L’incoscienza di essere genitori
Ti ricordi la procura che dice alla coppia adottate un bambino negro ma questi protestano, eh ma allora lo vedi che siete razzisti, no è solo che abbiamo tanta di quella fifa che
attorno poi magari sono ancora più razzisti di noi e scoppiano i casini, mio marito una volta era anche un po’ gay e al suo passaggio ancora ridono come matti, che poi che ci avranno da ridere, dico io, oggi che gli uomini sessuali vanno anche in tv e vestono fighi ed evadono le tasse come la gente normale, e poi siamo alti un puffo e mezzo mentre quello ci viene su tre puffi solo di pisello, e se non gli voglio dire che non è stato adottato ma che sua mamma è maiala, oppure è diventato così perché è caduto in una cisterna di nutella ma tranquillo, da grande diventerai più bianco di maicol geckson, ma quelli che i figli li fanno loro li prendono come vengono, al limite se proprio non piace o è laziale si getta nel cassonetto, ok, se lo fai tu con i tuoi spermatozoi ariani il figlio viene bianco cientopecciento (dovrebbe), ma se per te è un problema un figlio negro allora non sei un genitore abbastanza tosto e determinato per ricoprire come si deve il tuo ruolo istituzionale, e allora niente, si sa che oggi un genitore dev’essere molto tosto e determinato con tutte le merendine ipercaloriche e i preti pedofili molto determinati e incoscienti che ci sono in giro.
  
 
   







cluppy
Razzista? Io? Nooooo……..
Sono “loro” che sono negri…
miciozza
Hai intervistato una mia ex collega di lavoro?
A parte gli scherzi, ho ascoltanto molte opinioni in merito al “fare i genitori”, c’è chi ritiene che:
1) i figli debbano necessariamente essere concepiti dal proprio “ventre” e scarta l’adozioni a priori, perché non desidera crescere “i figli altrui”;
2) procreazione e fecondazione assistita siano violenze sulla natura e/o etica e preferisce ricorrere all’adozione che richiede tempi e difficoltà non indifferenti;
3) procreare in un mondo malsano come questo sia un atto scellerato;
4) la procreazione sia un atto meramente egoistico, derivato dal bisogno di realizzare se stessi o rispondere a determinati canoni sociali;
5) la “non” procreazione sia un atto egoistico da parte di chi vuol vivere come eterno adolescente, senza assumere la responsabilità di crescere un essere vivente e/o di impegnarsi in una relazione salda.
Ognuno può trovare aberrante una di queste “opzioni”, come può trovare aberrante lo “scarto preventivo” dell’etnia di un bambino, tuttavia le nostre valutazioni “etiche” si scontrano anche con valutazioni pratiche e con il bene dei pargoli… questa sentenza – secondo molte persone – potrebbe sollevare enormi problemi e ridurre soprattutto le richieste di adozione. Si tratta di un argomento complesso sul quale non ho idee chiare, mi piacerebbe che si sviluppasse un dibattito su questo post, anche per confrontarmi con i punti di vista altrui.
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Attila
… e se poi tifa anche Milan?
Cordialità
Attila
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miciozza
@Attila: se fosse comunista?
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supermiagolator
Tonks.
1) C’è tutta la non trascurabile componente biologica, emotiva e psicologica legata al periodo della maternità e al parto. Posizione legittima, anche se personalmente fottesega.
2) Per me, se una coppia non riesce a riprodursi, forse farebbe meglio a cercare di adottare orfanelli, visto che di gente in circolazione ce n’è già troppa. Comunque se proprio vogliono sfornare nuovi esseri, mi sembra legittimo che sfruttino gli ultimi ritrovati della scienza.
3) Mi ritrovo un po’ in questa, ma con moderazione. Procrare è un po’ una “violenza” in quanto metti nuova gente pensante in un mondo abbastanza di merda senza chiedere previo consenso, comunque non la farei tanto drammatica
.
4) Oggi specialmente è un po’ vera questa cosa, riprodursi per non “restare indietro” rispetto alle coppie amiche alla moda con il pargolo smartphonizzato a tre anni. Il figlio come una specie di status symbol sovrattenzionato della raggiunta felicità ecc. Senza generalizzare ovviamente, non tutte le coppie sono così stronze.
