Opinioni psichedeliche, sentenze ineducate e altri stoltiloqui

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Arte e cultura

Vergognoso cyberbullismo nei confronti del povero Bob Dylan che per timidezza non ritira il sudato premio Nobel

Avevo cercato di sorvolare sull’avvenimento, ma i recenti, incresciosi sviluppi mi spingono a ricicl… ehm, rilucidare questo vecchio commento. 1) L’ipse dixit tanto gettonato sui social (“Se gliel’hanno dato allora se lo merita perché loro ne sanno mentre tu sei… Continue Reading →

Fuco's

Fuco Ueda

Ragazzine inspiegabili fatte con lo stampino. Indaffarate in attività apparentemente illogiche. Comunque prive di qualsiasi surreale utilità. O alle prese con pietanze che nemmeno Bear Grylls oserebbe assaggiare (anzi, sarebbe lui con tutta probabilità a venire fagocitato in eurovisione). Fanciulle in gabbia, sfinite, costrette. Umiliate, ferite gravemente, morte di noia. Si agitano in ambienti malsani, in ogni caso lontanissimi dall’igiene abbacinante dei nostri spot. Donnine minime, senza ali, sicure di sé ma

La legge sugli sconti dei libri fa cacare tonni insuperati

Libri Televisione

Il libro non è un bene come un altro. Si tratta del veicolo culturale per eccellenza, più dei supporti ottici. Posso apprendere, chessò, la storia della letteratura o quella del cazzeggio nella Mesopotamia antica da un CD musicale o da un DVD/BD con su immortalato un film? Magari sì, ma è più complicato. Se in qualsivoglia liceo e università del mondo, nonostante tutto, gli strumenti principali di apprendimento restano degli insiemi di pagine stampate, numerate e aromatizzate rilegati in pratici volumi un motivo ci sarà. Il fatto che

Cartolonze dall’America che non verrà

Warren Kimble

Ho scoperto Warren Kimble nella sala d’attesa del veterinario che mi cura di solito. Si tratta di un arzillo nonnetto, abbastanza stimato in giro per la sua folk-art primitiva, al quale pare sia stato dedicato perfino un miausoleo nel ridente Vermont. Dalle sue stampe — ideali per essere piazzate sopra il caminetto acceso, o all’interno dello stesso — scaturisce l’idea rivoluzionaria di un’America finalmente pigra, rurale, quasi immobile. Un’America perennemente avvolta dal pacioccoso abbraccio dei suoi simboli più

Maduche?

Darksiders

Joseph Madureira (Joe Mad! per le amiche) è un giovine, abilissimo disegnatore americano noto soprattutto per il marvelliano Uncanny X-Men, nonché per il cupo Battle Chasers, con il suo appetitoso mondo fantasy reso più eccitante dalla presenza di alcune bizzarre tecnologie. Qualche anno fa, molti si chiesero con sgomento che fine avesse fatto dopo aver abbandonato le scene fumettose. Ebbene, non si è dedicato al mondo del porno, come taluni hanno insinuato, bensì (tra le altre cose) a quello dei

Siamo oggetti misteriosi che si aggirano per la galassia

Showchicken

Il viaggio. L’offerta. I grandi uccelli percussionisti sperduti in boschi allegorici o che si riuniscono col chiaro proposito di dare vita a party massonici in apparenza malinconoiosissimi. La solitudine dei robot guardoni, improbabili e danzerecci, imponenti elettroaddomesticati tenuti insieme con lo sputo che non supererebbero mai e poi mai la prova del palloncino. L’alienazione fumettosa dei meccanici dalle grandi braccia e dagli attrezzi di lavoro esagerati che sembrano portare sulle

Raccontala ancora, Marco. Ma anche no.

Marco Wagner

Marco Wagner è un folle illustratore tetesco fissato in modo particolare con le favole. Preleva abusivamente paure, s’impadronisce di personaggi entrati nel subconscio collettivo per strizzarli e deformarli a piacimento, rendendoli ancora più improbabili e disadattati. Collocandoli (come se non bastasse) su paesaggi astratti, puerili o surreali. Alice nel Paese delle maraviglie è oltremodo psicanalizzata e oltraggiata ulteriormente. Godzilla e King Kong sono lasciati pascolare indisturbati per

Brunetta e i tagli alla cultura

Renato Brunetta

È un po’ che l’amato Renato sbraita più del solito per ottenere quell’attenzione in grado di fargli dimenticare per qualche ora la sua triste condizione, quindi negargli un post sarebbe a dir poco anticostituzionale. Si pensi che l’altra sera a Controcampo una timida semibattuta di Mughini (!) sul ministro in questione ha generato momenti di autentico gelo siberiano in studio (immagino che verrà epurato già dalla prossima puntata, come la topa che ha fatto sgusciare via dal vestito il capezzolo malandrino).

