Due opposte ossessioni
Pertanto va bene l’ossessione per i politici modesti e la casta arraffona, ma un po’ di logica, dai. Pretendere di imporre un sistema in cui basta che il primo di passaggio con fare annoiato, lanci pupù addosso a un eletto del popolo perché questi venga buttato fuori per chissà quanto è folle. (Silvio è il Male, il suo “caso” è molto diverso, come i suoi modi di fare e di difendersi). È risibile. Infantile. Instabile. Inattuabile. (Anche per la reazione aggressiva che inevitabilmente ti becchi da un po’ di quelli che intendi colpire in questo modo).
Con buona pace di americani, spagnoli, inglesi, francesi, uzbeki, guatemaltechi, ecuadoregni, aztechi, antichi romani e sammarinesi. Che vivono in posti nei quali, anche se ogni tanto qualcuno si uccide per la vergogna, o viene montato qualche scandaletto tipo per un tosaerba comprato coi soldi pubblici, tutto ciò, sostanzialmente, non avviene. Rimangono di solito episodi circoscritti. Non si pretende di costruirci un sistema sopra. Non si ha lo stesso quadro generale.
Non esistono partiti con a capo due ex (punto interrogativo nel caso del Gigione) PM che ci campano per lustri. I processi non durano millemila anni. (Quindi la storia del “farsi da parte per fare chiarezza” assume contorni più realistici). Il segreto istruttorio non viene violato allegramente in continuazione, con conseguente abuso della clava mediatica sputtanatrice. Non ci sono magistrati che rilasciano dichiarazioni in cui tessono l’elogio della carcerazione preventiva. (“Ma in fin dei conti, è proprio così scandaloso chiedersi se lo choc della carcerazione preventiva non abbia prodotto dei risultati positivi nella ricerca della verità?”, Borrelli). Non ci sono associazioni dei magistrati che perseguono programmi “di destra” o “di sinistra”. Silvio è un’anomalia grossa come un palazzo, ma queste non è che siano robe proprio trascurabili e normalissime a livello sistemico come le si vogliono spacciare, eh.
Negli ordinamenti common law, per esempio, i prosecutor hanno le loro belle responsabilità da professionisti legali. E dipendono spesso da director e attorney general che sono nominati o fanno parte del (vedo tanti strapparsi i peli pubici urlando INDIPENDENZA DELLA MAGISTRATURA NAO!1) Governo. Non che io creda a cazzate tipo il gombloddo delle toghe rosse contro il Bovero Zilvio indifeso. O che gli altri sistemi siano necessariamente migliori del nostro maaaaaa… Vogliamo tenerne conto o no, avere una visione un minimo equilibrata, quando ripetiamo come un disco rotto la storiella degli altristupendissimiPaesi nei quali i politici sono tutti onesti e accettano ogni giorno di farsi impalare senza vaselina col sorriso sulla bocca da magistrati che possono fare il cazzo che vogliono e nessuno gli dice nulla?
Ogni tanto qualcuno si dimette per cazzatelle. (Per poi magari essere subito riciclato in un’altra posizione di potere meno esposta ma babbè). E Travaglio lo annota diligente sul taccuino per snocciolarlo ossessivamente come la Binetti fa con il rosario, dimenticandosi di citare i casi in cui non avviene. O succede l’opposto. O di ricordare le varie immunità, che se esistono hanno ragioni e radici storiche, filosofiche, giuridiche, pratiche. Compresa quella concepita a livello generale e astratto dai cari, infallibili Padri della Patria (le obiezioni degli antefattiani a questo sono risibili: sì, l’eventualità che qualcuno potesse essere accusato di rubare o altro fu dibattuta e prevista; pensare che un contrappeso simile sia stato approntato con tanta superficialità e ingenuità è come dare del coglione a chi quella norma l’ha scritta).
Ogni tanto succede. Ogni tanto. (Suggerimento: le proporzioni, in termini di abitanti, ripetizione dell’evento e tutto, Resto del Mondo – Italia sono importanti). Qua si pretende che avvenga tutti i giorni. Questa è la differenza. Altrove ci sarà meno corruzione (ammesso e non concesso). Ma non ci sono nemmeno grandi partiti popolari, sostanzialmente, smantellati a colpi di avvisi di garanzia. Con le loro gargantuesche colpe, per carità, perché parecchi loro esponenti rubavano alla stragrande… Ma se quei contenitori, utili, fossero rimasti in piedi, depurati dei soli condannati, se si fosse affrontata quella situazione, e le altre successive analoghe, con più pazienza e meno panza sarebbe stato meglio per tutti. Così magari ci saremmo risparmiati Silviuccio bello, o costui avrebbe contato moolto meno, non avendo avuto l’opportunità di colmare vuoti siderali. E la colpa è di quel CLIMA creato sì dai “giornalai”. Ma anche di questa mentalità, ebbene sì, giustizialista che a qualcuno tanto piace o che ha interesse ad alimentare e a venderci. (Le due cose sono connesse: col calare dell’incazzatura antipolitica scendono anche le vendite di giornali, libri, spettacoli, dividì).
