La parte di Up
più interessante è sicuramente quella iniziale, poetica e spettacolare, carica di significanti con il suo ritmo frenetico e le suggestioni che si accavallano incuranti delle raccomandazioni biscardiane. Il nonnetto e la sua vegliarda risultano
espressivissimissimi quasi senza parlare, invecchiando con gesti piccoli ma importanti danno la sensazione che il cartone animato for the masses stia finalmente per partorire un suo specifico e innovativo (meta)linguaggio da un momento all’altro. Anche la casa sembra voler saltare ogni intermediario e comunicare direttamente con lo spettatore tramite la sua mobilia ragnatelosa, i suoi epici ritratti e i suoi angoli cottura.
La figura del regazzino sferico giustamente petulante è senz’altro necessaria, come da manuale, a contrastare e completare la burberaggine del vecchio rincojonito e a smussarne gli ottusangoli, ma risulta subito invadente, lamentosa e cacacazzeggiante. Prevedibile anche tutto l’affastellarsi di inseguimenti e sparacchiamenti sempre e comunque sull’orlo di accoglientissimi burroni pronti a ingoiare o su funi affannosamente agguantate all’ultimo istante disponibile con l’ultima falange dell’ultimo dito acciaccato naturalmente per intercessione di Padre Pio in pirzona. Cliché che, una volta superati gli otto anni, mentali o non, riescono nel loro scopo di tenere alta la tensione solo nel caso di esito incerto/variabile. Cioè se è ammessa la possibilità che anche qualcuno dei supereroi dell’esercito dei buoni che più buoni non si può ci resti secco, magari al posto di qualcuno dei cattifi che più cattifi, o quantomeno se il cartone riesce a trasmettere la sensazione che questo miracoloso avvenimento possa, un giorno, concretizzarsi.
Ma naturalmente non è questo il caso, nonostante la brillante, tradizionale, incredibile esplosione di idee creative e l’accompagnamento sonoro come al solito un po’ stucchevole ma perfetto. Fermo restando che la casa mossa unicamente dalla straordinaria putenza del palloncione colorato resta una gran bella genialata da tramandare ai poster.
  
 
   




pippu
visto perchè mi ci hanno trascinato i miei figli con la forza. il miglior film della pixar comunque.
D'accordissimerrimo
Anche io mi son emozionato sulla prima parte, sono un orso dal cuore tenerone
Per il resto è vero, la trama non è di quelle che ti stupiscono ma le idee avute sono abbastanza innovative, non facile continuare a stupire in anni in cui stanno uscendo molti film di ani mazione di livello spesso superiore a quelli con attori in carne, ossa e silicone.
Luis
In effetti tra Friedricoso e la Bellucci non c’è gara…
l'emix
scoiattolo!
.-= l’emix´s last blog ..F.A.Q. (by Emix. Esultate.) =-.
StM
Non è triste come Wall-E ma è tristissimo comunque… i biNbi possono sopportare tutto questo tristume? :O
.-= StM´s last blog ..Stage non retribuito nel campo delle risorse umane =-.
Luis
Beh, non so adesso, ma una volta si leggevano come se nulla fosse in tutte le case robe splatterosissime come certe favole dei fratelli Grimm o alcune di Andersen che ti lasciavano shockato per settimane da quanto erano tristi (Sotto il salice, L’abete, La piccola fiammiferaia…), in confronto Up, superata la fase iniziale, mi pare una scampagnata all’insegna della spensieratezza…