Paul and Michael

Mike Bongiorno con Totò

Il suo articolo apparso su L’Unità è stato largamente discusso, sviscerato e tumblerato. Secondo Paolo Villaggio, Mike Bongiorno sarebbe una delle cause principali del degrado culturale di questa Itaglietta. Del fatto che i giuovini guardano con ammirazione il Grande Fratello e non Fellini, Pasolini. Per me, Mike non ha tutti questi meriti che si va dicendo. Se non ci fosse stato lui, capirai, la tivù l’avrebbe fatta qualcun altro, magari meno carismatico. Ma sicuramente dotato di una maggiore padronanza della

Fascista secondo Luttazzi

Satiro

Ho scovato un interessante megapost sul ruolo e sul perché della satira, curiosando nelle palestre (Luttazzi ha copiato l’idea da Spinoza che ha copiato lo stile da Luttazzi che ha copiato da Benny Hicks che ha copiato da). Secondo il famoso epurato bulgaro, prendere in giro le vittime, i malati o i poveracci non è cosa buona. Come dargli torto. La satira è nobile, in quanto infierisce sui cattivoni di fine livello. E percula potenti e dittatori, o aspiranti tali. Giusto ma, da come viene messa, mi sembra un po’… soffocante.

Il coniglio Miyamoto Usagi compie i suoi primi, e probabilmente ultimi, 25 anni nell’indifferenza generale

Usagi Yojimbo

Usagi è l’antropomorfizzato e serissimo coniglio ronin disegnato nel 1984 dall’appuntita matita di Stan Sakai, ispirandosi alla figura di Musashi Miyamoto, vera e propria affettatrice vivente nella prima metà del XVII secolo. Yojimbo (”guardia del corpo“) è il titolo originale del potëmkinoso film di Kurosawa La sfida del samurai. Ronin invece pare voglia dire qualcosa tipo “uomo onda“, appellativo che nell’antico Giappone veniva conferito ai samurai orfani del loro padrone e privi di fissa dimora, spesso errabondi

Internet anche al WC: il futuro dell’editoria

Internet al gabinetto

Oggi voglio rivelarti un segreto, un segreto abnorme. La carta stampata è in crisi nera. Meglio così. Verranno uccisi molti meno alberi, e a me gli alberi piacciono taaaaaanto. Soprattutto in fotografia. Si consumerà però un sacco di energia elettrica in più per sfamare i poveri computer negri di tutto il mondo che verranno usati insaziabilmente dalla gente sull’autobus, al cesso e anche nei bar allo scopo di apprendere le notizie, visto che la carta fa schifo e a detta degli analisti interna(u)ti non serve più e nessuno

Rotture

Monika Grzymala

Utilizzando il nastro adesivo è possibile effettuare importanti riparazioni elettriche o idrauliche nella vita di tutti i giorni. Cosa sarebbe la nostra esistenza senza questa prodigiosa e appiccicosa invenzione che ci accompagna silenziosamente da molti lustri? Il nastro adesivo sta lì e tuttosommato non ci chiede nulla: non bisogna rifocillarlo a intervalli regolari, né portarlo a spasso a decorare creativamente i marciapiedi delle nostre città o a fare shopping assassino (per la carta di credito e per le nostre coronarie).

Bloggate di meno, è il buco nell’ozono che ve lo chiede, in ginocchio

Matite

Rubare un pennello, rubarne due. Un grande pennello e un pennello grande ancor di più, per cambiare definitivamente aspetto alle pareti del globo. Ma soprattutto per ridipingere la gente. Non sono molte in realtà le possibilità che si presentano. Armati. Con un pennello. Periodo giallo. Periodo blu. Periodo esistenzialista-iperrealista a pois. E poi? Esiste un problema piuttosto ciccione di sopravvalutazione di quello che si può fare a partire dalle proprie finite possibilità. I neuroni in

Guerra oppio dei poveri: la merdosa e strameritata fine di Servio Tullio

Servio Tullio

Nei poemi di Omero la guerra ha un carattere fortemente ero(t)ico, aristocratico e individualistico. Sfoggiare un pene più grosso di tutti gli altri ricconi messi assieme, insomma, poteva avere la sua importanza, non nascondiamocelo. Di ciò si trovano effettive corrispondenze nella storia della tecnica militare delle città antiche, in Grecia e a Roma. Anche l’aspetto economico non è da sottovalutare, in quanto l’armamentario tipo richiedeva una quantità impressionante di metallo, oltre alla disponibilità

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