Infine, diciamolo. Dimetterti perché ti sei fatto rimborsare un tosaerba (l’abbandono dell’incarico prima della scadenza probabilmente è più dannoso economicamente per lo Stato, basterebbe restituire i danari, chiedere scusa, cospargersi il capo di cenere, infilarsi una scopa nel culo e non farlo più). O, ancora peggio, perché il tuo coniuge tromba con un diciannovenne è — di per sé, in assoluto, indipendentemente da quello che fanno, dicono, pensano, cagano gli altri — una GROSSISSIMA PUTTANATA.
La morale di tutto ciò: Silvio è il Male, la sua fissazione pelosa per la magistratura è inammissibile. Ma nemmeno l’ossessione opposta, la perenne indignazione per tutto ciò che respira, va bene. (Perché se stai a contare i peli nel culo di ogni politico non ne esci più e penserai solo a quello). Entrambe queste fissazioni, combinate, finiscono per monopolizzare il dibattito e paralizzare il sistema.
  
 
   







Attila
A me fa ridere una cosa: ogni volta che qualcuno parla di “Responsabilità civile del magistrato” (normale in buona parte degli stati occidentali), sembra che diventi il paladino senza ghediniano del Berluska e, se poi si permette di parlare di (oddio, scusa adesso ti faccio inondare da tutti gli sbroccatori della rete, perdonami) “separazione delle carriere” probabilmente viene associato alla lingua del buon Sandrone poetone del sendimendo ammmmorosssso nel compimento del suo ruolo fondamentale.
Se poi parli di dubbi sulla correttezza del buon Zilllvio, sei subito un komunista manciatore di bimbetti implumi.
Se poi qualcuno pretende di porsi in posizione terza, viene associato a (brivido lungo la schiena) Casini.
Vivere nella nostra peninsula è fantastico: non ci si annoia mai!
Cordialità
Attila
.-= Attila´s last blog ..Il silenzio delle foibe =-.
miciozza
1) Di Pietro è onnipresente nella rete e avrà assorbito, con un minimo di sensatezza mentale, i dubbi che frullavano vorticosamente nei comizi neurali del pubblico. I congressi, salvo rari casi autolesionisti, si trasformano sempre in campagne elettorali. Sul momento profetizzato da Nenni avrei i miei dubbi, l’Idv annovera interessanti elementi che sono stati membri della DC ai tempi d’oro di Andreotti, con tutte le conseguenze del caso, che poi abbiano intrapreso la via di Damasco… chissà!
2) Riguardo ai voti dei parlamentari su leggi o emendamenti, qui avrei un pochino da ridire, sei davvero convinto che essi possano essere frutto di un processo di analisi e maturazione ideologica? Giunti a tale livello? Pensa ai compromessi, ai rospi da ingoiare e alle rinunce ideologiche che già partono dalla vita politica di una sezione di seicento iscritti. Anni e anni di gavetta, compromessi e calci nel culo dati/ricevuti (salvo rare eccezioni dovute a non meglio precisate qualità)… si può tornare davvero alla “purezza ideologica”? Io spero ardentemente che tu abbia ragione, in fin dei conti i parlamentari sono eletti senza vincolo di mandato…
3) È necessario superare le chiacchiere, le polemiche e i complottismi, le imprese chiudono i battenti, i cittadini perdono il lavoro e non ne trovano, si ammalano e le strutture sanitarie non sono completamente adeguate, l’istruzione e le sue infrastrutture colano a picco. Poi, nel mondo della comunicazione di massa ove il nostro cervello imbarca “acqua” come il titanic dopo aver speronato l’iceberg (chissà se si spaccherà prima o poi diventando bipartiZan) siamo noi stessi a fornire denaro e potere ai vari Travagghio, Minzo, etc. sono tutti figli della stessa madre “la chiacchiera”.
.-= Tonks´s last blog ..L’unica certezza =-.