Opinioni psichedeliche, sentenze ineducate e altri stoltiloqui

Month

aprile 2010

Riattraversando mondi orizzontali bidirezionali dipinti sbrigativamente da un daltonico

Thunderbolt

(Il mio budget game non particolarmente bello preferito). I ggiovani delle praterie online permanenti, dimentichi della punteggiatura, non potranno e non vorranno ricordare quei momenti di strettezze (videoludiche e non), quando anche solo modellare culi di pongo in compagnia era taaanto divertente. Contestualizzare è necessario. Il gioco risale al periodo — che ora mi appare lontanissimo e, fortunatamente, perduto — in cui Codemasters inondava il mercato, ingannando il consumatore bue

Stringiamoci a coorte e vogliamoci taaanto bene

Octopus

L’Inno di Mameli è straordinario. Nella sua orrendezza. Ogni volta che lo ascolto vomito diarree gassose di sincera commozione invidiando russi, tedeschi, francesi, portoghesi, croati, filippini, vulcaniani, ciociari e assirobabilonesi che hanno inni nazionali tanto più ganzi e tanto meno cacofonici del nostro. Sfido che poi i giocatori, già non troppo furbi per i fatti loro, ci impieghino un’intera carriera a immagazzinarne le parole e che Schumacher ci perculi agitando beffardo il cappelletto. S’è cinta

Il popolo delle supercazzole

Clerici

Dopo le discutibili e creative epurazioni di Bigazzi e Morgan, tira brutta aria anche per la Clerici. A una bambina affetta da spina bifida è stato impedito l’ingresso in uno studio televisivo del cazzo dove sarebbe stato presente il mitico Giggi D’Alessio. L’Espresso ha già fatto partire la campagna, il popolo delle email, dei fax (mai capita bene l’utilità di questo elettrodomestico) e dei social network è stato attivato. Bisogna spammare selvaggiamente la RAI e i suoi telefoni contro questo abuso illiberale. La sentenza si è basata su un’unica

Pacate riflessioni su Roma-Samp (forza Lasdie)

Riise

Julio Sergio 6 Para tutti i retropassaggi. Riise 0,5 Sempre in ritardo all’appuntamento con Pazzini. Potrebbe almeno far finta di, non so, saltare, contrastarlo, gufarlo, sussurrargli all’orecchio paroline irriferibili, trafiggere pupazzetti voodoo con le sue fattezze, fargli il solletico sotto le ascelle mentre si stacca imperiosamente dal suolo, genufletterglisi in segno di resa promettendogli sua nonna/sorella/moglie se non fa gol, travestirsi da componente dei Village People declamando passi della Critica della ragion pura in

L’imprevisto è il sale della vita (virtuale)

iQuit

La rete ci regala l’inaudita possibilità di rimuovere dalle nostre “esistenze”, con pochi e ben assestati click, i personaggi sgraditi e le opinioni indesiderate. Ogni giorno fior di software house studiano nuovi, potenti e flessibili modi per consentire agli utenti di alienarsi sempre un po’ di più, di personalizzare il loro giardinetto virtuale. Escludendo dalla loro visuale l’inaspettato, e in generale tutto ciò che potrebbe anche solo lontanamente turbarli o infastidirli. Quello che doveva essere uno spazio ultrademocratico di

Compagno Fini, pensare di cambiare il Pdl è da pazzi

Gianfranco Fini

Mi pare evidente che, per quanto se ne dica, le posizioni di Gianfry sull’universo siano ormai nel complesso irreversibilmente più vicine a quelle delle forze che si oppongono al Popolo delle Libertà. E che quindi vederlo balzare sull’altro carro, sfruttando il largo consenso trasversale del quale (secondo sondaggioni vari) gode, operando la milionesima trasformazione e dimenticandosi dei giudizi lusinghieri espressi ancora ieri nei confronti di Bossi, Berlusconi, Tremonti e soci per apparire un po’ meno

Lo ricorderò per sempre con il casso in mano sulla copertina di Playgirl (cit. TKAlex)

Peter Steele

Sette dischi, quarantotto anni, cinquantanove tentativi di suicidio. Fisico bestiale, espressione perennemente accigliata, voce e posture sensuali tipo macellaio da competizione beccato ai test antidoping. Un glorioso passato da operatore ecologico che gli ha fruttato un legame indissolubile con il verde fosforescente. Quei testi un po’ così, sempre in bilico tra il qualunquismo, lo stronzismo e lo scazzo cosmico più pessimisteggiante. Una morte oscurata da quella contemporanea dell’altro raffinato umorista con

