Archive for the ‘Cinema e serie TV’ Category

(Scoprendo Forrester). Un povero ragazzo negr… afroamericano gioca a basket con i suoi rozzi amici, una scena comune nel Bronx malfrequentato, ma un uomo misterioso lo spia, grazie al suo potente cannocchiale. Sarà il solito malintenzionato serial killer pedofilo della porta accanto? Ma no, è Sean Connery, qui nella sua penultima apparizione significativa, che guardando quell’imberbe sedicenne aveva già capito di trovarsi al cospetto di un genio ribelle in grado di snocciolare con disinvoltura quintalate di Continua a purgarti >>

L’Astrea di Honoré d’Urfé, in versi e prosa, è il primo “romanzo fiume” della letteratura francese. L’opera è talmente prolissa che il suo autore non riuscì a vivere sufficientemente a lungo da completarla e fu necessario allo scopo il torrenziale intervento del suo segretario, tale Balthazar Baro. Il successo di questo caposaldo del barocco fu a tratti insostenibile, anche se il cinema, fino alla trasposizione di Rohmer (anno 2007), lo ha stranamente un po’ snobbato. La storia ruota intorno alle equivoche disavventure di Continua a purgarti >>

Spesso si odono mormorare in giro cose disdicevoli sul cinema italiano. Si insinua che faccia cacare mandolini infuocati, che sia ormai lontanissimo parente di quello di una volta, che i Fellini, gli Antonioni e i Monicelli forse a questo punto non risusciteranno mai più. Si abbaia poi, non senza una certa esibizione di sdegnato raccapriccio, in direzione dei nuovi registi/attori/visagisti, tutti irrimediabilmente incapaci e raccomandati. Una casta di nullafacenti culattoni sfuggita all’irresistibile richiamo delle miniere Continua a purgarti >>

Tamara Drewe è una commedia campestre, anche se a un certo punto uno dei protagonisti muore spappolato nel corso di un alterco, e allora lo spettatore medio forse ci rimane un po’ male, ma poi torna improvvisamente il buonismo quindi è ok. Tamara Drewe è un film tipicamente british, infarcito di umorismo leggero, dialoghi semiarguti e petulanti scrittori, ma se fossero stati impiegati del catasto o cazzivendoli falliti non sarebbe cambiato poi molto. Tamara Drewe è Continua a purgarti >>

In esclusiva mondiale, ecco raccontato il seguito del film di Sofia Coppola premiato con il Leone d’Oro. Johnny, sceso dalla Ferrari al termine del primo Somewhere, cammina fino a un covone di fieno, dietro al quale srotola solennemente l’uccello (non inquadrato) e inizia a espletare i suoi bisogni fisiologici. Primo piano sul volto barbutissimo dell’attore che piscia sofferente, disegnando cerchi concentrici tramite precisi movimenti della verga. Mentre in sottofondo si ode solo il gorgoglio del liquido giallo che Continua a purgarti >>

Rory commenta un voto alto/basso/medio a scuola: “It’s weird”. Rory viene lasciata/si mette con qualcuno: “It’s weird”. Rory davanti a un comune tostapane: “It’s weird”. Rory scopre che la mamma fa sesso anale col suo prof, suo padre, il barista, E.T. l’extraterrestre e mezza squadra di football della sua città: “It’s weird”.

The Road è uscito dopo lunghi ritardi in Italia perché giudicato troppo lento e disperato per i gusti del pubblico. (In un trailer avevano stipato le rare scene d’azione per farlo sembrare un film in cui si sparacchia e accalappiare qualche sprovveduto). Hillcoat compie la folle operazione di prendere un romanzo celebratissimo e ultranichilista, e di aggiungergli una topa, lì poco presente, rendendola protagonista di un parto orribile, e di flashback nostalgici in piccole dosi agrodolci. A livello visivo la pellicola è travolgente. Le scenografie Continua a purgarti >>

Ok, La nostra vita non sarà un capolavoro in grado di ridefinire i parametri del verismo all’italiana (ma solo un bel film, ed è già tanto, viste le condizioni disastrate del cinemanostrano). Ok, la scena in cui lui stupra in modo stilisticamente impeccabile la vecchia canzone di Vasco al funerale della moglie è stata preparata apposta per permettergli di sfoggiare anni e anni di studi teatrali, e si vede (ma la sensazione è che il detentore del prix d’interprétation masculine sia in grado di domare alla perfezione ciascuno dei pixel che Continua a purgarti >>

Uno dei momenti più significativi della misera esistenza di tutti noi è stato indubitabilmente rappresentato dall’impatto con i telefilm americani, quelli di una volta, perlopiù erogati dalle discutibili tivù commerciali. All’improvviso, il bianco e nero anche mentale veniva squarciato, e nuovi, speciali e peccaminosi universi si rendevano comodamente selezionabili da telecomando. Dalla mattina semitarda fino al pomeriggio inoltrato era un ameno susseguirsi di Alice, Lou Grant, i Jefferson Continua a purgarti >>

C’è una quinta dimensione dove le gonadi degli acquirenti di serie tv in dividì diventano gigantesche a furia di sorbirsi menù animati ripetitivi fatti ad mentula canis. Qui può capitare di imbattersi nell’episodio ventidue (Ai confini della realtà, telefilm che furoreggiava, nel Pleistocene). Puntata in cui, spoiler, la paura del vicino di banco scende in strada, ben armata e spalmata sui volti adunchi e male illuminati in processione. Facce serie, strafatte, inamidate. Innestate sui corpi di mostri perbene, rispettabili belve a due gambe e Continua a purgarti >>

Piani regolatori improbabili/ballerini, orrendi palazzinari dall’alito cattivo irrispettosi del territorio e della buona creanza, disgustosi architetti sforna-aborti meritevoli di supplizi medievali. Oneri urbanistici da capogiro, impegno civile ruspante politicizzato, amministratori sempre più grassi e corrotti con la magistratura nella bocca. Edifici fatiscenti destinati ad abbattersi sulle ingenue teste di operai ancora implumi, travolgendoli con i loro servizi igienici approssimativi. Per la giuoia di politici sorpresi a depistare, a Continua a purgarti >>

più interessante è sicuramente quella iniziale, poetica e spettacolare, carica di significanti con il suo ritmo frenetico e le suggestioni che si accavallano incuranti delle raccomandazioni biscardiane. Il nonnetto e la sua vegliarda risultano espressivissimissimi quasi senza parlare, invecchiando con gesti piccoli ma importanti danno la sensazione che il cartone animato for the masses stia finalmente per partorire un suo specifico e innovativo (meta)linguaggio da un momento all’altro. Anche la casa sembra Continua a purgarti >>