Archive for the ‘Arte e cultura’ Category

Ragazzine inspiegabili fatte con lo stampino. Indaffarate in attività apparentemente illogiche. Comunque prive di qualsiasi surreale utilità. O alle prese con pietanze che nemmeno Bear Grylls oserebbe assaggiare (anzi, sarebbe lui con tutta probabilità a venire fagocitato in eurovisione). Fanciulle in gabbia, sfinite, costrette. Umiliate, ferite gravemente, morte di noia. Si agitano in ambienti malsani, in ogni caso lontanissimi dall’igiene abbacinante dei nostri spot. Donnine minime, senza ali, sicure di sé ma Continua a purgarti >>

Il libro non è un bene come un altro. Si tratta del veicolo culturale per eccellenza, più dei supporti ottici. Posso apprendere, chessò, la storia della letteratura o quella del cazzeggio nella Mesopotamia antica da un CD musicale o da un DVD/BD con su immortalato un film? Magari sì, ma è più complicato. Se in qualsivoglia liceo e università del mondo, nonostante tutto, gli strumenti principali di apprendimento restano degli insiemi di pagine stampate, numerate e aromatizzate rilegati in pratici volumi un motivo ci sarà. Il fatto che Continua a purgarti >>

Ho scoperto Warren Kimble nella sala d’attesa del veterinario che mi cura di solito. Si tratta di un arzillo nonnetto, abbastanza stimato in giro per la sua folk-art primitiva, al quale pare sia stato dedicato perfino un miausoleo nel ridente Vermont. Dalle sue stampe — ideali per essere piazzate sopra il caminetto acceso, o all’interno dello stesso — scaturisce l’idea rivoluzionaria di un’America finalmente pigra, rurale, quasi immobile. Un’America perennemente avvolta dal pacioccoso abbraccio dei suoi simboli più Continua a purgarti >>

Joseph Madureira (Joe Mad! per le amiche) è un giovine, abilissimo disegnatore americano noto soprattutto per il marvelliano Uncanny X-Men, nonché per il cupo Battle Chasers, con il suo appetitoso mondo fantasy reso più eccitante dalla presenza di alcune bizzarre tecnologie. Qualche anno fa, molti si chiesero con sgomento che fine avesse fatto dopo aver abbandonato le scene fumettose. Ebbene, non si è dedicato al mondo del porno, come taluni hanno insinuato, bensì (tra le altre cose) a quello dei Continua a purgarti >>

Il viaggio. L’offerta. I grandi uccelli percussionisti sperduti in boschi allegorici o che si riuniscono col chiaro proposito di dare vita a party massonici in apparenza malinconoiosissimi. La solitudine dei robot guardoni, improbabili e danzerecci, imponenti elettroaddomesticati tenuti insieme con lo sputo che non supererebbero mai e poi mai la prova del palloncino. L’alienazione fumettosa dei meccanici dalle grandi braccia e dagli attrezzi di lavoro esagerati che sembrano portare sulle Continua a purgarti >>

Marco Wagner è un folle illustratore tetesco fissato in modo particolare con le favole. Preleva abusivamente paure, s’impadronisce di personaggi entrati nel subconscio collettivo per strizzarli e deformarli a piacimento, rendendoli ancora più improbabili e disadattati. Collocandoli (come se non bastasse) su paesaggi astratti, puerili o surreali. Alice nel Paese delle maraviglie è oltremodo psicanalizzata e oltraggiata ulteriormente. Godzilla e King Kong sono lasciati pascolare indisturbati per Continua a purgarti >>

È un po’ che l’amato Renato sbraita più del solito per ottenere quell’attenzione in grado di fargli dimenticare per qualche ora la sua triste condizione, quindi negargli un post sarebbe a dir poco anticostituzionale. Si pensi che l’altra sera a Controcampo una timida semibattuta di Mughini (!) sul ministro in questione ha generato momenti di autentico gelo siberiano in studio (immagino che verrà epurato già dalla prossima puntata, come la topa che ha fatto sgusciare via dal vestito il capezzolo malandrino). Continua a purgarti >>

Il suo articolo apparso su L’Unità è stato largamente discusso, sviscerato e tumblerato. Secondo Paolo Villaggio, Mike Bongiorno sarebbe una delle cause principali del degrado culturale di questa Itaglietta. Del fatto che i giuovini guardano con ammirazione il Grande Fratello e non Fellini, Pasolini. Per me, Mike non ha tutti questi meriti che si va dicendo. Se non ci fosse stato lui, capirai, la tivù l’avrebbe fatta qualcun altro, magari meno carismatico. Ma sicuramente dotato di una maggiore padronanza della Continua a purgarti >>

Ho scovato un interessante megapost sul ruolo e sul perché della satira, curiosando nelle palestre (Luttazzi ha copiato l’idea da Spinoza che ha copiato lo stile da Luttazzi che ha copiato da Benny Hicks che ha copiato da). Secondo il famoso epurato bulgaro, prendere in giro le vittime, i malati o i poveracci non è cosa buona. Come dargli torto. La satira è nobile, in quanto infierisce sui cattivoni di fine livello. E percula potenti e dittatori, o aspiranti tali. Giusto ma, da come viene messa, mi sembra un po’… soffocante. Continua a purgarti >>

Usagi è l’antropomorfizzato e serissimo coniglio ronin disegnato nel 1984 dall’appuntita matita di Stan Sakai, ispirandosi alla figura di Musashi Miyamoto, vera e propria affettatrice vivente nella prima metà del XVII secolo. Yojimbo (”guardia del corpo“) è il titolo originale del potëmkinoso film di Kurosawa La sfida del samurai. Ronin invece pare voglia dire qualcosa tipo “uomo onda“, appellativo che nell’antico Giappone veniva conferito ai samurai orfani del loro padrone e privi di fissa dimora, spesso errabondi Continua a purgarti >>

Oggi voglio rivelarti un segreto, un segreto abnorme. La carta stampata è in crisi nera. Meglio così. Verranno uccisi molti meno alberi, e a me gli alberi piacciono taaaaaanto. Soprattutto in fotografia. Si consumerà però un sacco di energia elettrica in più per sfamare i poveri computer negri di tutto il mondo che verranno usati insaziabilmente dalla gente sull’autobus, al cesso e anche nei bar allo scopo di apprendere le notizie, visto che la carta fa schifo e a detta degli analisti interna(u)ti non serve più e nessuno Continua a purgarti >>

Utilizzando il nastro adesivo è possibile effettuare importanti riparazioni elettriche o idrauliche nella vita di tutti i giorni. Cosa sarebbe la nostra esistenza senza questa prodigiosa e appiccicosa invenzione che ci accompagna silenziosamente da molti lustri? Il nastro adesivo sta lì e tuttosommato non ci chiede nulla: non bisogna rifocillarlo a intervalli regolari, né portarlo a spasso a decorare creativamente i marciapiedi delle nostre città o a fare shopping assassino (per la carta di credito e per le nostre coronarie). Continua a purgarti >>