La santosubitizzazione del Bettino e le colpe del PCI/PDS
La rissa infinita su Craxi deve avvenire obbligatoriamente sul piano storico, e non politico, per circumnavigare le indecenti strumentalizzazioni. Se ridurre Bettino alla monodimensione della sua fedina penale non linda sarebbe un crimine tra i più efferati, bisogna anche stare attenti a non sottovalutare il peso specifico dei suoi punti negativi.
È una questione di dosaggio degli ingredienti. Se in una torta al cioccolato fatta bene verso infatti un quintale di sale, essa diventerà immangiabile e il suo autore sarà costretto a lanciarla disperatamente nel disintegratore di rifiuti più vicino.
L’uomo di Hammamet ci ha generosamente regalato (tra le altre cose) lo scontrino fiscale, il crollo dell’inflazione, l’insegnamento facoltativo della religione cattolica, la metanizzazione, un paio di coglioni niente male rivendicando la sovranità nazionale contro i malvagi yankees, una politica estera fatta di appoggi ai Paesi e ai gruppi più sfigati contro le prepotenze altrui, barlumi di stabilità governativa e un posticino di prestigio alla sinistra dei Paesi a PIL più alto della Via Lattea. Oltre, naturalmente, ai decreti Berlusconi.
Tuttavia raggiungere certi risultati fottendosene allegramente della zavorra del debito pubblico (aumentato troppissimo negli anni in cui è stato forse il principale protagonista della vita politica italiana, e in particolare in quelli in cui ha governato) è un pizzichino più facile (sarà forse questo uno dei motivi principali per i quali la politica economica dei governi, quelli tecnici soprattutto, dell’ultima ventina d’anni è apparsa assai meno brillante e ha elargito frutti di gran lunga meno profumati?).
Riguardo al “rubano tutti, ha pagato solo lui” avrei qualche dubbietto. Anche perché il Partito Socialista, col suo fare spregiudicato, concorrenziale con la DC sul piano del potere e delle prassi più pornografiche, si mise nella condizione di essere colpito: fare la pipì sul trampolino dà più nell’occhio che farla nella vasca semimimetizzati con la propria paperella. A questo proposito scrive Lanfranco Turci: “il PSI, come ha riconosciuto recentemente anche Stefania Craxi, era sfuggito alla possibilità di un intervento correttivo, ammesso che lo avesse voluto fare, dello stesso pur potentissimo segretario”.
Sono fermamente convinto che Occhetto, se è ancora vivo, andrebbe quantomeno privato dei diritti umani e credo che Berlinguer sia decisamente sopravvalutato — anche per via del paragone inevitabile con gli sbadigliosissimi leader odierni — da compagni in vena nostalgica, o da chi è in cerca di improbabili padri storici per ottenere piena legittimazione dalle sinistrorse platee. Ma mettere tutti sullo stesso yacht, asserire che il PCI-PDS rubasse quanto gli altri e non sia stato affondato per il gombloddo demogiudoplutopippoerockerduck mi sembra un po’ eccessivo. Chi cerca di farlo ricade nell’errore che rimprovera ai suoi nemici: una generalizzazione forzata, un calderone in cui sono tutti presumibilmente colpevoli (e quindi innocenti) a prescindere, ponendo sullo stesso piano illazioni e ammissioni/condanne definitive.
Ciò non vuol dire che cucinabambini vari siano esenti da colpe, anzi. A parte i rapporti di dare/avere, magari spesso leciti ma dalla dubbia moralità, con le Coop vermiglie e gli eventuali eroismi del compagno che intasca Primo Greganti, fa notare saggiamente lo studioso Giuseppe Vacca: “Grazie alla crescita incontrollata della spesa pubblica, un fiume di risorse affluiva generosamente alle imprese e questo rendeva loro la concussione, esercitata dai partiti di governo, conveniente o quanto meno sopportabile. Pur di difendere gli interessi che rappresentava, il PCI fu complice dello sfondamento della spesa pubblica e se nell’indebitamento dello Stato si sintetizzano, come pure è legittimo fare, tutte le degenerazioni del governo e del paese in quella complicità è la colpa principale del PCI anche in rapporto a Tangentopoli. Non avendo una proposta politica alternativa, non avendo saputo contrastare gli indirizzi economici che riducevano la competitività internazionale del Paese e avendo condiviso la responsabilità della crescita esponenziale del debito anche il PCI è stato responsabile del rinvio della modernizzazione competitiva dell’Italia”.
Il pessimo, e imitatissimo, esempio di Craxi — nel rubare e gettare diarrea sciolta sul suo Paese da latitante, facendosi beffe delle istituzioni — inoltre ha avuto e ha conseguenze pratiche deleterie che non possono essere minimizzate, dato il ruolo di prestigio da lui ricoperto: c’è chi per non aver fatto quelle orrendissime e illegalissime scelte è stato estromesso per sempre dalla vita pubblica o lavorativa.
  
 
   







paz83
Ma poi perché dobbiamo per forza riabilitare Bottino Craxi? In tutto questo mi vien da pensare che in caso di sfiga a questo giro non avremo nemmeno da tirare le monetine.
.-= paz83´s last blog ..La mia prima volta =-.
essere disgustoso*
@paz
difatti alcuni ricorrono ai souvenir…
Attila
Ehm… diciamo che il primo governo tecnico Ciampi, a fronte di gridare al possibile default, ci ha fatto fare un balzo in avanti nel debito pubblico che nemmeno De Michelis in una notte in discoteca avrebbe mai pensato di fare, che bei fruttini…
Cordialità
Attila
.-= Attila´s last blog ..Cia, cià, cià… della segretaaaaria =-.
