Opinioni psichedeliche, sentenze ineducate e altri stoltiloqui

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febbraio 2016

The Mary Tyler Moore Show (prime due stagioni e mezzo)

The Mary Tyler Moore Show, ovvero gli anni Settanta che prendono e si fanno sitcom, i colori solari e un po’ pazzi e tutte le eccentricità del periodo nei vestiti di Mary, sempre elegantissima e bellissima con quel trucco che… Continue Reading →

Mandragora Scream: Fairy Tales from Hell’s Caves

Tantissimi anni fa andai a un concerto dei Lacuna Coil (ma perché? boh) e il gruppo spalla erano questi Mandragora Scream dei quali non sapevo niente, e che ovviamente erano molto più interessanti di Scabbia e soci, soprattutto la cantante… Continue Reading →

Spiccins I

Non esiste un micio Non esiste un micio Tuo è il croccantino nei secoli Gatto nero invasore occupa il tuo balcone oblò sul mondo pagato mille crocchini d’oro Trema il sacro baffotto di fronte a cotanta offesa intollerabile S’ingigantisce a… Continue Reading →

L’Inter alla fine è un Atletico Madrid che non ce l’ha fatta

Il citazionismo/name-dropping furibondo è fondamentalmente insicurezza in se stessi. “Come diceva (purtroppo inascoltato) Karl von Frisch nei suoi saggi relativi allo studio delle percezioni sensoriali delle api, ormai le mezze stagioni tendono vieppiù a scomparire. Anche Aristides Agramonte era dello… Continue Reading →

Boing, il trial and error portato alle estreme conseguenze

Esistono, si sa, giochi estemamente difficili. Esistono, si sa, anche giochi estremamente frustranti. Boing (omonimo di un oscuro platform della Bubble Bus dell’86, nonché di una pletora di tentativi successivi di accaparrarsi il più banalotto dei nomi effettuati fuori tempo… Continue Reading →

14 Songs

Paul Westerberg fece questo disco, oltre ovviamente che per guadagnare, per dipingere se stesso come un uomo semplice agli occhi della gente, un uomo che ama stare in cucina (o nel seminterrato, ora non ricordo cose dicesse di preciso nell’intervista concessa a Mucchio… Continue Reading →

Escape from Doomworld

Cercatore nello spazio (nome tarocco dell’epoca appioppato alla versione Commodore, ma esisteva anche per Atari 8-bit) è uno dei giochini che hanno caratterizzato la mia infanzia, con i suoi effetti speciali spartani ma sufficientemente ultravivaci da imprimersi in modo indelebile nei… Continue Reading →

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