5) Palese cazzata, visto che, come detto, siamo miliardi di miliardi e non c’è tutto questo bisogno di nuova gente (con buona pace dell’INPS e di Pier Ferdinando
). Peter Pan finisci di esserlo per forza, grazie al mutuo, le bollette, ecc. Semplicemente, fare il genitore è un impegno abnorme (che restituisce molta soddisfazione, a quanto si dice, certo), ma vederlo come un obbligo mi sembra poco razionale. (Chi non capisce ottusamente che l’uomo deve restare un po’ bambino anche da adulto è generalmente una persona pessima).
Sul fatto che potrebbero esserci meno adozioni: non penso, e comunque adottare un figlio non dovrebbe essere come scegliere un cane (vabbè che anche lì, se vuoi aiutare davvero gli animali, non è che fai lo schizzinoso se il colore o la razza del quadrupede in difficoltà o maggiormente bisognoso non sono quelli che preferisci); e poi non mi pare che manchi la gente vogliosa di adottare, mi pare che la domanda sia forte e costante (personalmente farei meno il difficile su altre peculiarità richieste…).
miciozza
Anch’io mi ritrovo un po’ nel terzo punto (per svariate ragioni) e sono accusata di immaturità/menefreghismo/egoismo da parte di coloro che reputano inconcepibile e vergognoso per una donna non essere colta da crisi d’astinenza riproduttiva. Naturalmente me ne frego.
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I punti che ho illustrato sono opinioni espresse da svariati individui: dirigenti, studentesse, impiegati della PA, che ho “raccolto” nel corso degli anni. Per quanto riguarda il punto 4)… non tutte queste coppie sono così stronze, è vero, ma sono un tantino presuntuose.
miciozza
p.s. Quanto alla possibilità di “scegliere” il figlio da adottare, ho sempre reputato che la sola idea di “opzione” fosse agghiacciante, ma sono interessata ad ascoltare anche altre opinioni (che potrebbero anche rafforzare la mia idea)
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la pippa
Bell’argomento,i 5 punti descritti da Tonks,sono tutti rispettabili,e tutti noi abbiamo il diritto di fare la scelta che più ci aggrada,ma,se una coppia,decide di adottare un bambino/a,di offrire una famiglia e una vita migliore a chi non c’e l’ha,trovo aberrante che rifiuti,preventivamente un’etnia in favore di un’altra,non è al mercato e nemmeno al canile,sono esseri umani,e se una coppia non capisce questo,be,forse è meglio rinunciare.Oggi,”fare i genitori”ma anche “fare i figli”non è facile,la coppia è sempre più”scoppiata”i figli usati come arma di ricatto,le notizie degli ultimi mesi,sono raggelanti,madri che affogano,soffocano o buttano dalla finestra,i propri figli,padri che sterminano la famiglia intera,tutto questo,non aiuta a schiarire le idee,ma,almeno le mie,a confonderle ancora di più.
la pippa
@ SuperM.Non volevo ripetere”sul canile”non avevo ancora letto il tuo post,Sorry.
carol
14 anni fa abbiamo adottato 2 figli in Etiopia. Quindi, non “verdino rosa pallido” come li vorrebbe la copia siciliana. Se dite negri mi incazzo. Beh, a parte il fatto che ci sono voluti 4 (dico quattro) anni per arrivare in fondo all’adozione (più uno di affido preadottivo) e perciò le attese e le nausee pre parto si sono sprecate… ed anche i nervosismi da genitore in attesa… a parte questo, dicevo, nessuno qui parla d’amore. L’amore, ragazzi, non ha colore, nè sesso, nè età. Il figlio che ti arriva, beh, quello amerai… e dopo un pò di anni ti assomiglierà pure… Etnia, provette, moda, orologio biologico… tutte cazzate. I figli sono la prosecuzione di sè, comunque. Ed hanno bisogno d’amore. Quindi, se una coppia non può amare il figlio generato da altri, si faccia pure fecondare “tipo mucca”. C’è libertà (andando all’estero…!) di fare ciò che si vuole. Ma non mi si vengano a sparare cazzate: se non vuoi un figlio afro, sei un razzista al cubo. Tralasciavo un particolare importantissimo… mia figlia, il 1° maggio del 2009 all’età di 19 anni, mi ha “sfornato” (come dite voi) un nipotino “bicolor” (dico io per scherzare)… ‘na meraviglia !!!!!!!!!!!! Auguro a tutti 2 figli come i miei.
paz83
Oggi i genitori devono essere supereroi con tutti i pericoli che ci son in giro, per dire un tempo appunto lo mandavi al catechismo e almeno li stavi tranquillo.
