Opinioni psichedeliche, sentenze ineducate e altri stoltiloqui

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marzo 2010

Macchinine che ronzano, furibonde

500

Combat Cars può essere facilmente liquidato come uno dei tanti giochini con le macchinine viste dall’alto che un tempo pullulavano sui nostri teleschermi, con alterne fortune. Ma dopo qualche partita risulta inequivocabilmente chiaro che questo titolo ha qualcosa in più, qualcosa di cui molti altri flaccidi clonazzi di Sprint/Micromachines sono irrimediabilmente sprovvisti. Ovviamente è sempre assai difficile capire, stabilire e spiegare esattamente quali motivi, al di là della valida realizzazione tecnica, rendano

Commenti incauti a urne semifresche

Elezioni Regionali 2010

In nessun AltroPaeseDell’Universo addetti ai lavori e passanti vari piangono, scalciano e danno testate contro il muro se il 65% degli aventi diritto — pure in un panorama sconcertante — decide di andare a infilare fettone di salumi vari in strani contenitori brunettiformi, anziché fiondarsi al mare o in montagna. Come in ogni elezione che si rispetti, tutti hanno vinto, o almeno pareggiato, o comunque non hanno perso. Ma qualcuno, alla fin fine, ha vinto/perso di più. Il sostanziale, simpatico oscuramento della

Uomini e donne (Aforisma punk 2)

Uomini e donne

L’uomo è fastidiosamente rozzo, prevedibile, sicuro di sé e dei suoi spermatozoi, gradassi e truffaldini. La donna è troppo mobile, sfuggente, psichedelica. È ormai necessaria la comparsa e la moltiplicazione in natura di sane e rilassanti alternative.

Riassunto della settimana appena trascorsa / 2

Socialism

Vescovi: “Non cacate la minchia con la pedofilia, abortisti comunisti di merda brucerete all’Inferno, W la DC”. Coro russo: “Forza Ratzy, Padre Pio alé, è ora di basta con queste continue ingerenze della politica nei cazzi del Vaticano”. Zilvio: “Abbiamo stipato in Piazza San Giovanni cazzigliardi di persone, questura di merda”. Coro russo: “Aaaaaah, bugiardo, nazZzista, mentitore…” Pierbersy: “Ma come si permette. Lo dice la storia: solo la sinistra è in grado di sconfiggere la legge della compenetrabilità dei corpi

Quando uomini e dragoni facevano merenda insieme, con nutella

Fire Emblem

Tre seriosi giovani — Eliwood, Lynn e il rozzo Lord Hector — si ritrovano un giorno imprigionati in una magica cartuccia, errepigisticamente accomunati nel sacro sforzo per accoppare il cattivo più. La leggenda narra inoltre degli uomini e dei dragoni che prima convivevano in pace, poi i casini. Fire Emblem: La spada delle fiamme (che titolo del cazzo) fa parte di una serie che deve aver venduto un’esagerazione di copie in Giappone sullo SNES, senza venir mai tradotta prima di quest’episodio del 2003, il settimo (prequel di

Fuori da questa Europa di centrocampisti burocrati con il vizio del gol e lontani dalla ggente…

Guerin Sportivo

Da piccolo, la società mi ha inculcato con insistenza soprattutto tre doveri fondamentali: non accettare caramelle dagli sconosciuti, ama Gesù e tifa sempre per le squadre italiane nelle coppe europee, mi raccomando, sennò vai all’Inferno. Figure autorevoli e baffutissime come Marino Bartoletti, o forse era Adalberto Bortolotti, dalle colonne del Guerino tuonavano su chi osava opporre obiezioni del tutto ragionevoli. Tipo, ma io il lunedì/giovedì mattina sono circondato da frotte di

Siamo oggetti misteriosi che si aggirano per la galassia

Showchicken

Il viaggio. L’offerta. I grandi uccelli percussionisti sperduti in boschi allegorici o che si riuniscono col chiaro proposito di dare vita a party massonici in apparenza malinconoiosissimi. La solitudine dei robot guardoni, improbabili e danzerecci, imponenti elettroaddomesticati tenuti insieme con lo sputo che non supererebbero mai e poi mai la prova del palloncino. L’alienazione fumettosa dei meccanici dalle grandi braccia e dagli attrezzi di lavoro esagerati che sembrano portare sulle

Mario

Busto medio

Mario era un uomo immaginario sui cinquant’anni, uno e ottanta, corporatura media, quasi calvo, ma con non molti capelli, ma in compenso con un lavoro. Mario aveva abitudini alquanto banali e abitudinarie, il bar, la Roma, le puttane il sabato sera. (Non giudicatelo, voi andate a trans). Mario entrava spesso in chiesa, e talvolta ne usciva. Mario faceva la spesa per sopravvivere, come tutti, e cercava di sopravanzare le file alle poste (prima dell’invenzione del numeretto), ma con

Assoli proletari

Eddie Hazel

Lontano 1971 scolpito nella leggenda, la protesta selvaggia è alle spalle, ma l’hard rock psichedelico ha il dovere di continuare a lamentarsi incessantemente del sistema malvagio, musicalmente incarnato dalla reazionaria forma canzone. Giorgione Clinton, prozio del più famoso Bill, dopo aver fondato gruppi su gruppi, agguanta la mano sottovalutata di Eddie Hazel (uno dei più quotati e segretamente rimpianti violentatori di pedali wah-wah) e gli dice, orsù, mettiti una scopa nel culo e suona come se

Tra millemila lustri sarà

Mani sulla città

Piani regolatori improbabili/ballerini, orrendi palazzinari dall’alito cattivo irrispettosi del territorio e della buona creanza, disgustosi architetti sforna-aborti meritevoli di supplizi medievali. Oneri urbanistici da capogiro, impegno civile ruspante politicizzato, amministratori sempre più grassi e corrotti con la magistratura nella bocca. Edifici fatiscenti destinati ad abbattersi sulle ingenue teste di operai ancora implumi, travolgendoli con i loro servizi igienici approssimativi. Per la giuoia di politici sorpresi a depistare, a

Appassionanti queste, yawn, Regionali…

Forza Panino

È da pazzi furiosi attribuire responsabilità ai magistrati, o agli avversari, o a Jenna Jameson, o a Soros, o alla Fata Turchina se quelli del PdL invece di presentare le liste per benino in tempo come si faceva una volta, all’epoca vituperata dei partiti non-leggeri, vanno a strozzarsi di tramezzini o a farsi suggere l’augello sulla tangenziale. Per non parlare delle solite, morigerate dichiarazioni del tipo: “È un golpe!1” o “Siamo pronti a tutto, eja eja alalà”. Non credo alla faida interna, o dietrologie simili, benché ormai sia evidente che

Il grande clonazzo dimenticato

Wizard's Lair

Wizard’s Lair, non lo nego, mi ha fatto sognare. Wizard’s Lair per un attimo mi ha fatto sperare, in un mondo (dei videogiochi) migliore. Ma soprattutto, nonostante la sua tirchieria nell’elargire munizioni, Wizard’s Lair mi ha fatto sparare. E tanto. Il titolo nacque da una sparuta software house (la Bubble Bus) capace di alternare, nel corso della sua breve e triste permanenza su questo globo, prodotti decisamente validi ad altri piuttosto anonimi e dozzinali (come Hustler, indecoroso tentativo di

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