Abbranca in presa e si accinge al rinvio
Tutto il calcio minuto per minuto compie (i suoi primi) cinquecento anni. Il che lascia sgomenti e increduli, perché l’impressione è che questa singolare trasmissione (istituzione, verrebbe da dire) sia invece sempre esistita in qualche modo.
Che le voci siano, in tutte le salse e le epoche, rimbalzate senza interruzioni nei bar più ignoranti, negli involucri delle 127, nelle camere da letto porcheggiate agli spigoli delle strade. Raccontare uno sport via radio, smontandolo e rimontandolo grazie al solo ausilio delle parole, la creazione di un linguaggio specifico, spogliandolo di tutta la muscolarità del suo esplosivo dinamismo, è un’evidente contraddizione, anacronismo indifendibile nell’era della comunicazione totale globale, con telecamere, satelliti e supermoviole che spuntano come funghi ovunque, si moltiplicano e si insinuano inavvertitamente anche nei nostri culi. Il gesto atletico nasce per essere ammirato, quasi respirato insieme all’atleta che lo produce, senza intermediazioni, direttamente tramite le nostre pupille gustative. Tuttavia è proprio questo coraggioso e impossibile tentativo che genera fascino, insieme al folklore degli improbabili cronisti sguinzagliati sui campi di giuoco, a quella ruspante mancanza di obiettività nell’esultare come bestie in calore al gol della loro squadra del cuore, sminuendo con malcelato scazzo cosmico le rimonte e gli slanci eroici altrui. La primitiva sincerità del racconto, unita al minimalismo e alla pochezza dei mezzi, fa passare quasi in secondo piano gli stramiliardi erogati ai vari pseudocampioni ossigenati del nulla, restituendo a uno sport sempre più palloso e patinato quello strato troppo onirico di frivola, selvaggia follia, ricollocandolo per un po’ nella dimensione leggendaria del gioco (nell’accezione più huizinghiana del termine).
  
 
   




essere disgustoso*
huizinga chi, quello che giocava col bari e segnava solo contro l’inter?
i commentatori di oggi non li sopporto. agli europei di donadoni venivo colto da un ictus di nervosismo ogni volta che il telecronista della rai pronunciava “fisicità”. ovvero almeno sei volte a partita.
bruno, mi manchi.
Luis
Anche a me manca taanto
.
Attila
A me manca la soppressione fisica del Salvator gaudente in tutte le telecronache RAI…
Cordialità
Attila
.-= Attila´s last blog ..Riciclare =-.
il catto
uh, anche io volevo farci un post oggi.
forse ce lo farò, forse no.
anche perchè credo che io, insieme al signor giuseppe da teramo, al signor mariano da tivoli, e al signor michele da andria siamo rimasti gli unici quattro a sentire le partite via “tutto il calcio “.
e la sigla, la sigla di help harbert, “a taste of honey”, bom bom bom bom bom bom bom ta-tà ta-tà tattara-taratata!
e io una volta quando ero dieciundicenne al mare ho incontrato sandro ciotti e mia mamma mi disse, dai saluta il signor ciotti e io gli dissi: scusa ciotti!
Luis
Attila, in effetti crocifiggerlo a un incrocio dei pali qualunque per poi farlo abbattere a cannonate da Roberto Carlos non sarebbe male…
ilcatto, e che rispuose il centouncentoduenneinside Sandrone?
puma
a proposito di abbrancare, mi meraviglio che luis censisca Roberto Carlos come emblema del punitore (calciatore di punizioni)anzichè il vero odiato maestro degli anni 80 che ha esportato in Italia la punizione brasiliana con le 3 dita, ovvero colui che ha insegnato a Roberto Carlos a calciare le punizioni, ovvero Cláudio Ibrahim Vaz Leal, ovvero il “genoano”
Branco.
puma´s last [type] ..How the web is changing film festivals
defollowatore pazzo
Mi meraviglio che sia un ex(?) doriano a ricordarlo, allora…
Lo rammento prendere la rincorsa con gli occhi iniettati di sangue… cose come il missile terrificante da distanza assurda col Liverpool o la punizione decisiva nel derby restano indimenticabili.
puma
http://www.youtube.com/watch?v=JMbwwVPNajQ&feature=related
minuto 6:30
supermiagolator
Ma era completamente smarcato. Barbadillo
. Ricordo un lungo periodo in cui l’Avellino si bullava di essere l’unica squadra a non essere mai retrocessa in serie B, insieme a Juve e Inter, e l’inviato folkloristico di Novantesimo minuto non mancava mai di ricordarlo.
puma
Vero. Necco ha dovuto per forza di cosa ripiegare sul Napoli, ma la sua vera amante era l’Avellino. La figurina panini di Barbadillo aveva lo stesso valore della attuale maglia di Messi della finale di champion.
supermiagolator
Io Barbadillo ce l’avevo doppione. Non era lo scudetto glitterato della Ggggiuve la figurina rarissimissima che ne valeva settordici normali?
puma
Sì, lo scudo della juve era bramato, non era poi così raro ma valeva tanto per fama. Io saltavo quando trovavo quella di Scirea, non era rara ma me la pagavano almeno 4 di serie B e un doppio scudetto C1.
http://3.bp.blogspot.com/_4d7ckuqmGhY/TRSv10O30dI/AAAAAAAABCs/mXukGkQ0r-o/s1600/06-Gaetano+SCIREA+Panini+Juventus+1985.png
supermiagolator
Gli scudetti laminati in oro/argento/ecc. (anche della C) avevano un loro perché. Il momento di totale e ingloriosa decadenza delle Panini lo individuo nell’imprecisato anno in cui avvenne il passaggio da due a tre giocatori di serie B per ogni figu (sorte ancora peggiore per la C/Lega Prot, mi pare). Tra l’altro ho appena scoperto che nella stagione della Giuve tra i cadetti hanno dato ai calciatori di B la stessa dignità e lo stesso spazio di quelli di A (grandissima paraculata), stipandone invece addirittura quattro insieme, nella stessa, angusta figurina l’anno successivo, con i bianconeri tornati nella massima divisione.