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la pippa
@paz83
Dopo tutta la m@@@a che sta emergendo,non mi sembra che chiese,sacrestie e oratori fossero così sicuri.
Anonymous
Il problema è che c’è questa malsana idea che tuo figlio deve essere uguale a te. Ma grazie a Visnù, ciò succede raramente. Che gusto c’è a sfornare una brutta copia di se stessi (a parte l’atto concepitorio
), visto che sempre noi stessi non è che siamo venuti benissimo?
Se avessi un figlio/a e mi accorgessi che è la mia fotocopia (nel qual caso l’opzione figlia femmina sarebbe ancora più orrenda…) lo/a prenderei a cazzotti…
dona
Ormai da diversi anni sono la felice mamma di 2 bambini adottivi. Premetto subito che NON li ho scelti, ma, al contrario, sono stati gli operatori a ritenerci idonei per loro.
All’epoca avevamo dato disponibilità per tutti i colori e le provenienze, escludendo solo l’Africa, da cui, fra l’altro, era rarissimo e difficilissimo adottare a causa della chiusura dei Paesi di provenienza. La nostra paura era quella che una creatura somaticamente tanto diversa, trapiantata in un piccolo centro come quello in cui abitiamo, sarebbe andata incontro a sofferenze quotidiane che, onestamente, non ce la sentivamo affrontare.
Il destino ci ha mandato prima un bambino dalla Bulgaria e poi una bambina dall’Ucraina, quest’ultima con un una buona dose di problemi, che, al contrario, ci siamo sentiti di prendere su di noi con poche esitazioni.
Fin dall’inizio del nostro percorso adottivo, infatti, siamo sempre stati convinti che è molto meglio essere sinceri con noi stessi e con chi ci esamina, anche ammettendo le nostre imperfezioni, piuttosto che tacere per esserne momentaneamente avvantaggiati e poi pagare, e soprattutto far pagare, la nostra incoscienza a chi ha già sufficientemente sofferto.
E’ vero, secondo alcune frange fondamentaliste nel campo delle adozioni, sempre le stesse a sollevare polveroni e a suonare la grancassa dell’autopropaganda, saremmo stati dei genitori inidonei “tout court”.
Invece io penso, e con me la maggioranza delle Associazioni che lavora tanto e in silenzio, che gli aspiranti genitori adottivi non siano tutti uguali e soprattutto non siano dei supereroi, ma esseri umani con le loro imperfezioni e i loro timori, non per questo in gran parte indegni di portare avanti con coscienza il loro compito.
Come ci disse una volta un illuminato giudice del Tribunale dei Minori, ci sono coniugi che possono essere dei pessimi genitori per un bambino africano ma degli ottimi genitori per un bambino con handicap, o viceversa. Sta a chi ci esamina, secondo me, prima di tutto accertare (e qui senza alcuna pietà)la buona fede delle coppie, e poi selezionarle con intelligenza e umanità, in base alle esigenze di “quel” bambino. Senza demonizzare nessuno.
supermiagolator
Frange fondamentaliste?
Un bambino “di colore” non mi pare minimamente paragonabile a un handicappato.
Per adottare un disabile per esempio occorre una predisposizione e una forza d’animo fuori dal comune che non tutti hanno, o che sarebbe eccessivo pretendere da chiunque voglia adottare.
Per quanto riguarda quelli “di colore”, non nascondiamoci dietro a un dito: le motivazioni, escludendo il razzismo, si riducono a questioni sostanzialmente “estetiche” (quindi “molto superficiali”, a esser buoni) o a difficoltà di inserimento (sfottò a scuola, episodi di discriminazione altrui e cose simili, che francamente non mi sembrano così insuperabili con un po’ di buona volontà). Oppure il voler tenere nascosto al figlio per un po’ il fatto di essere stato adottato, ma anche qui…
la meringa
Ti dico solo che l’altro giorno, ad una festicciola di bimbi, una undicenne in pre sviluppo o forse anche già mestruata si è abbrancicata a mio marito gridando a squarciagola: “Marco mi dai un bacio!!!”
Marco è rimasto impietrito…è difficile fare i genitori, ma anche fare i genitori degli amici dei figli è un lavoraccio….
.-= la meringa´s last blog ..Con un paio d’occhiali forse ci potrei pensare due volte a spaccarti la faccia =-.
supermiagolator
Vero, altro che andare in miniera…