l’ultimo governicchio Prodi).
Se in Italia in questo momento “c’è il fascismo”, come si continua a ripetere. Se c’è l’emergenza democratica (emergenza, mica pizza & fichi… qualcosa che dovrebbe richiedere risposte in tempi rapidi, o almeno umani, mentre sono quindici anni che).
Se c’è tutto questo, e manca l’Obama/il Messia/il Berlinguer di turno, le forze che si oppongono all’antidemocraticissimo Berluzzoni e alla xenofobicissima Lega non farebbero forse meglio a mettersi semplicemente insieme?
Intorno a un programma-collante snello e limitato. Senza la pretesa di cambiare (subito) l’universo.
Smettendola per un attimo di infilarsi le dita negli occhi a Vicenza e di smarcarsi per godere del quarto d’ora sotto i riflettori. Facendo un po’ meno le schizzinose, insomma.
  
 
   







Attila
Hai scritto davvero “il Berlinguer”?
Questo è un colpo basso di comicità spicciola, così è troppo facile far ridere e aggiungere lettori al blog… non vale, è un espediente più sordido che dichiararsi fan di Ghedini!
Oppure ti riferivi a Candida? Oppure al fratello che non riesce a prendere voti nemmeno se è capolista blindato?
Cordialità
Attila
.-= Attila´s last blog ..E a me non dai un premio? No, Bel =-.
Luis
Per quanto mi riguarda il mito di Berlinguer (Enrico
) è leggerissimamente sopravvalutato e che con i finanziamenti che sgorgano copiosi dall’Unione Sovietica (guardacaso il PCI italiano resta attaccato alla mammella fino all’ultimo momento) fare gli splendidi c’est plus facile.
Marcello
Teoricamente, il discorso del ‘tutti insieme contro Berlusconi’ fila. Tecnicamente, mi pare una cosa già vista, di poco diversa dall’ultima maggioranza Prodi: Cuffaro insieme a Di Pietro? Per non parlare di ciò che succederebbe con le questioni etiche (biotestamento, unioni civili), con UDC e cattolici PD a scrivere leggi e vedersele
votare dal PDL…
Luis
Nel ’96 e nel 2006 il Centrosinistra (unito) ha vinto (di pochissimo). Negli altri casi (disunito) ha perso (di tantissmo). Non dico che costituisca prova matematica, ma… Come si può pensare, realisticamente, di competere disuniti? Ovvio che con due senatori in più in Italia non si governa, ma mica è detto che finisca sempre così. Di Pietro prima di strapparsi le vesti per Cuffaro dovrebbe magari guardarsi in casa http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200909articoli/47643girata.asp .
miciozza
Credo che dopo le ultime elezioni regionali i PDiani sarebbero disposti ad allearsi con chiunque, peccato che non abbiano ancora compreso la necessità di imparare a comunicare ed effettuare campagne elettorali efficaci. Forse lo strappo (presunto tale) finiano darà loro un po’ di respiro, ma mi piacerebbe proprio vedere cosa accadrebbe se il Paese andasse verso le elezioni anticipate (probabilmente assisteremmo a un’espidemia di calvizie parlamentare).
.-= Tonks´s last blog ..Delle primarie e altri demoni =-.
Luis
Chi continua a parlare di “autosufficienza” al 25% mi sembra semplicemente fuori dalla realtà.
Un progetto come quello del PD richiedeva tempi lunghi e la capacità di incassare sconfitte: se si hanno centoquarantacinque assetti diversi per ogni regione o provincia e i segretari vengono messi in discussione o devono dimettersi per una sconfitta alle comunali di Poggibonsi, non si va da nessuna parte. Va bene essere critici e invocare il rinnovamento, ma se la sinistra continua a godere nell’impalare i suoi leader (che bene o male sono eletti), c’è anche masochismo nella base: Fassino viene considerato un mostro per un’intercettazione, intreccio perverso tra politica e affari blabla, Bossi dice cose anche più esplicite pubblicamente ed è un eroe
. Il popolo della sinistra piange perché vengono oscurate le trasmissioni e i suoi politici non possono parlare in tv, si fanno le trasmissioni via internet e invece di invitare la Bonino, la Bresso o Bersani (che sono quelli che la gente dovrebbe votare) si invitano i comici a dire le solite quattro cazzate strafritte… geniale, non c’è che dire
.
Tornando al lancio del PD, è stato fatto tutto troppo affrettatamente: il siluro di Veltroni a Prodi, la convinzione che bastasse una rapida campagna elettorale basata tutta sulla figura del leader che andava a visitare l’Italia in autobus, col partito leggero del piffero, sperando nel miracolo, manco Walter fosse un novello JFK o Barack… Silvio comprerà tutti come al solito e non ci sarà nessuna elezione anticipata
.
miciozza
Il progetto del PD richiedeva soprattutto che esso fosse costituito sulla base di un “pluralismo associativo”. Tuttavia, la corrente diessina e quella ex democristiana hanno cominciato ad accapigliarsi riguardo alla “collaborazione” col PSE – c’è chi proponeva assurdamente di aderire al PPE. Quanto al masochismo, credo che faccia parte del DNA della sinistra – almeno della sua corrente più estremista – simboleggiato dall’indimenticabile stretta di mano che Bertinotti diede a Berlusconi dopo la caduta del primo governo Prodi. Vabbuò, a parte questa mia ultima provocazione/scemenza, ritengo che il PD sia nato da una necessità dirigenziale e non da uno stimolo o indirizzo dell’elettorato di centro-sinistra. Forse anche il Pdl, ma nel suo caso il collante è costituito dalla redistribuzione di un potere “governativo” che non è mai appartenuto al centro sinistra (o che essa non è stata capace di gestire). Le proposte di siluramento dirigenziale, o federalismo, sono questioni di potere interno. Quanto alle trasmissioni televisive, i comici dicono semplicemente ciò che gli elettori antiberlusconiani voglioni sentirsi dire, con movimenti roteanti degli arti superiori e dilatamento delle pupille.
