Due opposte ossessioni
Il giochillo è alla frutta per vari motivi. Innanzitutto, il Corriere sta prendendo di mira Di Pietro con scandaletti finora abbastanza risibili. (Ma se hai basato la tua lotta politica su sospetti, teoremi e dietrologie — sindacando cene, colazioni, merende, tornei bocciofili degli altri — nonché sull’obbligo di conoscere vita, morte, affari, fedine penali e frequentazioni altrui non lamentarti se qualcuno prova a rigirarti
la tua stessa non proprio profumatissima clava in un certo posto). (I distinguo su queste robe — specie se troppo numerosi, cavillosi, talvolta capziosi e fatti col microscopio — la gente alla lunga fatica a capirli. Anche perché sono inevitabilmente il frutto di visioni personali dell’universo). (Silvio è il Male).
Può essere questo un altro motivo per il quale simpatiche e per nulla giustizialiste equazioncine del tipo
1) avviso di garanzia (strumento in realtà studiato dal Legislatore per proteggere l’indagato, ma chi se ne incula) -> cartellino rosso
2) sospetto generico su di te -> non sei più una “brava persona” (adoro il profumo di benpensantismo al mattino…)
3) hai votato/non hai votato l’emendamento a questa legge che a me (non) piace -> sei sicuramente mafioso o abberlusconiano, c’è qualcosa dietro, devi dimetterti NAO, non essendo ammessa la possibilità democratica e contemplata dalla Costituzione parlamentocentrica che quel provvedimento (non) ti andasse bene perché avevi un’altra opinione (magari meno capziosa, forzata e tolkeniana) o una visione dell’universo più pratica e che vada oltre la reductio ad beppegrullum
4) (il famoso teorema antipolitico qualunquistico chiaramente a prova di bomba, tranne per chi abbia completato con successo la scuola materna, s’intende): responsabilità penale che cessa per magia di essere personale, dandosi per scontati poteri extrasensoriali che permettano di sapere in largo anticipo rispetto agli inquirenti e le forze dell’ordine, e con assoluta certezza, se l’assessore che sta in giunta con te commette reati o frequenta gente lombrosianamente inaccettabile (e quindi la colpa è ovviamente tua perché, privo di qualsiasi prova, non lo hai denunZiato alle autorità, non ti dimettiNAO!2, non ti sei/gli hai dato fuoco alle unghie dei piedi in piazza emanando indignazione da tutti i fori…)
queste robe qui, insomma, cominciano a non andare più bene all’intellettuale molisano. (Si sa mai dovesse riarrivare un avvisino sul più bello). Quindi con De Luca ha creato un precedente che ha fatto sbroccare gustosamente quelli del Fatto. (Silvio è il Male).
E poi. Ci sono, ovviamente, i politici disonesti e corrotti. Sono tanti, e mostruosi. Ma la ggente, tra una lettura de La Casta e l’altra, sotto sotto sta capendo che se passi il tuo tempo a grattarti il pacco, non verrai mai indagato, tranquillo. (Silvio è il Male). Se magari fai qualcosa, ti può capitare di essere (orrore) oggetto di indagini. (Si presume, come da Costituzione, che tu sia innocente: se gli altri si comportano, parlano, pretendono, pensano come se fosse il contrario sono – ebbene sì – giustizialisti). Così come al giornalista d’assalto succede di imbattersi in qualche causa/condannina per diffamazione. Sono i rischi del mestiere. Può capitarti addirittura di venire (mioddddioddioddio) condannato perché, invece di pasticciarti con la burosaurocrazia, hai firmato un’ordinanza per impedire che i tuoi amministrati venissero sommersi dai rifiuti.
(Comunque potrei essere favorevole a una condanna in primo grado, per robe serie, come momento discriminante per invocare diSmissioni). Mettiamoci poi che il potere fa gola, questo da sempre. E chi lo esercita può stare sul pene per vari e intuibili motivi (e quindi potenziale merda contro). (Silvio è il Male). Continua a leggere >>
  
 
   







Attila
A me fa ridere una cosa: ogni volta che qualcuno parla di “Responsabilità civile del magistrato” (normale in buona parte degli stati occidentali), sembra che diventi il paladino senza ghediniano del Berluska e, se poi si permette di parlare di (oddio, scusa adesso ti faccio inondare da tutti gli sbroccatori della rete, perdonami) “separazione delle carriere” probabilmente viene associato alla lingua del buon Sandrone poetone del sendimendo ammmmorosssso nel compimento del suo ruolo fondamentale.
Se poi parli di dubbi sulla correttezza del buon Zilllvio, sei subito un komunista manciatore di bimbetti implumi.
Se poi qualcuno pretende di porsi in posizione terza, viene associato a (brivido lungo la schiena) Casini.
Vivere nella nostra peninsula è fantastico: non ci si annoia mai!
Cordialità
Attila
.-= Attila´s last blog ..Il silenzio delle foibe =-.
miciozza
1) Di Pietro è onnipresente nella rete e avrà assorbito, con un minimo di sensatezza mentale, i dubbi che frullavano vorticosamente nei comizi neurali del pubblico. I congressi, salvo rari casi autolesionisti, si trasformano sempre in campagne elettorali. Sul momento profetizzato da Nenni avrei i miei dubbi, l’Idv annovera interessanti elementi che sono stati membri della DC ai tempi d’oro di Andreotti, con tutte le conseguenze del caso, che poi abbiano intrapreso la via di Damasco… chissà!
2) Riguardo ai voti dei parlamentari su leggi o emendamenti, qui avrei un pochino da ridire, sei davvero convinto che essi possano essere frutto di un processo di analisi e maturazione ideologica? Giunti a tale livello? Pensa ai compromessi, ai rospi da ingoiare e alle rinunce ideologiche che già partono dalla vita politica di una sezione di seicento iscritti. Anni e anni di gavetta, compromessi e calci nel culo dati/ricevuti (salvo rare eccezioni dovute a non meglio precisate qualità)… si può tornare davvero alla “purezza ideologica”? Io spero ardentemente che tu abbia ragione, in fin dei conti i parlamentari sono eletti senza vincolo di mandato…
3) È necessario superare le chiacchiere, le polemiche e i complottismi, le imprese chiudono i battenti, i cittadini perdono il lavoro e non ne trovano, si ammalano e le strutture sanitarie non sono completamente adeguate, l’istruzione e le sue infrastrutture colano a picco. Poi, nel mondo della comunicazione di massa ove il nostro cervello imbarca “acqua” come il titanic dopo aver speronato l’iceberg (chissà se si spaccherà prima o poi diventando bipartiZan) siamo noi stessi a fornire denaro e potere ai vari Travagghio, Minzo, etc. sono tutti figli della stessa madre “la chiacchiera”.
.-= Tonks´s last blog ..L’unica certezza =-.