Vade retro cloud computing

Dave Curtis – Chile Puerto Natales spectacular lenticular cloud at sunset
Uno degli aspetti più inquietanti della nostra società di forzati delle tecnologie di massa — a parte le morbose attenzioni destinate inevitabilmente a ogni nuova paccottaglia elettronica, tipo il risibile (almeno per tutti gli individui dotati di due occhi, un naso, un cervello semifunzionante) tablet di Steve Jobs — consiste nella sempre più incipiente remotizzazione di software, hardware e cazzabubbolware.
Se domani il nostro servizio di hosting nel quale malriponevamo illimitata fiducia decidesse di smettere di funzionare, Google ci salutasse, Yahoo si estinguesse (portandosi appresso Flickr e sa Iddio cos’altro), facebook scioperasse insieme a metalmeccanici e toghe rosse e YouPorn ci esplodesse simpaticamente in faccia noi saremmo perduti. Trilioni di email, chattate compromettenti, video fessi, quiz sgrammaticati, opere d’arte incomprese, personaggi di giochi online con le skill grosse così, contenuti dai noi prodotti in anni di duro lavoro e impareggiabili catene di Sant’Antonio si, puff, volatilizzerebbero.
Siamo ostaggio delle nuove tecnologie, è inutile negarlo. In balia delle decisioni e dei capricci di implumi magnati arrivati al successo in età Brunetta-approved. Supernerd pelosissimi e con ogni probabilità privi di vita sociale e sessuale, ma dal conto in banca con troppi zeri, hanno decisamente in mano i nostri destini e sono pronti a farsi beffe di noi vaporizzando i nostri affetti in qualsiasi momento. Pensate quant’era bello prima, quando qualsivoglia documento, ogni strafottutissima foto o pornazzo scaricato col sudore della fronte erano accessibili da una sola, inequivocabile postazione. Cioè quella del nostro desktop con la manovella al posto del tasto d’avvio o home computer del Pleistocene. E non consultabile anche mentre siamo al bidet tramite freddi e insulsi dispositivi portatili dal nome generalmente iniziante per “i”.
Quando ogni cartella, ogni singolo file e byte non erano condivisi con nessun altro se non con il nostro fido hard disk, floppy o nastro magnetico, che imbrattavamo a manina col pennarello tremulo o imparavamo a chiamare per nome, e cognome, e che custodivamo gelosamente accanto a noi. Del rapporto più intimo e vero che c’era con queste memorie passeggere ma a noi così fisicamente vicine e tangibili, che morivano senza preavviso, un dì, preferibilmente di lunedì, portandosi appresso nei paradisi informatici all’epoca ancora indifferenziati oltre ai dati anche un
pezzettino del nostro cuore…
  
 
   