Luis
Craxi però ha influenzato la nostra politica, economica e non, per molto più tempo e in modo più decisivo di Ciampi (che fu presidente del Consiglio un solo anno, tra l’altro in condizioni politico-parlamentari tra le più fragili e confuse di sempre, anno dopo il quale – ok, nel ’94 governò sette mesi anche il Berlusca
– si ebbe un’inversione di tendenza e il debito pubblico cominciò a scendere, anziché a salire, fino al 2004… se si tiene presente che nessuno ha la bacchetta magica e gli effetti della politica economica di un governo per la maggior parte non è che si vedano all’istante o a brevissimo termine, ma c’è bisogno di un minimo di tempo…)(ragione per la quale in balzo in avanti dell’anno con Ciampi al timone è ragionevole ritenerlo frutto di decenni di allegria, più che responsabilità del Carlo Azeglio).
Marcello
In effetti tutti parlano di ‘grande statista’, ma sul debito pubblico che ci portiamo appresso proprio dall’era craxiana, non una parola da nessuno….
miciozza
Non sono esistiti grandi statisti in Italia, almeno durante e dopo il Novecento. In un documento della Banca d’Italia si descrive l’incidenza del debito pubblico italiano dall’unità d’Italia fino ad ora, sulla base dell’elaborazione di serie storiche: per più di cinquanta anni ha superato il 100%. Il picco raggiunto nel 1994 è il risultato di un processo di espansione iniziato negli anni ottanta, che molti economisti ritengono legato principalmente “all’effetto di politiche fiscali irresponsabili realizzate nel passato”(prestazioni sociali e retribuzioni costituivano il 72% della spesa al netto degli interessi), dare la “responsabilità” al governo Ciampi mi sembra tanto sensato quanto conferire a Vanna Marchi il titolo di Cavaliere del lavoro.
.-= Tonks´s last blog ..Compagni di vita =-.
Anonymous
Per approfondire:
http://www.leragioni.it/2010/01/19/video-craxi-e-berlinguer-i-rapporti-tra-psi-e-pci-negli-anni-80/
http://www.leragioni.it/2010/01/19/video-craxi-e-i-giovani-milanesi/
http://www.leragioni.it/2010/01/19/ma-ora-si-lasci-craxi-alla-storia/
http://www.leragioni.it/2010/01/19/craxi-e-i-partiti-laici-parte-prima/
Anonymous
Craxi era e rimane unn grande delinquente ladro per l’eternità Povero Napilitano che figuraaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!! difendere unladro!!
ghirone
il debito del primo governo Ciampi?
credo sarebbe meglio analizzare bene prima di parlare…
Federico
L’articolo, a ben vedere, pone in risalto due ordini di questioni, che sono la struttura su cui si regge l’attuale crisi della sinistra italiana.
1) IL PROBLEMA CRAXI. Non si può dire che l’uomo non fosse colto e che il politico non fosse preparato, e con due coglioni così. Non si può dire che sbagliò a guidare il PSI finalmente fuori dall’alveo del marxismo-leninismo. Non si può dire neanche che la sua interpretazione della società che si stava formando, fosse errata, anzi.
Però quello che gli si deve imputare, in primo luogo, è l’aver abbandonato l’alveo naturale della cultura socialista: la protezione dei diritti sociali e del lavoro, in favore di astruse macchinazioni per arrivare al potere.
In secundis, sono i modi con cui conduceva la propria politica: essenzialmente, per raggiungere il proprio obiettivo, giusto o sbagliato che fosse, se ne fregava delle regole e, quel che è peggio, lo dava a vedere (e voi mi insegnate che, in politica, la forma è sostanza).
Terzo, un sistema di clientele potente e particolarmente odioso, perchè smaccato e arrogante (es. si favoleggiava dei grandi festini nei villoni sulla via Appia).
2. IL PROBLEMA BERLINGUER. Qui, la questione può essere riassunta in questa frase: era un segretario perfetto per gli anni ’70, ma inadeguato per gli ’80.
Seppe avviare il processo di modernizzazione del PC, ma non lo portò fino in fondo.
Seppe staccarsi politicamente e gradualmente dall’URSS, ma non riuscì a rinunciare alle sue prebende almeno fino al ’78.
Seppe analizzare il male della partitocrazia italiana (la questione morale), senza capire che il PC era un partito come tutti gli altri, e che quelli del suo partito non erano tutti come lui.
Era una persona saggia, autorevole, coerente politicamente, poco incline alla rissa verbale, ma, negli anni ’80, non seppe interpretare le nuove istanze di un mondo che mutava.
Praticamente è stato il negativo (fotograficamente parlando) del Bettino.
Luis
Like @ Federico.
la pippa
con l’accozzaglia che ci ritroviamo in parlamento,averlo uno come Berlinguer,e ti dirò di più,alla mafia berlusconista,preferirei avere ancora un bettino craxi
Luis
Prima Repubblica was overrated
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Federico
@la pippa.
Condivido il tuo punto di vista: avercene di gente come Berlinguer. Ed aggiungo che provengo da una famiglia di super filo di Berlingueriani (si dirà cosi?).
D’altro canto, però, grazie al mio insegnante di lettere del Liceo (iper comunista anche lui), di fronte ai giudizi acritici contrappongo sempre la mia visione essenzialmente storiografica.
Insomma, i fatti valgono più delle opinioni o delle simpatie (Berlinguer mi sta simpatico e Craxi no) e, soprattutto, delle fette di prosciutto sugli occhi.
Poi, se il termine di paragone sono i politici di oggi, forse anche Mobutu esce vincente…
Luis
Se avessimo dato retta al maGGico Berlinguer probabilmente avremmo avuto infatti un’inflazione di tipo africano…