La fretta è conseguenza di una spaccatura mostruosa all’interno dei DS e dalle pressioni della Margherita, c’è stata una guerra “fratricida” tra le varie mozioni dei DS, e si è temuto che se non avessero realizzato il progetto nel breve periodo, le opposizioni interne avrebbero fatto proseliti, minando immagine e consensi elettorali.
.-= Tonks´s last blog ..Delle primarie e altri demoni =-.
Federico
Che bella analisi Tonks,
Lucida e sconfortante. Credo che il problema stia proprio qua: ci si affanno sull’idea di come deve essere un partito, ma non si ha un’idea di società. La mancanza di voti e la disgregazione dei leader è veramente avvilente se si pensa al vecchio PC, in cui il segretario era “capo” a vita (cosa che oggi, mi rendo conto, è improponibile).
Possibile che siamo passati da un ideologia monolitica (e pertanto costruita male) alla mancanza totale di controllo della barra? A me l’idea del partito leggero fa venire l’orticaria, perchè presuppone una mancanza di chiarezza che trovo vomitevole. A me piacerebbe sapere cosa pensa il PD su tanti temi, invece, con la paura di perdere voti al centro si sta sempre in mezzo al guado, senza capire che prima o poi bisogna arrivarci sull’altra riva.
Un comunista vecchio stile ha definito il PD “un partito di rinnegati”, e, sinceramente, nonostante questo tono non mi piaccia, non ho saputo dargli torto.
Luis
“Partito Democratico” = manca il capo che ti dice cosa devi pensare (non può funzionare). Quello che i comunisti vecchio stile non capiscono è che il PCI le elezioni le perdeva. Sempre. Quello che la base di sinistra non capisce è che la “maggioranza silenziosa di sinistra” destinata prima o poi a venire fuori e sulla quale basano i loro ragionamenti, semplicemente non esiste e non è mai esistita.
Federico
“Quello che i comunisti vecchio stile non capiscono è che il PCI le elezioni le perdeva.”
Non le poteva vincere, avrebbe creato troppi problemi (golpe?). E’ per questo che Berlinguer ha cercato disperatamente sponde in altri lidi, non riuscendo però mai a trovarle.
“la “maggioranza silenziosa di sinistra” destinata prima o poi a venire fuori e sulla quale basano i loro ragionamenti, semplicemente non esiste e non è mai esistita”.
Infatti, c’è un grosso spicchio di centro invece. Ma il senso del mio discorso era un altro. Il problema del PD, secondo me, è la sua ambiguità. Con la caduta delle ideologie novecentesche gli ex PC dovevano rinnovare il proprio linguaggio e le proprie chiavi interpretative del mondo e proporre, di conseguenza, una nuova “visione” che mantenesse comunque una certa aderenza ai temi tipici della sinistra (protezione del lavoro, difesa dei diritti civili, economia solidale, fabbisogno abitativo, protezione delle classi meno abbienti, ecc…), magari aggiungendone di nuovi (maggiore attenzione ai temi ambientali?).
Invece ha preferito mantenere la propria tendenza al burocratismo che, quando l’idea forte è venuta meno, ha portato corruzione morale e scarsa comunicazione. E, soprattutto, ha svenduto l’idea di un partito proiettato verso il futuro, sostituendola con piccole beghe interne ed un conservatorismo da far spavento.
E’ ovvio che la contemporaneizzazione del partito (che in sostanza, purtroppo, non si è ancora verificata)deve avvenire con uno spostamento più verso il centro rispetto alla linea del vecchio PC, ma sarà difficile si accaparri da solo tutta quell’area di voti.
In sintesi, il problema è che il PD non ha ricette pronte per l’uso, non si sa bene dove sta, e così disorienta anche i possibili alleati. Basterebbe dire: “Io sono questo. Però per governare mi devo alleare con Tizio e devo rinunciare a questo e quell’altro. Nonostante ciò mantengo le idee A, B e C”.
Federico
Ops
L’autore del precente post ero io. Per sbaglio ho scritto l’altra mia mail
la pippa
Luis,devo smentirti,il PCI le elezioni le vinceva,non ricordi gli anni 70 quando La Stampa titolava”Torino è rossa”?ma non solo Torino,ma la maggioranza era solo relativa,e il Crazzzzzzzi di turno preferì allearsi con la DC.Non esiste”la”maggioranza ma una maggioranza silenziosa di sx che però all’interno del PD non potrà mai germogliare,troppi partitini,troppo diversi tra loro,ognuno con il proprio orticello da concimare.Una im-probabile coalizione per il futuro?Mah,vediamo:I comunisti duri e puri,vogliono tutto e subito,Vatican-Casini-Binetti,cosa vogliono lo sappiamo,i radicali rompicoglioni?Appunto,Di Pietro?Rimangono ancora i Verdi Banderuola e un pugno di Pensionati,Bè non potranno mai amalgamarsi,troppo diversi,quindi si continuerà a navigare a vista,senza,per il momento,raggiungere,la riva.Pur non essendo una comunista vecchio stile(tutt’altro)credo anch’io che il PD sia composto in parte da rinnegati.Forse lo sono anch’io,Chissà.