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In visita alla signorina Clementina

Questo episodio, lo noterete, mi è rimasto impresso, più di altri, sulla carta maggiormente significativi. In qualche modo la signorina Clementina (siamo nel ’79 ed era chiamata sempre e solo così, da tutti, fatevene una ragione, il cognome non l’ho… Continua a leggere →

In morte di un utente storico

È successo. Ciao Pasta. Povero Pasta. Pastina, anche detto. Non ci siamo mai cacati granché in questa vita, per la verità, forse per questo non ci siamo neanche mai flammati, almeno che io ricordi, almeno non con questi account. Non… Continua a leggere →

Ho fatto le elementari dalle suore

A un certo punto queste obblig… chiesero ai genitori degli alunni di fare una colletta per regalare all’istituto un proiettore per fare propagand… per far vedere agli alunni dei simpatici film che li aiutassero a crescere con dei sani e robusti… Continua a leggere →

Spiccins I

Non esiste un micio Non esiste un micio Tuo è il croccantino nei secoli Gatto nero invasore occupa il tuo balcone oblò sul mondo pagato mille crocchini d’oro Trema il sacro baffotto di fronte a cotanta offesa intollerabile S’ingigantisce a… Continua a leggere →

Non ho capito perché dovrei continuare a mentire sul blog

Un viale

Sabato. Mal di testa. Martellate infernali che si avvicinano. Sopprimere telecronisti urlanti sempre più futili. Liberi solo grazie a questo matto, matto indulto. Puglisi conserva la leadership del campionato. Insieme a Bruno Senna. Ecchicazzosenefotte. È ufficiale: l’ex vicino di casa si droga, per essere sempre al top della forma. C’è un momento molto breve della vita in cui sei sulla cresta dell’onda. Ciò ti consente di dormire tre ore a notte, inseguendo pillole blu. Instancabile nei labirinti dipinti di blu che la realtà ti propone/oppone.

Quasi invisibile

Sua madre era una rubizza e canuta signora, inesauribile, molto attenta alle altrui esigenze. Viveva in un alloggio minimo, separato. Aveva il suo mondo in basso e acquistava salumi nostrani, formaggiose forme e altre squisitezze che era solita stivare sopra o all’interno di un imponente e tenebroso megalite, principalmente allo scopo di regalare un sorriso ai commercianti truffaldini di passaggio. La sera amava radunarsi con le altre arzille vecchiette, attorno al braciere; si scambiavano piccoli doni

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