Prepuzio
A me l’iPad non dispiacque
Prepuzio´s last blog ..Uomini e Donne di Maria De Filippi è 
l'emix ama le tette grosse.
Approvo, comprovo, sottoscrivo e così via.
Eppure sai cosa? mi piacerebbe che accadesse il digitalmente apocalittico scenario che descrivi a inizio post, davvero. Il mondo potrebbe anche giovarne. in che modo? e cosa diavolo ne so.
essere disgustoso*
e ricordiamo che, una volta, un gioco lo mettevi in un floppy.
l’altro giorno ho perso mezz’ora per ritrovare quello di prince of persia, il primo e l’originale, per poi rendermi conto che in casa non ho più computer con lettore per floppy.
mi sono sentito come mio zio quando accarezzava tristemente i suoi vinili di claudio villa.
essere disgustoso*´s last blog ..la normalità è l’anormalità (III)
Saamaya
ah, bei tempi passati
Saamaya´s last blog ..Diffondi la COSTITUZIONE e difendila! 
Luis
Prepuzio, beh, in effetti l’idea di una PSP con lo schermo ciccione per leggere gli ebook che strizzi l’occhio al patinato mondo delle massaie non è malaccio…
emix, immagino che la gente scenderebbe nelle strade e la quotazione delle tette grosse sul mercato salirebbe a dismisura…
ed, regala a tuo zio uno di quegli aggeggi multifunzione che leggono tutto, fanno il caffè e trasformano i vinili di Villa in ellepì degli Style Council.
Saamaya, ma tu sei giovine, inside e non solo
.
Rudy Bandiera
“Supernerd pelosissimi e con ogni probabilità privi di vita sociale e sessuale, ma dal conto in banca con troppi zeri” sembra il mio identiklit, a parte il passaggio sul conto in banca
Rudy Bandiera´s last blog ..Portabilità da utenza prepagata a utenza business 
Luis
Abbi più fiducia in te stesso, e nel tuo conto in banca…
paz83
e dire che i tempi del floppy non sono poi indietro nel tempo. Siamo ormai schiavi, verissimo. E non posso che ricollegarmi alla domanda che ho ripreso oggi dal sito the edge, ossia come internet abbia cambiato il nostro modo di pensare (e non solo aggiungo io)
paz83´s last blog ..Internet e il nostro modo di pensare
Tonks
Internet cambia proprio la vita, mi rendo conto che è proprio una dipendenza vera e propria, almeno per me.
Tonks´s last blog ..L’abrogazione più veloce del selvaggio West
Luis
paz83, sono attualissimi, purcioppo… ancora capita di dover rimettere un lettore floppy a un PC per installare quei dannatissimi driver
SATA, ‘tacci loro.
Tonks, è una ddjoga…
TheLegs
Ti amo *_*
Luis
Anch’io provo qualcosa…
Signor Frank
Io ho risolto così: indirizzi gmail.com e email.it sincronizzati con IMAP su Thunderbird.
(parte del) lavoro sincronizzato con Syncplicity.
In questo modo ho una copia di quello che mi serve sui server remoti e nebulosi (che un giorno potrebbero sparire, incendiarsi o diventare proprietà di Murdoch o Berlusconi) e una copia su ciascuno dei miei due pc (che potrebbero sparire, incendiarsi o diventare proprietà di un topo d’appartamenti).
Colgo l’occasione per salutare Pupazza dal mio nuovo avatar
Luis
Potresti copiare il tutto anche su un terzo PC e spedirlo fiducioso a Pupazza. (Questo avatar è più nerd dei precedenti…
).
Tonks
Sapevo che mi avresti abbandonato per un uomo più gnocco di me!
Tonks´s last blog ..Solo parole
Luis
Intendi Rudy “Gioggclunei” Bandiera, vero?
Rudy Bandiera
Hey voi, occhio che sono peggio del GF… sono sempre in agguato eh!
Rudy Bandiera´s last blog ..La propaganda di Berlusconi passa per Photoshop, ma ci passa male 
E adesso fatemi finire la birra del discount in pace
Signor Frank
Non sono nerd, e che mi fotografano così
Pupazza
Ciao Tesorinofrank
Alle donne piacciono i nerd
Però una birrozza in mano avrebbe fatto la differenza
Tornano al post, mio caro Luis, io non sarò mai schiava della tecnologia. Ho un deficit genetico.
Pupazza
Tanto per rimarcare il mio deficit genetico, Mr. Frank come caiser si fa a commentare nel tuo tumbrbleahhhhh ?
Luis
Immagino non sia possibile, sennò quale sarebbe il vantaggio di avere un tumblr anziché un blog?
Pupazza
Cattivi …
Signor Frank
Ciao Pupy del mio cuore
Che dolce che sei, hai già notato che ho linkato un tumblr!
Ho messo Disqus, se si entra nel post si può commentare. Dovrebbe, insomma.

Sennò prendete e leggetene tutti in religioso silenzio
A presto per nuovi sviluppi della mia struggente storia d’ammmmore.