Spesa matta
Quando, girellando per i negozi, vedo qualcosa che mi piace o che mi potrebbe interessare o tornare utile, pur se non esattamente non indispensabile, per qualsivoglia ragione e che temo possa smaterializzarsi per futili motivi da un momento all’altro, magari 
per la situazione economica che si ammala sempre più, o perché gli alieni potrebbero invadere inavvertitamente il centro commerciale scambiandolo per uno snodo strategico della rete logistica di una nascente potenza militare mitteleuropea da controllare a tutti i costi, o perché il supermercato, nonostante sia sempre strapieno peggio di un centro massaggi gestito da viados colombiani e frequentato da politici in carriera, potrebbe improvvisamente fallire e i commessi comunisti barricarsi ancora vivi e urlanti inferociti al suo interno esponendo vistosi striscioni nei quali chiedono a gran voce l’immediata cessione di Vucinic al Frosinone, o all’Atletico Gelatai, quella della società giallorossa ai danarosi magnati della Transnistria equatoriale e la liberazione di Gianfranco Fini e, alla fin fine, una volta accortisi che nessuno se li caca di striscio, essere costretti a rimangiarsi tutto per sopravvivere, oppure dare fuoco alla merce in vendita, così a sfregio, per protesta nei confronti dei danni inflitti alla società edonistcapitalistica dalla foresta amazzonica, sono tentato di fare provviste a strafottere.
Non c’è un *ene particolare che solletichi sessuofobicamente il mio interesse ossessivo e incontrollabile, ogni cosa in (s)vendita può diventare oggetto di improvviso, furioso e ripetitivo assalto mentale e militare, dal cacciavite con trapano e vibratore in acciaio inox incorporati alla macchinetta per il caffè stilosissima da un milione di pleuri progettata da Steve Jobs in pirzona che però fa bene solo il teahh, dall’elastico per i capelli dall’aerodinamica particolare che, se non ne rubi a carrettate adesso, ti giuro che in quel modo lì preciso identico non lo rivedi mai più, alla pasta della marca tal dei tali che hai mangiato quella volta in montagna ed era taaanto buona perché trafilata in forme di vero stronzio dal 1860, e magari anche la pasta giace sullo scaffale più o meno da quella data e per questo qualcuno, probabilmente Cavour stesso tramite apposito decreto, ha deciso di metterla in offerta, ma solo se hai la carta sarcazz e ne prendi quarantacinque confezioni, ma soltanto se paghi con i buoni pesto il giovedì dalle 16 e 59 alle 17 e tre minuti primi e trentatré tortellini alla cassa dove c’è la commessa bionda rifatta che avrà cinquant’anni per tetta ma si addobba, pensa e parla come se fosse un albero di Natale di soli tredici, guarda il Grande Fratello mentre fa sesso anale con la sua ultima fiamma, il famoso sollevatore di porchetta di fama internazionale Adolfgino Ginovich, e questo lo sai perché ti spamma tutti i suoi cazzi quotidianamente nella room di twitter dedicata ai maniaci dell’acquisto morbidoso compulsivo che vogliono (un giorno) smettere di spesare.
  
 
   







laMentina
meglio non andare a fare la spesa a stomaco vuoto o in sindrome premestruale.
Luis
Io ci vado solo quando si verificano entrambe le condizioni
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Saamaya
io sono pericolosissima, anche lontano dai periodi “critici”
Saamaya´s last blog ..Me mozzica, me pizzica,..
Riciard
Io generalmente sono una persona con davvero poche esigenze.
Il supermercato mi trasforma in una sorta di ubriacone che vorrebbe riempire i carrelli di tutti i liquidi infiammabili e definibili “da pasteggio” o “ammazzacaffè”.
Il tutto, ovviamente, dopo aver inanellato una serie di carrelli ricolmi di melanzane e panettoni.
Riciard´s last blog ..Lo ha capito anche Gasparri
Luis
Se esistesse il panettone alle melanzane ti risparmierebbero un sacco di confezioni inutili, allora…
Mike Litoris
Anch’io mi soffermo sempre un po’ troppo davanti agli scaffali dei liquori. Morale: Sabato 31 ottobre a mezzanotte sono rintanato a tracannarmi il rum accmpagnato a cioccolato pregiato
Per il resto risolvo andando a comprare nei discount malfamati, così compro solo lo stretto necessario perché il resto fa tutto schifo.
Luis
Immagino che giocherai come un pazzo a Wii Fit per smaltire le millemila calorie così accumulate…
Mike Litoris
No, ho preferito invecchiare di dieci anni ascoltando droni e distorsioni autoprodotte. In caso di bisogna ci sono comunque quaranta chili di ghisa agganciati al bilanciere, sul pavimento, che aspettano le coccole..
isi
se potessi, farei provviste a strafottere (mi è piaciuta l’espressione) di scarpe. che se dovesse capitarmi di andare a piedi al polo sud, non sarei colta impreparata.
isi´s last blog ..Notte di halloween. Nessuno ha…
Luis
Mike, Scaruffi dovrebbe avere migliaia di anni, allora, con tutta la roba che ha ascoltato (dice di)
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Isi, cammini anche tu sulle acque, come Silvio, dunque?
Mike Litoris
Ma Gigi, è chiaro che Piero ha ricevuto l’illuminazione e colto i segreti dell’esistenza tutta durante l’ascolto di un capolavoro tantrico-musicale proveniente dal Nepal in una irripetibile full-immersion di musica, scienza, filosofia, filantropia, shaboo, cobret, punto & croce e tante altre cose tutte assieme, culminata con una gagliardissima esplosione di sperma benedetta dal papa spaziale ed omaggiata da una eclissi solare.
Luis
E io che pensavo fosse culminata in un panino alla porchetta gigante…
isi
ma al polosud non ci si arriva via terra?!
isi´s last blog ..convinzioni 
Luis
Depende… da dovi parti
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