Usagi è l’antropomorfizzato e serissimo coniglio ronin disegnato nel 1984 dall’appuntita matita di Stan Sakai, ispirandosi alla figura di Musashi Miyamoto, vera e propria affettatrice vivente nella prima metà del XVII secolo. Yojimbo Usagi Yojimbo(“guardia del corpo“) è il titolo originale del potëmkinoso film di Kurosawa La sfida del samurai. Ronin invece pare voglia dire qualcosa tipo “uomo onda“, appellativo che nell’antico Giappone veniva conferito ai samurai orfani del loro padrone e privi di fissa dimora; spesso errabondi e maleodoranti mercenari che si divertivano all’occasione a creare tafferugli nei villaggi. Il poco venduto e conosciuto (in Italia) coniglio incontra, ama, confabula, squarta e interagisce con tanti altri, zompettanti animali. Esseri spensierati e pacioccosi solo in apparenza, all’intelligentissimo scopo di spiazzare il lettore, creando un ameno contrasto con la semiprecisione della ricostruzione storica e l’illibata quotidianità delle vicende.

L’anniversario verrà celebrato dalla casa costruttrice Dark Horse con una graphic novel (definizione che ormai viene utilizzata anche sulle istruzioni del risotto ai funghi), la prima, incredibilmente, in tanti anni di storia. Essa sarà interamente pasticciata da Sakai in persona e, mi disegnano dalla regia, vedrà la luce a novembre. La vicenda, intitolata Usagi Yojimbo: Yokai, narrerà più o meno di una madre afflitta, disperata per il rapimento dell’amata figliuola, costretta a ingaggiare il temuto coniglio dalle orecchie oblunghe affinché la salvi dalle grinfie di queste inguardabili creature partorite dalla mitologia giapponese. E che, chissà perché, passano tutto il loro tempo libero a offrire caramelle poco raccomandabili a bambini sconosciuti.