Chiocciola
Aytena — We have time

Gli individui che suscitano maggior stima e ammirazione — dopo gli artigiani e tutti quelli che hanno sviluppato enormi abilità manuali a me geneticamente precluse — sono probabilmente coloro che riescono a ottimizzare in maniera migliore, direi inumana il loro tempo. Non so, uno che a quindici anni è già campione del nonno di tuffi carpiati quintupli con avvitamento gengival-anale, o ha vinto tutto a scuola e prende voti altissimi anche nella vita. Mentre io a quell’età ancora dovevo capire che succedeva, in pratica se ero vivo o cosa, chi erano esattamente gli alieni e per quale stracazzo di motivo mi tenevano in ostaggio. Un’intelligenza adattiva capace di plasmarsi reattivamente sugli eventi circostanti scopandosi in tempo reale le persone più bionde e popolari, tra l’eiaculazione del pubblico pagante. Io di fronte a costui mi scappello ampiamente, se esiste, altrimenti inventiamolo, ma qualcuno sicuramente ci sarà, circolano leggende metropolitane, se ne vedono tanti in giro che vanno vicini all’obiettivo grosso, alla semisantificazione on the road. D’altro canto, sudando, penso però quanta fatica. Tra un po’ si schiatta, molto prima di quanto si osi pensare, il sesso del tempo che passa è praticamente bloccato, quasi turgido nell’uomo, un po’ di più forse nella donna, ma siamo lì. La clessidra è bucata. È inutile che Peter Pan Andreotti si sbatta così tanto per arginare l’area d’influenza di Oronzo Craxi, tanto tra cinque minuti lo raggiungerà (anche se non ci giurerei) nella cappella a fianco. Oppure quel Marcinkus lì, se te ne stavi un po’ più chéto magari una bella indulgenza comprata in zona Cesarini et voilà, si sistemava tutto, tranquillo. La vita eterna era cosa fatta con le vergini bonus, magari anche Gesù Bambino, di solito così permaloso e incazzosello, chiudeva l’occhio non ancora del tutto accecato dalla visione dei tumori paterni che affliggono il mondo. E invece no, sempre lì a intrallazzare, sempre a speculare, sempre a infilare l’amata mazza da golf dove il Sol non batte, nel prossimo tuo…