Ho scoperto Warren Kimble nella sala d’attesa del veterinario che mi cura di solito. Si tratta di un arzillo nonnetto, abbastanza stimato in giro per la sua folk-art primitiva, al quale pare sia stato dedicato perfino un miausoleo nel ridente Vermont. Dalle sue stampe — ideali per essere piazzate sopra il caminetto acceso, o all’interno dello stesso — scaturisce l’idea rivoluzionaria di un’America finalmente pigra, rurale, quasi immobile. Un’America perennemente avvolta dal pacioccoso abbraccio dei suoi simboli più atavici e rassicuranti, fatta di campagne religiosamente poco frequentate, fari solitari, cose semplici come il Ku Klux Klan e l’Amaro Montenegro. Un’America soprattutto abusivamente spadroneggiata da animali stilizzati dalle proporzioni ridicole, a tratti giulianoferraresche, impegnati nelle più oziose attività a disposizione.

Warren Kimble

Warren Kimble

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