Stupore

Giraffa

Non capisco, onestamente, perché esista sempre un drappello di individui pronti a cadere dal pero con puntualità isvizzera, turbandosi e meravigliandosi, ogni volta che un leghista esterna tutto il suo (fisiologico) disprezzo per tricolore/unità d’Italia/nazionali di calcio, bukkake, poker subacqueo. È un po’ come stupirsi perché i vulcani (ogni tanto) eruttano, le giraffe non guardano Ballarò o gli idraulici presentano conti da capogiro…

Eucarestia sì, eucarestia no, se famo du’ spaghi

Uno dei rari momenti vagamente interessanti della religione cattolica tutta è rappresentato dal rito della comunione. Il parroco, o chi per lui, improvvisamente interrompe la salva di formule vuote e dalla dubbia moralità pavlovianamente fatte fuoriscire dai suoi orifizi per ricreare con maestria un alone di mistero nei pressi di un tabernacolo dalla retroilluminazione quasi aliena. Una botta di sana concretezza alimentare che risveglia il fedele messo a dura prova da inumani quarti d’ora all’insegna di un atavico sonno

Tra i due litiganti, l’Umberto gode

Paragone

L’Ultima Parola, oscuro talk show in quota Lega infilato nel tardo venerdì sera su Rai 2 con share da prefisso telefonico. Conduce Gianluigi Paragone, un Santoro più esaltato con ghignetto di superiorità incluso nel prezzo in confronto al quale Belpietro o Mavalà appaiono simpatici agnellini pacioccosi belanti ragionevolezza da tutti i fori. Dozzine di ospiti in studio esclusivamente del Pdl che danno spettacolo, urlandosi addosso e infilandosi pirotecnicamente le dita negli

L’orrendo pattume anni 80

Robobolt

Ributtante Robobolt. Una cassettina ingiallita, di quelle che un tempo spuntavano fuori come funghi, mettendo l’edicolante alle strette. Un rapporto problematico [per un po’ di tempo lo ignorai…]. Perfino il nome con il quale veniva presentato alle masse, Scorie, non lasciava presagire nulla di buono, e triste era l’impatto con lo screenshot impresso sull’opuscolo [liquidato con spiegazioni particolarmente sbrigative]. Mi avventai invece con rara ingordigia sugli altri giochini del nastro, arcade fracassoni, caricati al

Il modello “Lega di sinistra”

Campanile

Quasi tutti i sessanta milioni di allenatori del PD oramai sono concordi sul fatto che la salvezza del partito (e di conseguenza, realisticamente, della coalizione Ammorte Abberlusconi) passi per lo scimmiottamento di una Lega forse anche un po’ sovradimensionata nei successi e nelle aspettative di crescita inarrestabili. Ritornare tra la ggente riparando manualmente ogni voragine stradale di qualsivoglia paesino del bergamasco abbandonato e porgendo parole finalmente umili e commestibili non

Stiamo tutti insieme appassionatamente con Emergency

Afghanistan

Gino Strada & friends hanno senz’altro sparso un oceano di bene e ricucito un sacco di bambini a pezzettoni. Attraversando campi minati infiniti a bordo di scalcinate jeep e unicorni alati, sprezzanti del pericolo, schivando boNbe più o meno imbecilli con un’abilità tale da far sfigurare i più lesti campioni di Modern Warfare 2. Ricevendo in cambio litri e litri di gratitudine da inqualificabili esseri del calibro di Gasparri o Frattini. Questo però non li rende, a prescindere, dogmaticamente invulnerabili

Difetti di fabbrica

Ai confini della realtà

C’è una quinta dimensione dove le gonadi degli acquirenti di serie tv in dividì diventano gigantesche a furia di sorbirsi menù animati ripetitivi fatti ad mentula canis. Qui può capitare di imbattersi nell’episodio ventidue (Ai confini della realtà, telefilm che furoreggiava, nel Pleistocene). Puntata in cui, spoiler, la paura del vicino di banco scende in strada, ben armata e spalmata sui volti adunchi e male illuminati in processione. Facce serie, strafatte, inamidate. Innestate sui corpi di mostri perbene, rispettabili belve a due gambe e

Messi mi sta sul culo

Lionel Messi

Uno che a diciannove anni diciannove aveva già capito tutto, come si sta in campo, come ci si allena, la dieta più sana, che tipo di vita deve fare un fuoriclasse vero, morigerato sul terreno di giuoco e fuori. I campioni del passato, dai traumi e dalle vicende più interessanti (sì, ok, la somatotropina, zzz), s’inserivano creativamente con i loro picchi umorali di eleganza sopraffina nel gioco corale, portandolo a un altro livello. Così Van Basten, o Maradona. O Cruijff, che era solo un sublime, intelligentissimo ingranaggio, un

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