È successo. Ciao Pasta. Povero Pasta. Non ci siamo mai cacati granché in questa vita, per la verità, forse per questo non ci siamo neanche mai flammati, almeno che io ricordi, almeno non con questi account. Non conosco la tua poetica, se non tardivamente e per sentito dire (saga delle trollate, ossessioni, invettive contro i laureati e altri raggruppamenti umani a te ostili o incomprensibili, boh), ma dopotutto sei sempre stato un personaggio presente nella mia esistenza, un po’ come un vecchio arazzo di famiglia la cui presenza sui muri davo per scontata e del quale ora avverto, sia pur flebilmente, la mancanza. La vita però è stata particolarmente dura con te, senza un giustificabile motivo, dato che alla fine il tuo maggior peccato era spammare, impunemente, mentre le cose intorno non cessavano di trafiggerci. Magari ci incontreremo un giorno, nei pascoli più verdi, più audaci, indisponibili, e allora per la prima volta, ad alta voce, leggerò – commosso – un tuo post, e finalmente (forse) capirò dove volevi andare a parare con certo tuo apparente gran sbatterti in alcune fasi. (L’immagine prescelta immaginatela più a uso meme spicciolo o tradotta in avatar simpatico quantitativo tipico da forum, mo non ci ho voglia di stare mezz’ora a cercare quella esatta).